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PFAS: chiusa la consultazione SEAC

  • 4 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

ECHA ha comunicato la chiusura della consultazione sulla bozza di parere del Comitato per l’analisi socio-economica (SEAC) relativa alla proposta di restrizione delle sostanze per- e polifluoroalchiliche, i PFAS. Alla scadenza del 25 maggio 2026, sono stati ricevuti 3.511 commenti, presentati da oltre 3.200 organizzazioni e 250 individui provenienti da 44 Paesi. Il documento ECHA con l’esito della consultazione è disponibile a questo link sulla consultazione SEAC sui PFAS.

Le informazioni trasmesse saranno ora valutate per confermare o modificare le conclusioni preliminari del SEAC. L’adozione del parere finale è prevista entro la fine del 2026 e completerà la valutazione scientifica della proposta da parte dei comitati ECHA. Successivamente, i pareri saranno trasmessi alla Commissione europea, che potrà proporre una restrizione da sottoporre alla discussione e al voto del Comitato REACH degli Stati membri. Il ruolo del SEAC è descritto nella pagina ECHA dedicata al Comitato per l’analisi socio-economica.


Per la detergenza professionale, la restrizione PFAS resta uno dei dossier più rilevanti da monitorare. Le possibili ricadute non riguardano solo le formulazioni chimiche, ma anche materiali e articoli utilizzati nella filiera: trattamenti idro- e oleorepellenti, rivestimenti, componenti plastici o fluorurati, guarnizioni, membrane, tessili tecnici, imballaggi speciali e accessori professionali. L’impatto effettivo dipenderà dal testo finale della restrizione, dalle eventuali deroghe, dai periodi transitori e dagli usi che saranno considerati essenziali o sostituibili.


Per gli associati AFIDAMP è opportuno proseguire la mappatura della presenza di PFAS lungo la catena di fornitura, richiedendo informazioni ai fornitori su sostanze, materiali e articoli potenzialmente interessati. In questa fase non vi è ancora un nuovo divieto definitivo, ma il volume dei commenti conferma l’elevato impatto economico e tecnico del dossier. Le imprese dovrebbero quindi prepararsi a valutare alternative, aggiornare le dichiarazioni di conformità e monitorare l’evoluzione del parere SEAC fino alla proposta della Commissione.

 
 
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