Quando il prezzo non basta più
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Nel mercato europeo stanno pesando di più sicurezza dei prodotti, tracciabilità, disponibilità dei dati, continuità del servizio e qualità nel tempo. Per il cleaning professionale questo cambia il terreno della concorrenza e rende più leggibile il valore di chi lavora con standard alti e responsabilità chiare.
La concorrenza che arriva dai mercati asiatici, che comprendono operatori molto diversi tra loro per livello qualitativo e posizionamento, è una componente stabile del quadro in cui operano anche le imprese del cleaning professionale. Nel 2024 l’Unione europea ha importato dalla Cina beni per 517,8 miliardi di euro, pari al 21,3% di tutte le importazioni extra-UE. Nello stesso anno i beni manifatturieri hanno rappresentato il 96,7% delle importazioni UE dalla Cina e, all’interno di questo flusso, macchinari e veicoli hanno inciso per il 55%.
Dentro questo scenario, il prezzo iniziale conta ancora, ma non basta più a spiegare il valore reale di un prodotto. Il quadro europeo sta alzando la soglia su sicurezza, conformità, tracciabilità e responsabilità degli operatori economici. Il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti si applica dal 13 dicembre 2024 e richiede che sul mercato siano immessi solo prodotti sicuri, tenendo conto anche di istruzioni, uso prevedibile, interconnessione e, quando rilevante, aspetti di sicurezza informatica. Il Regolamento (UE) 2019/1020 rafforza invece la vigilanza del mercato e i controlli sui prodotti importati nell’Unione.
I numeri mostrano che non si tratta di un tema formale. Nel 2024 il sistema europeo Safety Gate ha registrato 4.137 allerte e 4.279 azioni successive di controllo e intervento su prodotti non alimentari pericolosi. Quando aumentano controlli e segnalazioni, aumenta anche il valore di chi può offrire documentazione tecnica, continuità organizzativa, supporto post-vendita e tempi certi di intervento. Nel cleaning professionale questo si vede in modo molto concreto, ad esempio quando un fermo macchina rallenta il servizio o quando i ricambi non arrivano nei tempi necessari.
Per il cleaning professionale questo passaggio pesa soprattutto nelle macchine, nelle attrezzature con componenti elettroniche, nelle batterie e nei sistemi connessi. Il regolamento europeo sui dati (Data Act) è entrato in applicazione il 12 settembre 2025 e attribuisce agli utenti, compresi quelli che usano macchinari industriali connessi, un maggiore controllo sui dati generati dai dispositivi. Questo sposta una parte del valore competitivo anche su gestione del dato, accesso, assistenza e qualità del servizio nel tempo.
Anche sul piano nazionale il quadro si sta facendo più denso. La Legge 13 giugno 2025, n. 91, legge di delegazione europea 2024, consente il recepimento di 20 direttive e l’adeguamento dell’ordinamento italiano a 21 regolamenti UE. Tra questi compaiono, tra gli altri, il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti, il regolamento sulle batterie e il regolamento UE sulla deforestazione. Per chi produce, distribuisce o mette sul mercato, questo significa una richiesta crescente di presidio su materiali, sicurezza, dati, tracciabilità e responsabilità di filiera.
Si sta muovendo anche il capitolo degli acquisti pubblici. Nell’ottobre 2025 la Commissione europea ha pubblicato la valutazione delle direttive del 2014, rilevando che i loro obiettivi sono stati raggiunti solo in parte. Il lavoro preparatorio per la riforma europea degli appalti pubblici, attesa nel secondo trimestre del 2026, indica tre direzioni: semplificare le procedure, rafforzare sicurezza economica, sovranità e resilienza, e allineare gli appalti agli obiettivi strategici europei, anche attraverso criteri “Made in Europe” compatibili con gli impegni giuridici internazionali dell’Unione.
Nello stesso dibattito, il Parlamento europeo ha chiesto di spostare il baricentro dei bandi dal criterio del prezzo più basso a quello del miglior rapporto qualità/prezzo, attribuendo maggiore peso anche ai criteri non economici, compresi quelli sociali e ambientali. Ha anche indicato che dovrebbe essere possibile favorire imprese europee senza ricorrere a forme di protezionismo esplicito. Per il cleaning professionale il messaggio è chiaro: il confronto si gioca sempre di più su durata, affidabilità, qualità del servizio, continuità di fornitura e capacità di risposta.
In un mercato così, servono strumenti capaci di rendere visibile una differenza che spesso il prezzo iniziale non racconta. In questa logica si inserisce anche la certificazione AFIDAMP Italian Alliance for Cleaning Excellence: non come un segno celebrativo, ma come un riferimento utile per riconoscere solidità industriale, qualità produttiva, presidio tecnico, conformità e continuità. Questa è la direzione in cui si sta muovendo il mercato europeo: meno attenzione al prezzo isolato, più attenzione alla capacità di offrire valore riconoscibile e verificabile nel tempo.
La qualità italiana non si afferma con formule generiche. Si riconosce quando un prodotto regge nel tempo, quando il servizio c’è, quando la documentazione è completa, quando i ricambi arrivano, quando il supporto risponde. È su questo terreno che la concorrenza diventa più chiara. Ed è su questo terreno che vale la pena farsi riconoscere.


