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Notizie | Eventi

Interrogazione alla Camera in merito ai detergenti con probiotici

È stata presentata alla Camera un'interrogazione con richiesta di risposta immediata in Commissione (n. 5-06715)  in merito ai detergenti addizionati con specie di probiotici.
La risposta è stata fornita il 23 settembre scorso in Commissione Affari sociali della Camera dalla Sottosegretaria di Stato per i rapporti con il Parlamento, Deborah Bergamini.

Di seguito i testi dell'interrogazione e della risposta.

TESTO DELL'INTERROGAZIONE

NOVELLI, BAGNASCO, BOND, VERSACE e BRAMBILLA. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
nell'ambito del processo di contrasto e prevenzione contro la diffusione del Covid-19, la sanificazione delle superfici ed ambienti interni rappresenta una delle procedure più importanti di prevenzione;
in base alle raccomandazioni dell'Istituto superiore di sanità su tale materia, si stanno ancora utilizzando elevati quantitativi di disinfettanti chimici che, come noto, non prevengono la ricontaminazione dei patogeni sulle superfici in quanto la loro azione si esaurisce dopo circa un'ora dall'applicazione e che possono contribuire alla diffusione dell'antibiotico-resistenza oltre che avere un elevato impatto ambientale;
le infezioni correlate all'assistenza sanitaria (Ica) spesso causate da germi antibiotico-resistenti, rappresentando una grave emergenza sanitaria con oltre 4 milioni di casi all'anno in Europa, con oltre 37.000 decessi, di cui 10.000 solo in Italia;
la spesa sanitaria collegata alla gestione di questa emergenza ammonta a più di 7 miliardi di euro in Europa e supera il miliardo di euro in Italia;
diverse pubblicazioni scientifiche su autorevoli riviste internazionali hanno visto coinvolti importanti centri di ricerca ed università italiane, dimostrando l'efficacia di innovativi sistemi biologici a base di detergenti addizionati con selezionate e sicure specie di probiotici, nella riduzione delle infezioni correlate all'assistenza (Ica), dell'antibiotico-resistenza e dei costi correlati:
a) Rivista scientifica: Pathogens, giugno 2020 – «A probiotic-based sanitation system for the reduction of healthcare associated infections and antimicrobial resistances: a budget impact analysis»;
b) Rivista scientifica: Infection and Drug Resistance, marzo 2019) «Impact of probiotic-based hospital sanitation on antimicrobial resistance and Hai-associated antimicrobial consumption and cost: a multicenter study»;
c) Rivista scientifica: Plos One, 12 luglio 2018) «Reducing healthcare-associated infections incidence by a probiotic-based sanitation system: a multicentre prospective intervention study»;
risultati scientifici presentati in conferenza stampa il 26 maggio 2021 presso l'Unicatt ed in fase di pubblicazione, dimostrano l'efficacia di tali sistemi contro il Covid-19, paragonabile a quella dei disinfettanti chimici ma con una efficacia che arriva fino a 24 ore –:
per quali motivi nelle «Indicazioni ad interim per la sanificazione degli ambienti interni nel contesto sanitario e assistenziale per prevenire la trasmissione di Sars-CoV 2» (rapporto Iss n. 20 del 2020) e nelle «Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell'attuale emergenza COVID-19; ambienti superfici» (rapporto Iss n. 12 del 2021) non siano stati inseriti questi innovativi sistemi biologici di sanificazione, e se non ritenga di provvedere al loro inserimento. (5-06715)


TESTO DELLA RISPOSTA

I prodotti che vantano azione sanificante o disinfettante per il tramite di un'azione chimica ricadono nel novero dei biocidi di cui al Regolamento (UE) 528 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ai sensi del quale può essere rilasciata l'autorizzazione all'immissione in commercio e all'utilizzo di un prodotto biocida esclusivamente se i relativi principi attivi sono approvati per la corrispondente tipologia di prodotto. Si applica in via transitoria il regime autorizzativo nazionale per l'immissione in commercio di prodotti biocidi per i quali, per la corrispondente tipologia di prodotto, il principio attivo sia in valutazione per l'approvazione. Pertanto i probiotici possono essere immessi in commercio ed usati, tra l'altro, per finalità di sanificazione se per la corrispondente tipologia di prodotto i relativi principi attivi siano stati approvati ai sensi del Regolamento o siano in valutazione.

Per quanto riguarda i tre lavori citati nell'interrogazione, pubblicati su riviste internazionali e appartenenti allo stesso gruppo di ricerca, l'istituto Superiore di Sanità, pur concordando sulla possibile rilevanza di un approccio innovativo per la sanificazione degli ambienti a base di probiotici, ha pubblicato, in fase di emergenza, i rapporti ad interim ISS-COVID 19 n. 25/2020 e n. 12/2021, al fine di presentare lo stato dell'arte sulle conoscenze in merito alla diffusione del Coronavirus e agli approcci condivisi dalle varie agenzie internazionali per la prevenzione e controllo della pandemia.

Mentre nel primo rapporto è stata presentata una panoramica dei prodotti e delle procedure di disinfezione delle mani e delle superfici – al momento della pubblicazione considerati tra i maggiori veicoli per la trasmissione del virus – nel secondo si è rivolta maggiormente l'attenzione agli apparecchi/sostanze in grado di contribuire alla sanificazione dell'aria, che si è dimostrata essere uno fra i veicoli di diffusione del virus tramite aerosol.

Proprio per limitare l'impatto ambientale dell'uso dei prodotti chimici, nel rapporto n. 12 è stata presentata una disamina, con le indicazioni delle agenzie internazionali e sulla base di corposa bibliografia e di prove sperimentali, sull'utilizzo di purificatori a base di filtri e/o in grado di generare specie reattive dell'ossigeno in grado di contrastare la contaminazione/ri-contaminazione dell'aria ambiente comprese le superfici.

Sulla possibilità di utilizzo di probiotici nel contrasto alla diffusione del virus l'istituto ha rappresentato la necessità di maggiori approfondimenti. Proprio nel lavoro pubblicato sulla rivista più autorevole (PLoS One) viene auspicato che i risultati presentati possano essere confermati in esperimenti applicati a coorti più grandi e con popolazioni target diversificate, al fine di considerare tale approccio eco-sostenibile come parte delle strategie di prevenzione e controllo delle infezioni.

La ricerca di soluzioni innovative, sia nell'ambito dell'emergenza COVID che in generale per il contrasto alla diffusione di malattie, resta di importanza fondamentale nello sviluppo di approcci con basso impatto sull'uomo e sull'ambiente.