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Agenda 2030: il cleaning tra sostenibilità e innovazione

  • 8 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Rapporto SDGs 2026 dell’Istat offre una chiave di lettura utile per comprendere il ruolo della filiera del cleaning professionale nei processi di sostenibilità, innovazione e consumo responsabile. Le indagini AFIDAMP–Cerved 2025 confermano una filiera che si muove nella stessa direzione, con un percorso già avviato ma ancora in evoluzione.


L’Istat ha pubblicato il Rapporto SDGs 2026 – Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia, il documento che monitora l’avanzamento del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.


Per il comparto del cleaning professionale, il Rapporto rappresenta un’occasione importante per leggere la sostenibilità non come un tema astratto, ma come una dimensione sempre più concreta della competitività delle imprese, dell’innovazione tecnologica e della qualità dei servizi e dei prodotti immessi sul mercato.


Il Goal più vicino alla filiera è il Goal 12 – Consumo e produzione responsabili. A livello di sistema-Paese, nel 2024 l’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi in Europa per alcuni indicatori chiave: il consumo materiale interno resta contenuto in rapporto al PIL e alla popolazione, la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti urbani continuano a crescere e il tasso di utilizzo circolare dei materiali raggiunge il 21,6%, tra i migliori dell’UE27.


Sono dati di contesto nazionale, ai quali i settori industriali e distributivi possono contribuire con le proprie scelte: dalla riduzione degli sprechi alla corretta gestione dei materiali, dalla durabilità delle attrezzature alla riparabilità delle macchine, fino all’uso più consapevole di detergenti, sistemi di dosaggio e soluzioni professionali certificate.


Che questa direzione sia già in movimento nel cleaning professionale lo mostrano anche le indagini realizzate da AFIDAMP con Cerved. Tra i distributori, la quota di fatturato generata dai prodotti green — CAM, Ecolabel, LCA, Carbon Footprint — è cresciuta in modo netto negli ultimi anni, passando dal 10% del 2023 al 14% del 2024 fino al 20% del 2025. Sul fronte dei produttori il quadro è più prudente: l’incidenza dei prodotti green sul fatturato si mantiene sostanzialmente stabile, ma la sostenibilità è ormai centrale nelle strategie per il 2026 di oltre quattro aziende su dieci, in particolare tra chi produce attrezzature, fibre e panni.


È il segno di una transizione già avviata e misurabile, ma ancora non omogenea e con ampi margini di consolidamento.


Accanto al Goal 12, risultano particolarmente rilevanti anche il Goal 9 – Imprese, innovazione e infrastrutture e il Goal 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica.


Per il Goal 9, l’Istat segnala che l’intensità di ricerca dell’Italia, pari all’1,37% del PIL nel 2023, resta inferiore alla media europea del 2,26%, mentre crescono le imprese che effettuano vendite digitali. È un contesto rispetto al quale la filiera del cleaning mostra una capacità innovativa concreta: secondo l’indagine AFIDAMP–Cerved, oltre un quarto dei produttori segnala attività brevettuale negli ultimi cinque anni; l’intelligenza artificiale è già utilizzata da quasi la metà dei produttori e da circa due distributori su dieci; cresce inoltre l’incidenza dei servizi di noleggio e della servitizzazione, a testimonianza di modelli di offerta in evoluzione.


Per il Goal 8, il Rapporto evidenzia come la transizione ecologica stia modificando la domanda di competenze, con una crescita degli annunci di lavoro che richiedono “competenze verdi”, pur su livelli ancora contenuti e con dinamiche disomogenee tra i settori.

Anche in questo caso, la filiera si dimostra attiva sul terreno della qualificazione: oltre sette distributori su dieci hanno organizzato corsi di formazione per il personale nel 2025, con un’attenzione crescente verso i percorsi tecnico-operativi, saliti dal 55% al 66%. Consulenza tecnica e manutenzione si confermano, del resto, tra i servizi offerti con maggiore frequenza ai clienti.


Le stesse indagini restituiscono l’immagine di una filiera articolata e radicata sul territorio. Secondo le più recenti rilevazioni AFIDAMP–Cerved, il mercato dei produttori è stimato intorno ai 4 miliardi di euro, mentre la distribuzione si avvicina ai 3 miliardi. Quasi il 90% della produzione è realizzata in Italia e circa l’85% degli acquisti dei distributori avviene presso produttori italiani.


Elevata specializzazione e rapporto diretto con il cliente ne sono i punti di forza riconosciuti; riduzione dei margini e frammentazione del mercato restano invece tra le principali sfide aperte. È una filiera nella quale il valore non si misura soltanto attraverso il prodotto, ma anche attraverso innovazione, assistenza, consulenza tecnica, continuità del servizio e attenzione crescente ai temi ambientali.


In questo scenario, il ruolo di AFIDAMP è quello di accompagnare le imprese associate nella lettura dei cambiamenti in corso, promuovendo cultura tecnica, qualificazione della filiera, aggiornamento normativo, opportunità di finanziamento, valorizzazione dei dati di mercato e dialogo con istituzioni, enti tecnici e stakeholder.

Il Rapporto SDGs 2026 offre quindi una cornice chiara: la sostenibilità passa anche da settori industriali e distributivi capaci di innovare, misurare il proprio impatto e proporre soluzioni professionali efficienti, sicure e responsabili. I dati AFIDAMP–Cerved mostrano che il cleaning professionale ha imboccato questa strada; la sfida dei prossimi anni sarà consolidarne il cammino.

 
 
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