top of page

Decreto‑legge n. 116/2025: rafforzate le sanzioni sulla gestione dei rifiuti – indicazioni per l’industria del cleaning professionale

  • 8 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Decreto‑legge 8 agosto 2025, n. 116, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 183 del 08-08-2025) ed entrato in vigore il 9 agosto, introduce misure urgenti per contrastare le attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata “Terra dei fuochi” e per potenziare la tutela delle popolazioni colpite da eventi calamitosi. Il provvedimento apporta significative modifiche al Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) e inasprisce sia le sanzioni pecuniarie sia quelle penali per molteplici fattispecie, con impatti diretti sulle imprese produttrici o gestori di rifiuti, inclusi fabbricanti e distributori di macchine e detergenti nel settore cleaning.


Principali novità normative

  • Reati di abbandono di rifiuti (artt. 255, 255-bis e 255-ter) – Il decreto distingue tre fattispecie:

    1. Abbandono di rifiuti non pericolosi: sanzione amministrativa aumentata da 1.000-10.000 € a 1.500-18.000 €. In caso di abbandono o introduzione di rifiuti nelle acque, reclusione da 6 mesi a 2 anni e ammenda da 3.000 a 27.000 €. Inoltre, è prevista la sospensione della patente da 1 a 4 mesi se il rifiuto è abbandonato con veicolo a motore.

    2. Abbandono di rifiuti non pericolosi in situazioni aggravate (pericolo per la vita o l’ambiente, siti contaminati, corsi d’acqua, ecc.): reclusione da 6 mesi a 5 anni.

    3. Abbandono di rifiuti pericolosi (nuovo art. 255-ter): reclusione da 1 a 5 anni, aumentata da 1 anno e 6 mesi a 6 anni nelle circostanze aggravate; per i titolari di imprese la pena va da 2 a 6 anni e 6 mesi.

  • Gestione non autorizzata di rifiuti (art. 256) – Le sanzioni penali sono ampliate: reclusione da 6 mesi a 3 anni per la gestione non autorizzata di rifiuti non pericolosi e da 1 a 5 anni per rifiuti pericolosi. Viene introdotta la confisca obbligatoria dei mezzi impiegati, la sospensione o cancellazione dagli albi professionali degli operatori non conformi.

  • Obblighi documentali (art. 258) – L’omessa o incompleta tenuta del registro di carico/scarico è punita con sanzioni da 4.000 a 20.000 € (prima da 2.000 a 10.000 €). Il trasporto di rifiuti senza formulario (FIR) comporta una sanzione amministrativa da 1.600 a 10.000 € e, per rifiuti pericolosi, la reclusione da 1 a 3 anni. È importante sottolineare che dal 23 gennaio 2025 per i soggetti obbligati l’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale Tracciabilità Rifiuti (RENTRI) è obbligatoria, digitalizzando la tenuta dei registri.

  • Nuove fattispecie aggravanti (artt. 259-bis e 259-ter) – Introduzione della responsabilità del titolare per l’omessa vigilanza sui dipendenti in materia ambientale. È introdotta la possibilità di applicare misure cautelari quali l’arresto in flagranza differita (anche con video-sorveglianza) per i reati ambientali più gravi.


Impatti operativi per produttori e distributori del cleaning

  • Fabbricanti di macchine, attrezzature e componenti. È essenziale gestire correttamente i rifiuti industriali generati durante produzione e manutenzione (oli esausti, batterie, pezzi di ricambio), registrandoli nei registri carico/scarico e utilizzando formulari FIR completi per il trasporto. Si raccomanda l’adozione di sistemi digitali come il RENTRI per garantire la tracciabilità automatica ed evitare sanzioni.

  • Produttori e distributori di detergenti e sostanze chimiche. Devono organizzare circuiti di recupero per imballaggi vuoti e verificare che i trasportatori siano iscritti all’Albo Gestori Ambientali e che la documentazione di trasporto sia completa. La conservazione della documentazione (registri e formulari) per almeno tre anni è obbligatoria, con sanzioni che possono arrivare fino a 20.000 € per omissioni.

  • Distributori e operatori di servizio. È fondamentale selezionare fornitori e trasportatori regolarmente iscritti e aggiornati rispetto ai requisiti normativi. Va definito in modo chiaro nei contratti il riparto delle responsabilità in caso di infrazioni. La formazione del personale su compilazione FIR, registrazioni e divieto assoluto di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti (anche in piccole quantità) è altamente raccomandata.


Link di riferimento


Conclusioni

Il Decreto‑legge n. 116/2025 rappresenta un significativo inasprimento delle sanzioni per la gestione irregolare dei rifiuti, con nuove responsabilità penali e amministrative per i titolari di impresa. Per la filiera del cleaning professionale è fondamentale rivedere e aggiornare le procedure di gestione rifiuti (produzione, stoccaggio, trasporto, documentazione), investire nella formazione del personale e controllare che fornitori e operatori rispettino gli obblighi normativi. Un approccio proattivo non solo tutela l’ambiente, ma riduce il rischio di sanzioni e migliora la sostenibilità complessiva del settore.

 
 
bottom of page