Alluvioni: sicurezza e pulizia nella guida EU-OSHA
Indicazioni per le PMI e per le attività di pulizia e ripristino degli ambienti alluvionati.
L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato il 3 novembre 2026 una nuova guida pratica dedicata alla gestione dei rischi professionali legati alle alluvioni. Il documento, intitolato Flood risks at work: practical guidance on preparedness for safe and resilient small businesses, si rivolge principalmente alle piccole imprese e offre indicazioni per prevenire i rischi, organizzare le emergenze e riprendere le attività in sicurezza dopo un evento alluvionale.
La pubblicazione affronta il tema dal punto di vista dei datori di lavoro, con raccomandazioni applicabili a diversi settori economici. Tra le attività esposte individua anche la pulizia e il ripristino degli ambienti, comprendendo asciugatura, rimozione dei rifiuti e disinfezione.
La guida EU-OSHA è un documento non vincolante e non introduce nuovi obblighi normativi. Le indicazioni sono accompagnate da strumenti pratici per aiutare le imprese a verificare la propria preparazione.
La prevenzione riguarda anche stabilimenti e magazzini
Il rischio alluvione può interessare numerose attività della filiera del cleaning professionale, comprese le sedi produttive, i depositi e i magazzini dei distributori.
La guida invita le imprese a considerare la posizione geografica degli stabilimenti, la possibile esposizione ad allagamenti e le conseguenze sulle condizioni di lavoro. Suggerisce di utilizzare le mappe ufficiali di pericolosità e rischio alluvioni, tenendo conto delle caratteristiche degli edifici, delle vie di accesso e della presenza di impianti o sostanze pericolose.
Per i produttori e distributori di prodotti chimici, un'attenzione specifica riguarda lo stoccaggio. Le acque possono trasportare sostanze provenienti dall'esterno, ma la contaminazione può anche originarsi all'interno dell'azienda, per esempio quando un allagamento interessa aree nelle quali sono conservati prodotti pericolosi.
Il documento raccomanda di integrare il rischio alluvione nelle valutazioni già esistenti e nelle procedure di emergenza, coinvolgendo i lavoratori e considerando anche le eventuali imprese esterne presenti nel sito.
I rischi nelle attività di pulizia e ripristino
Per le imprese di pulizia, gli interventi successivi a un'alluvione possono comportare esposizioni molto diverse da quelle delle attività ordinarie. L'acqua può essere contaminata da scarichi fognari, sostanze chimiche o rifiuti. Anche dopo il suo ritiro, negli ambienti possono permanere fanghi, materiali danneggiati e condizioni di lavoro pericolose.
La guida individua diversi fattori di rischio.
Rischi biologici. Le acque alluvionali possono contenere batteri, virus, funghi, muffe e parassiti. L'esposizione può avvenire attraverso il contatto con la pelle, tagli e abrasioni, inalazione di aerosol contaminati o ingestione accidentale. La guida richiama espressamente anche i bioaerosol che possono generarsi durante le attività di pulizia o demolizione. Il rischio di esposizione può aumentare quando l'acqua ristagna a lungo oppure quando le attività di asciugatura e pulizia vengono ritardate.
Rischi chimici. Tra le possibili fonti di esposizione figurano carburanti, oli, pesticidi, sostanze industriali, detergenti e disinfettanti. Sono richiamati anche i materiali contenenti amianto eventualmente danneggiati durante l'alluvione, che possono rappresentare un pericolo nelle successive operazioni di ispezione, pulizia e gestione dei rifiuti.
Per quanto riguarda l'amianto, in Italia si applica la disciplina specifica del D.Lgs. 81/2008, Titolo IX, Capo III, aggiornata dal D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 213, che attua la direttiva (UE) 2023/2668, di modifica della direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro. Il decreto è entrato in vigore il 24 gennaio 2026.
Il testo dell'articolo 246, come sostituito dal nuovo decreto, comprende espressamente anche la lotta antincendio o la gestione delle emergenze in eventi naturali estremi tra le attività considerate, quando sussiste un rischio per la salute dei lavoratori derivante, o potenzialmente derivante, dall'esposizione professionale all'amianto.
Rischi elettrici. Impianti danneggiati, apparecchiature sommerse, cavi esposti e alimentazioni elettriche provvisorie utilizzate durante il ripristino possono provocare folgorazioni, ustioni o incendi. La guida segnala anche il pericolo rappresentato da apparecchiature nuovamente alimentate prima delle necessarie verifiche.
Rischi fisici ed ergonomici. Superfici bagnate o fangose possono favorire scivolamenti, inciampi e cadute. L'acqua può nascondere buche, tombini aperti e altri pericoli. La presenza di detriti, oggetti taglienti e strutture danneggiate aumenta il rischio di infortuni, mentre la movimentazione manuale dei materiali, le posture incongrue e le attività prolungate comportano un maggiore carico fisico per gli operatori.
Il documento considera anche i rischi psicosociali. Stress, affaticamento, ritmi di lavoro elevati e incertezza organizzativa possono accompagnare le operazioni di emergenza e ripristino, soprattutto quando gli interventi si protraggono nel tempo.
Verificare gli ambienti e le attrezzature prima degli interventi
La ripresa delle attività richiede una verifica preventiva delle condizioni di sicurezza.
La guida raccomanda di controllare l'integrità degli edifici, la presenza di contaminazioni residue, la percorribilità degli accessi e le condizioni degli impianti. Suggerisce di limitare l'accesso alle aree pericolose fino al completamento delle verifiche necessarie. Per le macchine e le attrezzature di lavoro, raccomanda un'ispezione prima del riutilizzo, in particolare quando sono entrate in contatto con l'acqua. Anche la sicurezza degli impianti elettrici deve essere accertata prima di ripristinare l'alimentazione.
Per chi esegue pulizie straordinarie, queste indicazioni riguardano anche le attrezzature impiegate durante gli interventi. La guida richiama infatti i rischi di infortunio associati all'uso di macchine, utensili e veicoli nelle operazioni di ripristino.
Le attività di rimozione dei detriti, pulizia degli ambienti contaminati e gestione dei rifiuti richiedono un'adeguata pianificazione e supervisione, considerando la possibile presenza contemporanea di più rischi.
I dispositivi di protezione individuale devono essere scelti in funzione dei pericoli individuati e delle disposizioni applicabili. La guida ricorda che i DPI integrano le altre misure preventive e non sostituiscono la protezione collettiva e l'organizzazione sicura del lavoro.
La sicurezza dei lavoratori viene prima della ripresa delle attività
Un principio ricorrente nel documento riguarda la priorità della tutela dei lavoratori rispetto alla protezione dei beni e alla continuità operativa.
La guida indica che, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, i lavoratori devono poter interrompere l'attività e raggiungere un luogo sicuro, senza subire conseguenze per essersi allontanati. In Italia, queste tutele trovano riscontro negli articoli 43 e 44 del D.Lgs. 81/2008.
L'articolo 44, comma 1, stabilisce che il lavoratore che si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa in presenza di un pericolo grave, immediato e che non può essere evitato non può subire alcun pregiudizio e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa.
L'articolo 43, comma 4, prevede che il datore di lavoro, salvo eccezioni debitamente motivate, si astenga dal chiedere ai lavoratori di riprendere l'attività quando persiste un pericolo grave e immediato.
Nella pianificazione degli interventi occorre considerare anche le condizioni dei lavoratori maggiormente esposti. La guida richiama, tra gli altri, gli addetti alle operazioni di pulizia e ripristino, il personale temporaneo che conosce poco il luogo di lavoro, i lavoratori giovani o inesperti e le persone che possono richiedere particolari misure di protezione.
Pulizia e disinfezione degli ambienti alluvionati
La disinfezione compare tra le attività di ripristino espressamente considerate nel documento.
La guida, tuttavia, non definisce protocolli specifici di disinfezione delle superfici, né stabilisce quali trattamenti debbano essere eseguiti nei diversi ambienti alluvionati. Il suo obiettivo è la prevenzione dei rischi professionali associati alle operazioni di recupero.
Per le imprese del cleaning professionale, la scelta degli interventi deve partire dalle condizioni effettive del sito e dalla valutazione dei rischi presenti. Nell'impiego di detergenti e disinfettanti occorre attenersi alle indicazioni applicabili riportate nelle etichette e nelle schede di dati di sicurezza, evitando miscelazioni non previste dalle istruzioni dei prodotti.
Checklist e indicazioni pratiche per le imprese
La parte conclusiva della guida contiene due strumenti complementari.
La Parte A propone una checklist di autovalutazione articolata in sei aree: valutazione dei rischi e preparazione; organizzazione e pianificazione delle emergenze; coinvolgimento, partecipazione, informazione e formazione dei lavoratori; risposta all'emergenza; ripristino e ritorno al lavoro; riesame e miglioramento continuo.
Per ciascuna voce, l'impresa può indicare se la misura è adottata, parzialmente adottata o assente, individuando così eventuali aspetti da migliorare.
La Parte B presenta indicazioni pratiche collegate alle stesse aree, con esempi di buone pratiche e riferimenti alle sezioni della guida. Tra le misure suggerite figurano il coinvolgimento dei lavoratori nella preparazione delle procedure, l'organizzazione di esercitazioni e la verifica delle condizioni di sicurezza prima del ritorno alle normali attività.
Il riferimento alla normativa italiana
La guida richiama la direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. L'articolo 8 disciplina, tra l'altro, le misure di emergenza e le situazioni di pericolo grave e immediato.
Per le imprese operanti in Italia, il riferimento nazionale è il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, recante «Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
Ai fini degli interventi post-alluvione assumono particolare rilievo l'articolo 28, relativo alla valutazione dei rischi, e gli articoli 43 e 44 sulla gestione delle emergenze e sulla tutela dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato.
Quando gli interventi sono affidati a imprese esterne, devono essere considerati anche gli obblighi di cooperazione e coordinamento previsti dall'articolo 26, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla disposizione.
Le raccomandazioni EU-OSHA possono aiutare le imprese del cleaning professionale a riesaminare le procedure di intervento insieme al committente e alle figure della prevenzione coinvolte, verificando le condizioni del sito, i possibili contaminanti e le misure necessarie per proteggere gli operatori.
Documenti disponibili
La guida e il documento complementare sono disponibili in inglese sul sito EU-OSHA.


