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UFI: chiariti gli obblighi per le miscele importate

7 ore fa
Tempo di lettura: 1 min

ECHA ha pubblicato un corrigendum alla Guida sull’Allegato VIII del regolamento CLP, nella versione 6.1 di agosto 2026, dedicata alle notifiche ai centri antiveleni. La correzione chiarisce alcuni aspetti relativi all’uso dell’Unique Formula Identifier (UFI) per le miscele importate nell’Unione europea.


Il punto principale riguarda la responsabilità dell’etichettatura: l’obbligo di garantire la presenza dell’UFI ricade sull’importatore stabilito nell’UE, quale soggetto responsabile dell’immissione della miscela sul mercato europeo. Quando l’etichetta viene predisposta dal fornitore extra UE prima dell’ingresso del prodotto nel mercato dell’Unione, ECHA raccomanda di utilizzare l’UFI dell’importatore europeo, in modo da mantenere coerente il collegamento tra la miscela commercializzata e la relativa notifica ai centri antiveleni.


Per il cleaning professionale il chiarimento interessa direttamente le aziende che importano da Paesi terzi detergenti e altre miscele pericolose soggette agli obblighi dell’Allegato VIII del CLP. È quindi opportuno verificare che l’UFI riportato in etichetta corrisponda alla notifica valida nei Paesi in cui il prodotto viene commercializzato e che ruoli e responsabilità siano definiti correttamente con il fornitore extra UE.


Il corrigendum non introduce nuovi obblighi normativi. Precisa invece come devono essere applicate le regole già previste dal CLP nei casi di importazione, riducendo il rischio di disallineamenti tra etichetta, UFI e notifica PCN.

 
 

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