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Cleaning: filiera in crescita tra innovazione, qualità e servizi

  • 10 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min

AFIDAMP presenta le indagini 2026 su produttori e distributori del cleaning professionale, condotte con Cerved. La fotografia del mercato mostra un settore da circa 7 miliardi di euro che si muove tra specializzazione e nuove strategie di crescita.


Milano, 6 luglio 2026 — AFIDAMP ha reso pubblici i risultati delle due indagini annuali realizzate da Cerved sul mercato dei produttori e dei distributori nel settore del cleaning professionale. Le rilevazioni, condotte tra aprile e giugno 2026 su un campione complessivo di 450 aziende, confermano la solidità della filiera, l’evoluzione dei modelli commerciali e l’emergere di nuove priorità strategiche per il 2026.

L’indagine quali-quantitativa è stata realizzata tramite interviste web e telefoniche ai responsabili delle aziende coinvolte distribuite su tutto il territorio nazionale, con una maggiore concentrazione nel Nord Italia. Emerge la fotografia aggiornata di un comparto che continua a rappresentare un pilastro dell’economia italiana, con un valore complessivo stimato di circa 7 miliardi di euro, stabile rispetto all’anno precedente.

L’indagine è stata presentata da Carmine Iuliano, Marketing Project Manager di Cerved, che ha illustrato le principali dinamiche del settore, confermando la solidità di una filiera dinamica e sempre più orientata alla qualità, alla consulenza e alla sostenibilità.

Produttori e distributori condividono una visione comune, che porta a investire in competenze, innovazione, servizi e partnership per affrontare un mercato in evoluzione e cogliere le opportunità del 2026.


Produttori: un mercato da 4 miliardi, stabile e orientato alla crescita

Sul fronte della produzione, il 2025 si chiude con un fatturato stimato tra 3,6 e 4,4 miliardi di euro. Le categorie più rilevanti restano Prodotti Chimici, che generano un fatturato tra 1,4 - 1,6 miliardi di euro, Macchine (tra 1,1 - 1,3 miliardi di euro) e Carta (820 - 970 milioni di euro), che insieme rappresentano la quota principale del mercato. Quasi 2/3 delle aziende superano i 5 milioni di euro di fatturato e nove su dieci producono principalmente in Italia, confermando la forte radice nazionale del comparto.

L’andamento del 2025 è stato complessivamente positivo: circa la metà delle imprese ha registrato una crescita, con performance particolarmente brillanti tra i produttori di Fibre e Panni. L’efficacia commerciale è il fattore che più ha contribuito ai risultati positivi, mentre chi ha rilevato una contrazione la attribuisce soprattutto al calo della domanda.

Le previsioni per il 2026 sono improntate all’ottimismo. In particolare, i produttori di Prodotti Chimici prevedono un aumento del fatturato, mentre tra Macchine, Carta, Attrezzature e Fibre/Panni la quota di aziende che si attende un anno in crescita oscilla tra il 40 e il 60%. Anche la performance finanziaria migliora, con incassi più regolari e una riduzione degli insoluti.

Tra i settori di sbocco l’Ho.re.ca. si conferma tra i più interessanti per i produttori, con il comparto dell’ospitalità unico in costante crescita dal 2022: un segnale di ripresa della domanda legata a turismo, ristorazione e servizi.


Le strategie dei produttori per il 2026: rete distributiva, export e competizione sul valore

Il capitolo dedicato alle azioni e strategie delle imprese produttrici è quello che restituisce con maggiore chiarezza la direzione del comparto. Sul piano commerciale, i distributori restano il canale dominante e di riferimento: generano circa i tre quarti del fatturato dei produttori e ne rappresentano la principale tipologia di clienti. La forza vendita diretta e la rete distributiva sono percepite come le leve più efficaci per generare opportunità. Per il 2026, la priorità strategica più citata è il supporto alla rete distributiva, seguito dal marketing digitale, dal rafforzamento della forza vendita e dalla partecipazione a fiere.

Alta l’attenzione anche per la sostenibilità, centrale per oltre quattro produttori su dieci e in particolare per il settore Fibre e Panni, e per l’innovazione di prodotto, che nel 2026 si distribuirà quasi equamente tra il miglioramento delle linee esistenti e il lancio di nuove linee. A conferma della vocazione qualitativa del comparto, oltre un quarto delle aziende ha depositato brevetti negli ultimi cinque anni, soprattutto le realtà più grandi e strutturate.

Rimane alto l’interesse per le esportazioni e la Germania si conferma il primo mercato target, seguita da Spagna, Francia, Stati Uniti e Regno Unito. La modalità di ingresso più diffusa resta la collaborazione con intermediari locali.

Di fronte alla pressione dei prodotti provenienti dai paesi emergenti, i produttori scelgono di competere sul valore e non sul prezzo: le risposte prevalenti sono il miglioramento della qualità dei prodotti e gli investimenti in innovazione. Una strategia che conferma la vocazione qualitativa del comparto e la difesa del posizionamento Made in Italy.


Distributori: un comparto da 3 miliardi, sempre più consulenziale e orientato ai servizi

La distribuzione mostra un mercato vivace, con un fatturato complessivo che nel 2025 raggiunge circa 3 miliardi di euro. Il settore è caratterizzato da una forte frammentazione: il 60% del valore è generato dal 22% delle aziende, mentre metà del campione non supera 1,5 milioni di fatturato.

L’offerta però si amplia e si diversifica, con oltre il 90% delle imprese che vende prodotti chimici, più dell’80% attrezzature e moltissimi anche macchinari, con una crescente diffusione dei servizi di noleggio, grande opportunità per il settore.

Il modello territoriale resta prevalentemente provinciale o regionale, ma cresce la quota di aziende che operano su scala nazionale. La consulenza di vendita è il servizio più diffuso, spesso con oltre 30 giornate annue dedicate, seguita dalla manutenzione, soprattutto per macchine di pulizia — sempre più spesso offerta anche su marchi non trattati — e dalla formazione, che nel 2025 ha coinvolto oltre il 70% delle aziende, soprattutto sul tema della sicurezza e su aspetti tecnico-operativi.

Il 2025 è stato complessivamente un anno positivo anche per la distribuzione. Quasi la metà delle aziende ha registrato una crescita, con un incremento medio dell’11,4%. Le imprese di pulizia e l’industria rappresentano la tipologia di clienti di maggiore rilevanza, con una crescita maggiore delle prime nel 2025 in termini di aumento di fatturato. L’incidenza dei prodotti green sul fatturato sale al 20%, in forte aumento rispetto agli anni precedenti e anche le macchine autonome iniziano a ritagliarsi uno spazio rilevante, con un’incidenza media del 5% e una previsione di crescita per il 2026.

Da evidenziare che è salita al 71% la percentuale di clienti che effettuano acquisti continuativi (rispetto al 67% del 2024) e che la maggior parte degli acquisti da parte dei distributori viene effettuata presso fornitori italiani (85%). Cresce inoltre l’apertura dei distributori a riconoscere un sovrapprezzo per prodotti premium capaci di garantire performance superiori: un’indicazione chiara che, nel professional cleaning, la qualità e i risultati contano più del solo prezzo.


Distributori: canali di vendita e promozione

Sul fronte commerciale, la vendita diretta resta il canale principale, ma cresce l’e-commerce, soprattutto per prodotti chimici e di consumo. Il sito web aziendale è il primo strumento di promozione, seguito da passaparola e social network. Tra i punti di forza del settore emergono la competenza tecnica, la varietà dell’offerta e la capillarità territoriale, mentre le principali criticità riguardano la riduzione dei margini e la crescente concorrenza. 


Un tema trasversale: innovazione digitale e Intelligenza Artificiale

Un tema trasversale attraversa entrambi i comparti: l’innovazione digitale e l’Intelligenza Artificiale. I produttori si muovono più rapidamente, quasi la metà utilizza già soluzioni di IA a scopo professionale, soprattutto nel marketing e nella comunicazione, mentre tra i distributori l’adozione è ancora agli inizi, intorno a un’azienda su cinque, concentrata nell’area commerciale e di marketing. Un percorso appena avviato, ma con ampi margini di sviluppo, che conferma la volontà della filiera di investire in strumenti e competenze per interpretare un mercato sempre più orientato alla qualità e all’efficienza.

Le due indagini AFIDAMP restituiscono l’immagine di una filiera del cleaning professionale che non solo tiene, ma evolve. Produttori e distributori si muovono lungo traiettorie complementari. Da un lato si evidenzia l’innovazione di prodotto, la spinta verso la qualità e il rafforzamento delle reti commerciali; dall’altro la crescente centralità dei servizi, della consulenza e della formazione. È una filiera che investe, che amplia competenze e che interpreta il mercato con lucidità, consapevole che la competitività passa dalla capacità di accompagnare i clienti con soluzioni complete, affidabili e sostenibili.

Gli associati AFIDAMP possono rivedere la presentazione dei dati delle 2 indagini da parte di Cerved all'interno dell'area Forum > Video/Materiali eventi AFIDAMP

 
 
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