top of page

Valore in dogana: nuova semplificazione per gli importatori

  • 9 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha emanato la Circolare n. 30/2025 (24 novembre 2025), un intervento di rilievo perché riorganizza e aggiorna integralmente la procedura nazionale per ottenere l’autorizzazione alla semplificazione del valore in dogana delle merci importate ai sensi dell’art. 73 del Codice Doganale dell’Unione (CDU – Reg. UE 952/2013). La circolare sostituisce la precedente 5/D/2017 ed è operativa dal 1° dicembre 2025.

In pratica, tramite autorizzazione CVA (Customs Value Authorisation) l’importatore può determinare in modo preventivo e concordato con ADM gli elementi di valore non quantificabili al momento dello sdoganamento (ad esempio costi accessori o aggiustamenti prezzo), evitando di ricorrere sistematicamente alla dichiarazione semplificata ex art. 166 CDU. Questo rende il valore dichiarato più stabile e gestibile, a patto che sia basato su formule o parametri oggettivi e verificabili.


Impatti per i diversi attori della filiera del cleaning professionale

  • Produttori/importatori di macchine, attrezzature e chimica cleaning

    Per molte aziende del settore, il valore in dogana include componenti variabili o note solo a consuntivo: royalty su software e tecnologie (robotica, IoT), contributi marketing, rebate di fine anno, costi di trasporto/assicurazione variabili, tooling e attrezzaggi su componentistica. La CVA consente di “forfettizzare” o stimare ex ante questi elementi, riducendo la necessità di pratiche complementari post-import. Risultato atteso: minori costi amministrativi, certezza del “landed cost” e semplificazione nella pianificazione dei margini.

  • Distributori e importatori “puri” (anche private label)

    Chi importa prodotti finiti o marchi propri da extra-UE con contratti quadro e aggiustamenti prezzo periodici beneficia della stabilizzazione del valore doganale e di un miglior cash-flow: l’onere daziario e IVA import viene definito subito secondo parametri autorizzati, senza lasciar “aperto” il valore in attesa di consuntivi. Questo è particolarmente utile per consumabili e chimica a rotazione rapida con politiche premio/volume.

  • PMI della filiera e aziende meno strutturate

    La circolare rafforza requisiti soggettivi e documentali simili a quelli AEO (AEO – Authorised Economic Operator): compliance doganale/fiscale, contabilità auditabile, controlli interni affidabili, storico dati di almeno un anno e relazione metodologica di calcolo. Per alcune PMI cleaning questi requisiti potrebbero essere una barriera iniziale. Impatto: la CVA è un’opportunità, ma richiede investimenti in governance amministrativa e controllo di gestione.

  • Operatori con status AEO o gruppi internazionali

    Per gli AEO i tempi decisionali ADM sono ridotti (fino a 90 giorni invece di 120) e una parte della verifica soggettiva è già “coperta” dal percorso AEO. Quindi la circolare crea un incentivo ulteriore ad acquisire o rafforzare lo status AEO, specie per chi importa regolarmente macchine e componentistica high-tech. Effetto competitivo: vantaggio per operatori più compliant e con supply chain globali robuste.

  • Spedizionieri doganali e consulenti della filiera

    Il carico di lavoro si sposta dalla gestione ripetitiva di bollette complementari a un’attività più consulenziale: predisposizione dell’istanza CVA, costruzione delle formule, set di dati storici, monitoraggi annuali e riesami. Per la filiera può voler dire rapporti più strutturati con lo spedizioniere e maggiore “pre-compliance” prima dell’import.

  • Imprese di servizi di pulizia (utilizzatori finali)

    L’impatto è indiretto ma possibile: se produttori e distributori riducono incertezze e costi amministrativi doganali, il prezzo di macchine e ricambi importati può diventare più stabile. Non è un effetto automatico, ma in mercati competitivi è plausibile una trasmissione di efficienza sul listino.


Opportunità e attenzioni operative

Nella prospettiva degli associati AFIDAMP, la Circolare ADM n. 30/2025 apre un’opportunità concreta di semplificazione per tutte le imprese che effettuano importazioni ricorrenti con componenti di valore variabili o conoscibili solo a consuntivo. In particolare, la CVA (Customs Value Authorisation) può diventare uno strumento strategico per chi opera su filiere globali di robotica, macchine autonome, componentistica e ricambistica extra-UE, perché consente di stabilizzare ex ante il valore doganale riducendo l’uso di dichiarazioni complementari e i relativi costi gestionali.

Al tempo stesso, la semplificazione richiede attenzione operativa: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli subordina l’autorizzazione alla condizione che il valore stimato non differisca in modo significativo dal valore reale e prevede un monitoraggio annuale dei parametri autorizzati, con possibilità di modifica o revoca nel caso emergano scostamenti o mutino le condizioni soggettive e oggettive dell’operatore. Ne deriva la necessità di un presidio periodico dei dati storici, delle formule di calcolo e dei contratti di fornitura, così da mantenere coerente e difendibile nel tempo il valore dichiarato.


Per i dettagli procedurali completi, inclusi requisiti, iter telematico e allegati richiesti, rimando alla fonte ufficiale: Circolare ADM n. 30/2025.

 
 
bottom of page