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  • ENTRA IN VIGORE IL REGOLAMENTO SULLA PROGETTAZIONE ECOCOMPATIBILE DEI PRODOTTI SOSTENIBILI (ESPR)

    Il Regolamento (EU) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, che entrerà in vigore il 18 luglio 2024, è la pietra angolare dell'approccio della Commissione a prodotti più sostenibili dal punto di vista ambientale e circolari. I prodotti e il modo in cui li utilizziamo possono avere un impatto significativo sull'ambiente. Il consumo nell'UE può quindi essere una delle principali cause del cambiamento climatico e dell'inquinamento. L'ESPR fa parte di un pacchetto di misure fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi del piano d'azione per l'economia circolare 2020 che contribuiranno ad aiutare l'UE a raggiungere i suoi obiettivi ambientali e climatici, a raddoppiare il tasso di circolarità dell'uso dei materiali e a conseguire i suoi obiettivi di efficienza energetica entro il 2030. GLI OBIETTIVI L'ESPR mira a migliorare significativamente la circolarità, le prestazioni energetiche e altri aspetti di sostenibilità ambientale dei prodotti immessi sul mercato dell'UE. In tal modo, si compirà un passo significativo verso una migliore protezione del nostro pianeta, la promozione di modelli imprenditoriali più sostenibili e il rafforzamento della competitività e della resilienza complessive dell'economia dell'UE. È probabile che un prodotto sostenibile presenti una o più delle seguenti caratteristiche: Consuma meno energia Dura più a lungo Può essere facilmente riparato Le parti possono essere facilmente smontate e utilizzate ulteriormente Contiene meno sostanze preoccupanti Può essere facilmente riciclato Contiene più contenuto riciclato Ha un'impronta di carbonio e ambientale inferiore durante il suo ciclo di vita LA LEGGE L'ESPR sostituisce l'attuale Direttiva 2009/125/CE sulla progettazione ecocompatibile e istituisce un quadro per la definizione di specifiche per la progettazione ecocompatibile di gruppi di prodotti specifici. Consente di stabilire condizioni di prestazione e di informazione – note come "specifiche per la progettazione ecocompatibile" – per quasi tutte le categorie di beni fisici (con alcune eccezioni, come gli alimenti e i mangimi, come definiti nel Regolamento (CE) n. 178/2002), tra cui: ·       Migliorare la durabilità, la riutilizzabilità, l'aggiornabilità e la riparabilità del prodotto ·       Rendere i prodotti più efficienti dal punto di vista energetico e delle risorse ·       Affrontare la presenza di sostanze che inibiscono la circolarità ·       Aumentare il contenuto riciclato ·       Rendere i prodotti più facili da rigenerare e riciclare ·       Stabilire regole in materia di impronta di carbonio e ambientale ·       Migliorare la disponibilità di informazioni sulla sostenibilità dei prodotti Per i gruppi di prodotti che condividono caratteristiche comuni sufficienti, il quadro consente di stabilire norme orizzontali. L'ESPR contiene anche una serie di altre nuove importanti misure: L’IMPLEMENTAZIONE L'ESPR è una normativa quadro, il che significa che le norme dedicate ai vari prodotti saranno decise progressivamente nel tempo, prodotto per prodotto, o orizzontalmente, sulla base di gruppi di prodotti con caratteristiche simili. Il processo inizierà con un esercizio di definizione delle priorità, seguito dalla pubblicazione di un piano di lavoro che definisca i prodotti e le misure da affrontare nell'ambito dell'ESPR in un determinato periodo di tempo. Inizierà quindi l'elaborazione di norme sui prodotti, sulla base di una pianificazione inclusiva, di valutazioni d'impatto dettagliate e di una consultazione periodica delle parti interessate. Ciò avverrà attraverso un forum sulla progettazione ecocompatibile. Fonte: Ecodesign for Sustainable Products Regulation - European Commission (europa.eu)

  • Transizione 5.0 facciamo un po’ di chiarezza: le risposte del Capo della Segreteria Tecnica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)

    Di seguito le risposte fornite dal dott. Calabrò, Capo della Segreteria Tecnica del MIMIT, nel corso di un evento del 24 giugno. D1. In merito alla certificazione ex ante, parlando di processo, la maggior parte delle imprese non conosce i dati pregressi dei consumi energetici dei processi singoli. Immaginiamo un investimento che si vada a collocare in un processo. Sul decreto attuativo troveremo un riferimento temporale per il periodo di osservazione? E per la misurazione del risparmio energetico? R1. Bisogna considerare le varie casistiche: per le imprese che hanno a disposizione i dati basterà fare un confronto con i consumi energetici dell’esercizio precedente. Ci sono poi imprese che non dispongono di dati per la misurazione diretta. L’impresa potrà fare una stima dei consumi sulla base dei dati tracciabili. Caso di sostanziale variazione dei processi produttivi o dei prodotti o dei servizi da almeno sei mesi, solo in questi casi i dati vengono proiettati in avanti sull’intero anno. Oppure per le imprese di nuova costituzione bisogna fare riferimento allo scenario controfattuale rappresentato dall’individuazione di tre beni simili sul mercato europeo nei cinque anni precedenti. Di questi tre beni l’impresa deve reperire i dati di consumi energetici e fare una media. D2. Si è parlato di una misura on-off, nel senso che bisogna usare tutti i soldi disponibili, potrebbe spiegare meglio? Cosa vuol dire per le aziende, fanno la domanda e poi non ricevono i fondi? R2. On-off vuol dire che l’impresa riceverà comunque l’agevolazione dal momento che riceve la comunicazione da parte del GSE del credito spettante; l’impresa è tutelata, si tratta più di un problema per lo Stato. D3. La 5.0 è in alternativa alla 4.0, potrebbe chiarire? R3. Le due agevolazioni non sono cumulabili. Se effettuo un investimento 4.0 e c’è anche un risparmio energetico potrò proseguire per il 5.0 con quote più elevate, altrimenti mi fermo e proseguo per il 4.0. O scelgo uno o scelgo l’altro. Lo stesso bene non può essere agevolato da entrambe le misure. D4. In merito a investimenti nuovi, bisognerà raccogliere dati su tre macchinari equivalenti venduti sul mercato negli ultimi cinque anni? R4. Sì, solo per le imprese di nuova costituzione si farà riferimento ai dati di consumo di tre beni simili sul mercato negli ultimi cinque anni, oppure nel caso di cambiamento del processo/prodotto da meno di sei mesi. D5. Il costo dei certificatori farà parte del progetto o sarà un costo che le aziende dovranno sobbarcarsi separatamente? R5. Si tratta di un extra bonus di 10.000 euro riconosciuto alle piccole e medie imprese per le certificazioni sia ex ante sia ex post. D6. C’è un motivo particolare per cui i periti industriali non sono stati inseriti tra i certificatori? R6. Sulle persone abilitate alla certificazione, all’interno del governo ci sono state posizioni diverse. Il Ministero dell’ambiente ha posto dei paletti rigorosi volendo restringere sulle figure che avevano già familiarità con la diagnostica energetica. D7. Per conclusione dell’investimento abbiamo tempo fino a dicembre 2025 e 28 febbraio 2026 per gli oneri documentali, ma si intende anche l’interconnessione dell’investimento? R7. L’interconnessione deve avvenire entro il 31 dicembre 2025 e la perizia asseverata può essere depositata successivamente. D8. In merito al mercato delle macchine utensili usate (anche molto recenti) si è mai pensato di fare qualcosa? R8. No, gli incentivi sono solo per le macchine nuove. D9. Caso di un macchinario nuovo che va ad aggiungersi ad un macchinario uguale di un anno fa, l’azienda va ad aumentare il consumo di energia, il processo consuma stessa quantità di energia perché non ci sono differenze, ne deduco che non è agevolabile. Sarebbe possibile aggiungere a questa macchina un sistema di autoconsumo energia e finanziare tutto il progetto in questo modo? R9.Gli impianti di autoproduzione non concorrono al calcolo del risparmio energetico però l’aggiunta di un macchinario all’interno del processo produttivo richiede una normalizzazione del confronto; quindi, l’aggiunta di un macchinario potrebbe portare a quel risparmio energetico del 3%. D10. Per i beni rientranti negli allegati A e B non si è pensato di preservare quelle costruite in Europa? R10. È una riflessione per il futuro, al momento non è stato preso in considerazione. Si stanno facendo degli studi per capire chi ha beneficiato del 4.0 in ambito internazionale. D11. La nostra azienda ha dei macchinari potenzialmente 5.0: primo atto giuridicamente vincolante gennaio 2024 e riconducibili all'allegato A. L'azienda non è allacciata alla rete elettrica nazionale ma l'energia che utilizzano tali macchinari viene prodotta da un gruppo elettrogeno a combustibile fossile (diesel). Si può procedere con la 5.0 con il gruppo elettrogeno o dobbiamo essere collegati alla rete elettrica nazionale? R11. Sì, si può procedere. D12. Beni strumentali, formazione e autoproduzione devono essere parte di un unico progetto o possono riguardare investimenti su impianti diversi? R12. Devono far parte di un unico progetto, cioè far riferimento alla medesima struttura produttiva; nel caso di impianti Fer devono far riferimento alle medesime particelle catastali della struttura produttiva ovvero particelle catastali diverse ma riferite al medesimo pod della struttura produttiva. D13. I risparmi energetici possono essere da qualsiasi fonte (combustibili solidi, liquidi) o solo i risparmi di energia elettrica? R13. I risparmi energetici fanno riferimento all’energia elettrica e termica. D14. Cosa succede se la cifra comunicata in fase preventiva risultasse diversa da quella comunicata in fase consuntiva? R14. Se è maggiore vale la cifra comunicata ex ante, se è inferiore si terrà come riferimento quella minore. D15. Qual è il minimo periodo di misura energetica ex-post e da quando parte il periodo ex-post? R15. Dalla consegna del primo bene/software ordinato o dalla certificazione 4.0? Il periodo parte dal completamento dell’investimento, quindi per i beni A e B si fa riferimento all’art.109 Tuir, per i Fer tutto quello che precede l’allaccio alla rete, per la formazione l’effettuazione del test. Da quel momento per 5 anni l’impresa deve mantenere l’obiettivo dichiarato della riduzione dei consumi energetici. D16. Tipicamente le macchine 4.0 tendono a consumare di più e non di meno. Bisogna quindi fare riferimento a delle sorte di KPI, tipo densità di energia per pezzo prodotto? R16. Il certificatore dovrà fare dei confronti su basi omogene. Il confronto deve essere sempre normalizzato, tutti gli elementi che rendono spurio questo confronto devono essere presi in considerazione. D17. I clienti che non effettuano il versamento del 20% dovranno ricominciare da zero oppure sarà possibile sanare questa mancanza? R17. Dovranno ricominciare da zero perché il mancato versamento del 20% fa decadere la domanda. D18. Il processo produttivo di un bene può coinvolgere anche più sedi della stessa azienda? Caso: ho un bene che viene prodotto per metà nella sede di Roma e per metà nella sede di Milano. Effettuo un investimento solo sulla sede di Roma. Domanda: il 3% devo raggiungerlo solo a Roma o anche a Milano? R18. Il processo produttivo riguarda anche solo delle fasi quindi meglio limitarlo alla sede oggetto dell’investimento. D19. Per quanto riguarda gli investimenti energivori come funziona il discorso del decimo percentile dei best performer in termini di emissione di CO2, può spigare meglio? R19. La regola consente di agevolare tutti gli investimenti che rientrano nel decimo percentile dei best performer. Il decimo percentile viene calcolato come riferimento all’interno della totalità delle imprese europee. Per ciascun settore di riferimento si individua il 10% più performante in termini di emissione CO2. Se l’investimento porta a rientrare nell’emissione di CO2 sotto questo 10% allora è agevolabile. Anche un investimento che non impattava direttamente sull’emissione di CO2 avrebbe dovuto rientrare in questo decimo percentile. Adesso la novità sta nell’aver separato gli investimenti che incidono direttamente sull’emissione di CO2 e quelle che non incidono (e questi sono svincolati dal decimo percentile). D20. In ambito di formazione le 4 ore da dedicare alle materie obbligatorie (4 per il green e 4 per il digitale) riguardano tutte le figure professionali? R20. Sì, sono obbligatorie le 4 ore per il modulo green e le 4 ore per il digitale. D21. Nel caso in cui non vi fossero le 3 tecnologie comparative presenti in ambito Europeo sulle quali elaborare il confronto energetico, come si procederà? È previsto qualche incentivo anche per le tecnologie che oltre ad avere requisiti 4.0 introducano anche un miglioramento dell'impatto ambientale (ad esempio, minor consumo e minor utilizzo di acque di lavaggio che debbano poi essere conferite ai depuratori etc.)? R21. Se ci fosse anche un solo bene si potrebbe procedere al confronto con quel bene, bisognerà dimostrare che c’è stata una ricerca dei tre beni con esito negativo. Il semplice impatto ambientale non è sufficiente, è necessario il risparmio energetico. D22. Ci spiega come l'investimento di una macchina utensile che si aggiunge può portare a una riduzione dei consumi dell’unità produttiva (anche se la macchina nuova è più efficiente delle vecchie o di parte delle vecchie già installate). Come si effettua il calcolo dei consumi? R22. L’aggiunta di una macchina porterà ad incrementi produttivi che non possono essere considerati. Quindi il calcolo si effettuerà per unità di prodotto. Il confronto dovrà essere neutralizzato, cioè fatto a parità di volumi produttivi. Verrà pubblicata una circolare con casi esemplificativi per il calcolo dei consumi. D23. Penso alla difficoltà di ridurre i consumi in unità produttive con numerosi macchinari magari recenti inserendone uno o due nuovi. Mi chiedo se la riduzione dei consumi richiesta dovrà essere calcolata al lordo o al netto di quanto generato dall'impianto fotovoltaico installato? R23. L’impianto fotovoltaico non concorre al calcolo dei consumi, deve essere un confronto solo sui beni strumentali presenti negli allegati A e B. D24. Caso in cui l’azienda non ha dei dati, posso far riferimento a uno scenario controfattuale anche se non sono una nuova azienda? R24. Soltanto le nuove aziende o le aziende che hanno modificato in maniera significativa il processo produttivo da meno di sei mesi possono far riferimento allo scenario controfattuale, per tutte le altre bisogna procedere o con una stima o una proiezione. D25. Non ho dati a disposizione, azienda esistente, devo raccogliere dati per sei mesi. Poi ho il tempo di implementazione del progetto (diciamo tre mesi) e poi ho altri sei mesi per raccogliere i dati e confrontarli con i dati dei sei mesi precedenti, è corretto il calcolo della tempistica? R25. Il confronto deve avvenire rispetto all’anno precedente dell’avvio dell’investimento. Detto ciò, questo esclude i sei mesi dell’ex ante. Quindi ricadrà nel caso della proiezione se ha modificato da almeno sei mesi, se meno di sei mesi sarà il caso dello scenario controfattuale. Quindi si ricadrà in uno dei casi già citati. D26. Come si instaura il meccanismo del 20% con la SABATINI con un pagamento tramite leasing? Considerando che i tempi del leasing talune volte sono più lunghi dei 30 gg. l'acconto deve essere fatto al fornitore e/o anche alla società di leasing? R26. L’acconto deve tenere conto di uno e dell’altro, quindi sia del canone di leasing che della quota per il fornitore, basta raggiungere il 20%. D27. Quindi per lo scenario controfattuale faccio riferimento ai dati di targa della macchina per così dire? R27. Sì, è l’unica possibilità. FONTE: https://www.linkedin.com/pulse/transizione-50-le-risposte-del-dott-marco-calabr%C3%B2-fornite-belardi-lsayf/

  • Nasce APICS – L’Associazione dei Professionisti Italiani del Cleaning e della Sanificazione. Presidente è Gianni Tartari

    Un elenco di professionisti del cleaning, per garantire a chi opera nelle gare pubbliche e alla pubblica amministrazione, la consulenza di professionisti preparati e selezionati. AFIDAMP capofila che ha reso il progetto realizzabile. Tra i fondatori Fondazione Scuola Nazionale Servizi e Studio Legale Brugnoletti, nominati soci onorari. Milano, 26 giugno 2024 – È stata costituita ieri a Milano APICS - Associazione dei Professionisti Italiani del Cleaning e della Sanificazione, nata con l’obiettivo di riunire i migliori professionisti del mondo del Cleaning e dell’igiene, per facilitarne la loro identificazione ed offrire maggiori garanzie a chi, nel settore pubblico o privato, abbia necessità di affidarsi a dei professionisti preparati. Il progetto del nuovo organismo nasce da un’idea di Gianni Tartari, consigliere del Comitato Esecutivo della sezione distributori di AFIDAMP e professionista del settore del Cleaning, che ispirato dall’emanazione del Nuovo Codice in materia di appalti pubblici del 31 marzo 2023, intravvede interessanti possibilità di sviluppo associativo. Infatti, fra le varie novità del nuovo codice, vi è la ridefinizione del ruolo del RUP (Responsabile Unico di Progetto), che ora diventa figura cardine dell’appalto ed è investito della responsabilità di ottenere il “Risultato”, come da art.1 d.lgs36/2023. Per facilitare il RUP nel conseguimento del suo obbiettivo, il nuovo codice mette a disposizione alcuni aiuti, fra i quali la possibilità di avvalersi della consulenza di professionisti competenti. Da qui la proposta di Tartari al Consiglio Direttivo di AFIDAMP, di costituire una nuova associazione che valorizzasse la figura del Professionista Esperto del Cleaning (PEC), perché diventi figura di riferimento  del RUP, quale consulente nelle gare d’appalto dedicate al settore della pulizia. AFIDAMP, ritenendo di grande interesse la proposta di Tartari, lo ha incaricato di sviluppare il progetto. Ha avuto così inizio l’iter costitutivo dell’Associazione Professionisti Italiani Cleaning e Sanificazione – A.P.I.C.S. – che, con l’atto notarile siglato oggi, entra finalmente nella sua fase operativa. Fondazione Scuola Nazionale Servizi e lo Studio Legale Brugnoletti, partner entusiasti fin dalla fase iniziale, sono entrati come soci onorari. Venti i soci fondatori, tra professionisti e associazioni, che hanno accettato con grande interessela proposta di Tartari. Nominato dai soci fondatori anche il Consiglio Direttivo che ha eletto Presidente, Gianni Tartari. Ad affiancarlo: Andrea Loro Piana, vicepresidente; Stefania Verrienti, segretario; Francesco Bertini, tesoriere; Barbara Bottoni e Matteo Marino rappresentanti AFIDAMP; Vittorio Serafini, rappresentante Scuola Nazionale Servizi; Massimiliano Brugnoletti, rappresentante Studio Legale Brugnoletti; Alessandro Panico, Roberto Galli e Virna Re consiglieri. Obiettivo principale del nuovo organismo sarà promuovere l’elenco degli associati Professionisti Esperti del Cleaning (PEC), diffondere la cultura dell’Igiene e della Sanificazione sia presso la Pubblica Amministrazione che presso le associazioni di categoria e le imprese private, favorendo iniziative di qualsiasi genere, finalizzate a sensibilizzare Istituzioni, mercato e opinione pubblica sull’importanza dell’Igiene, del Cleaning e della Sanificazione, con precipua attenzione alla tutela dei cittadini, degli utenti e del mercato in generale. I soci sono prevalentemente persone fisiche ma possono fare parte dell’associazione anche persone giuridiche quali: imprese operanti sul territorio nazionale e/o internazionale, studi professionali, associazioni, enti, fondazioni, istituti pubblici e/o privati che operino nel campo della pulizia e della sanificazione professionale e/o che ne condividano gli scopi e gli interessi. APICS si occuperà di selezionare, formare e aggiornare i migliori esperti del settore, raggruppandoli poi in un unico Elenco, per facilitare il mercato ad individuare questa fondamentale figura professionale. L’Elenco è creato, gestito, governato e controllato dal consiglio direttivo APICS, che garantisce l’operato dei singoli, attuando controlli continui. Inoltre, l’associazione si pone l’importante obiettivo di far riconoscere l’Elenco dei PEC dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), dal CSLLPP (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) e dal MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico). “È stata un’avventura entusiasmante - commenta Gianni Tartari - ed estenuante, progettare e organizzare un’associazione di professionisti dal nulla, ma sono veramente orgoglioso del risultato. Qualcosa che in realtà, non avrei mai potuto nemmeno immaginare, senza l’aiuto dei miei preziosi compagni di viaggio, che ringrazio veramente dal profondo del cuore, tutti, nessuno escluso. Ora, si apre per noi la vera sfida: dobbiamo far crescere e far conoscere l’associazione alla Pubbliche Amministrazioni e al mercato privato, progettando e avviando il prima possibile, i corsi di formazione per i PEC, così che i nostri Professionisti, possano diffondere e promuovere la cultura del pulito e dell’igiene a beneficio di tutta la collettività”.

  • AFIDAMP, la forza propulsiva del comparto del cleaning professionale

    All’annuale assemblea di AFIDAMP emerge la grande partecipazione dei soci alle attività dell’associazione che ha permesso, negli ultimi dodici mesi, di impostare numerosi nuovi progetti e di costruire percorsi idonei alla crescita dell’intero settore. Milano, 25 giugno 2024– Solidità e affiatamento, sono queste le parole chiave che emergono dall’annuale assemblea ordinaria di AFIDAMP - Associazione fabbricanti italiani e distributori di attrezzature, macchine, prodotti e servizi per la pulizia professionale, che si è svolta ieri a Milano e nel corso della quale è stato approvato il Bilancio all’unanimità Punto di forza dell’associazione, che vede crescere in maniera costante il numero delle imprese associate, è quella di essere sempre attiva, grazie alla grande partecipazione dei soci e alle molte attività che vengono messe in campo per vedere crescere le imprese del comparto del cleaning. Grazie alla capacità di fare network del consiglio direttivo in carica e alla volontà di tutti i soci di mettere a fattor comune le proprie esperienze, nei 12 mesi trascorsi dall’ultima assemblea, i progetti che hanno visto la luce sono stati moltissimi. I lavori dell’Assemblea sono stati aperti dal Presidente Giuseppe Riello che ha sottolineato il grande lavoro compiuto dal consiglio direttivo e dalla segreteria. “Questo impegno costante - ha sottolineato Riello – permette ogni giorno di compiere passi avanti, in particolare a livello istituzionale, per fare sentire la voce del settore. L’anno che ci attende sarà caratterizzato da tanti nuovi progetti che affronteremo con il solito entusiasmo grazie all’impegno e al contributo degli associati che si sono rivelati preziosi e con i quali continueremo a promuovere il comparto del Cleaning professionale”. Il Direttore Stefania Verrienti ha illustrato le linee lungo le quali si è attivata AFIDAMP, evidenziando come sia stato importante l’impegno e il supporto di ogni singolo associato, anche per dare vitalità alle molte collaborazioni istituzionali e accademiche, a livello nazionale ed europeo, che hanno visto l’associazione impegnata  su diversi fronti. Tra le importanti iniziative a favore del comparto anche la collaborazione con Agenzia ICE alla recente edizione di Interclean, con il progetto Italian Golden Suppliers, improntato alla promozione del Made in Italy. Intensa anche l’attività di aggiornamento normativo e non per i soci, che ha visto la realizzazione di numerosi webinar tecnici, e l’attività di divulgazione sui temi del cleaning in ambito fieristico e convegnistico, grazie alle molte collaborazioni con altri enti e associazioni di categoria. “E’ un grande orgoglio – ha commentato Stefania Verrienti – vedere come il motore di AFIDAMP sia oggi ben funzionante, grazie alla collaborazione di tutti. Oltre al Presidente e al Consiglio direttivo in carica, che ringrazio per il proprio impegno e la dedizione, vorrei sottolineare il rapporto speciale che lega le aziende associate ad AFIDAMP. Questo coinvolgimento e partecipazione degli associati hanno permesso di lavorare su diversi nuovi temi che hanno dato origine a ben sette nuovi Focus Team in un solo anno”. La parola è dunque stata data ai coordinatori dei gruppi di lavoro e Focus Teams perché spiegassero direttamente obiettivi e attività attualmente in corso. Hanno preso la parola Andrea Loro Piana con una relazione sui progetti del GdL Attrezzature e sul Mondo Imprese; Francesco Pasquini per il GdL Carta; Matteo Marino per il GdL Chimici e il Focus Team Resari; Salvatore Inglese per il Focus Team Controllo; Simone Coccato per il GdL Macchine; Stefano Cappi per il Focus Team Vapore; Raimondo Aldrovandi per il Focus Team Macchine Autonome; Alessandro Panico per il GdL Affari Internazionali e i Focus Team Polveri Pericolose e Design Aspirapolvere; Stefania Verrienti per il Focus Team MEPA. Roberto Galli, Presidente del Comitato Esecutivo dei Distributori, ha sottolineato l’importanza del ruolo dei distributori associati all’interno di tutte le attività AFIDAMP  grazie alla loro capacità di visione trasversale sul settore. La coesione e la collaborazione tra i soci, la capacità di analisi del business e il confronto tra diverse esperienze hanno permesso ad AFIDAMP di elevare sempre più la qualità delle attività condotte. Ampia la gamma di nuovi servizi offerti alle aziende associate alcuni dei quali inclusi nella quota associativa altri in convenzione. Il progetto, che si realizza grazie alla partnership instaurata con società di consulenza di alto livello a loro volta entrate a far parte della compagine associativa, scaturisce dalla precisa volontà di agevolare le vie di penetrazione verso nuovi mercati, di fornire diverse prospettive di crescita e realizzare nuove opportunità di business rispondendo perfettamente alla mission dell’associazione tesa all’innalzamento qualitativo del mercato e alla diffusione del Made in Italy nel mondo. Proprio in virtù delle molte attività e riunioni ospitate nella sede dell’associazione, AFIDAMP ha presentato ufficialmente un rigoroso Programma di compliance Antitrust, non solo per sé stessa e i suoi collaboratori, ma destinato anche ai suoi associati allorquando operino in quanto tali. Elemento centrale del programma di compliance antitrust è il Manuale Antitrust che costituisce uno strumento di consultazione ad uso e beneficio dei dipendenti e degli associati. Il consiglio direttivo ha inoltre deciso di nominare un ACO – Antitrust Compliance Officer – responsabile dell’attuazione del Manuale. Nel corso dell’Assemblea è stato presentato anche un nuovo organo associativo, che vede AFIDAMP come capofila tra i fondatori. Si tratta di APICS l’Associazione dei Professionisti Italiani del Cleaning e della Sanificazione, all’interno della quale sarà costituito un albo di professionisti selezionati che andranno ad affiancare i RUP della pubblica amministrazione e supportarli nel conseguimento dell’art.1 del Nuovo Codice Appalti, garantendo i risultati tecnici auspicati. Un’iniziativa nata su idea del socio Gianni Tartari, nominato neopresidente di APICS.

  • MASTER POLITECNICO: la sinergia virtuosa tra progettazione e igiene

    Anche nel 2024 prosegue la collaborazione di AFIDAMP con il Master di II Livello in Pianificazione, Programmazione e Progettazione dei Sistemi Ospedalieri e Socio-Sanitari, del Politecnico di Milano. Pensare e progettare aree facili da pulire è il primo fondamentale step per prevenire la diffusione di malattie. Milano, 21 giugno 2024 – La gestione dei servizi di pulizia in ambito sanitario è tema sempre molto delicato, perché ha un impatto notevole sulla diffusione di malattie e sulla salute delle persone. Gli anni recenti ci hanno fatto capire come pulire in maniera corretta e con attenzione sia il primo necessario passo per garantire ambienti sicuri alle persone, permettendo di prevenire la diffusione di virus e di infezioni. Per questo AFIDAMP porta avanti ormai da diversi anni una concreta collaborazione con il Politecnico di Milano, partecipando con i suoi docenti al Master di II Livello in Pianificazione, Programmazione e Progettazione dei Sistemi Ospedalieri e Socio-Sanitari. La lezione che gli esperti di AFIDAMP hanno tenuto oggi si è posta l’obiettivo di informare gli studenti del master sull’importanza di una progettazione delle strutture, che tenga conto del lavoro di chi deve manutenere quegli spazi e consenta di poter pulire e sanificare in maniera più veloce ed efficace, compiendo scelte architettoniche adeguate e lavorando su una corretta distribuzione degli spazi. Operare scelte corrette, sin dalla fase di progettazione preliminare, permetterebbe di concepire spazi non solo belli secondo i canoni architettonici, ma anche  funzionali secondo le esigenze della sanificazione ambientale. In questa fase il supporto degli esperti del Cleaning è fondamentale, permettendo di valutare tutte le implicazioni e le necessità di chi dovrà pulire gli spazi. Le regole base per garantire una maggiore sicurezza partono dall’impiego di materiali  più facili da pulire e da manutenere. Bisognerà quindi tenere in considerazione tutti gli strumenti e i prodotti che dovranno essere utilizzati, dalle fibre e panni ai prodotti chimici, ai macchinari. Inoltre anche gli aspetti logistici entrano in gioco con un peso importante se si vogliono evitare contaminazioni crociate. Il progettista dovrà prevedere, per garantire una pulizia corretta, spazi adeguati per lo stoccaggio e il lavaggio di macchine, attrezzature e tessili; un impianto idrico ed elettrico adeguato alla struttura; percorsi interni e montacarichi appositi dalle dimensioni adeguate; spazi per il materiale di pulizia anche nei singoli reparti e aree esterne per intervenire sulle facciate e le vetrate. Progettare conoscendo come verrà utilizzata la struttura sanitaria anche da parte di chi deve manutenerla e sanificarla, aiuta a garantire che lo standard igienico sia adeguato a tutelare la salute del cittadino e prevenire l’insorgenza e la diffusione di malattie e infezioni.

  • SICUREZZA E IGIENE PER LA TUTELA DEL CONSUMATORE

    L’indispensabile Ruolo della Fase di Controllo nella Ristorazione Collettiva e Commerciale. Questo il tema al centro di una Tavola Rotonda organizzata da AFIDAMP, in occasione del Congresso “Dire Fare Mangiare”, in programma a Milano. Milano, 13 giugno 2024 – Nell’ambito del convegno “Dire Fare Mangiare”, organizzato da Edifis a Milano, AFIDAMP - Associazione fabbricanti italiani e distributori di attrezzature, macchine, prodotti e servizi per la pulizia professionale ha promosso una tavola rotonda dedicata al tema della sicurezza e dell’igiene nel settore della ristorazione, con un focus sulla fase di controllo, determinante per verificare che le operazioni di pulizia abbiano prodotto un adeguato standard igienico. Un momento di confronto che ha visto avvicendarsi sul palco rappresentanti del mondo della ristorazione, delle imprese, delle associazioni di categoria, insieme ai NAS e all’Istituto Superiore di Sanità. A coordinare i lavori Virna Re, vicepresidente della sezione distributori di AFIDAMP, che ha evidenziato la rilevanza dell’igiene nel settore della ristorazione e l’importanza della fase di controllo, indispensabile per garantire la sicurezza del consumatore e anche del personale che opera in questo ambito. Infatti la sfida di oggi è coniugare l’eccellenza alimentare con una garanzia di igiene sempre più “verificata” perché il consumatore non debba “fidarsi” ma essere certo di non correre rischi. alla base di una buona sanificazione ci deve quindi essere, da parte dell’operatore, la consapevolezza dell’importanza del suo ruolo e la necessità dell’autocontrollo al fine di ottenere un elevato standard igienico. AFIDAMP che ha nella propria mission la diffusione della cultura del pulito, come elemento cardine del benessere delle persone, è da sempre molto attiva nel settore Horeca grazie anche ad alcune partnership importanti sviluppate in questi anni, che hanno portato a generare esperienze positive e materiali divulgativi di grande supporto per il settore. La tavola rotonda è stata divisa in due sessioni, la prima dedicata al Rapporto tra Ristorazione e Organi di Controllo, la seconda alle principali problematiche e ai casi virtuosi nell’applicazione delle procedure di igiene. LA COLLABORAZIONE TRA RISTORAZIONE E ORGANI DI CONTROLLO I lavori della prima sessione sono stati aperti dall’intervento del Tenente Colonnello Filippo Bentivogli, Comandante del nucleo di Milano dei NAS – Nuclei Antisofisticazione dei Carabinieri che ha condiviso alcuni importanti dati. Come ha spiegato, il ruolo dei NAS è proprio quello di effettuare controlli su tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, dalla trasformazione alla somministrazione, valorizzando la fase di controllo. Nel corso del 2023 sono state effettuate oltre 27.000 ispezioni e il 68% delle sanzioni sono state applicate per casi di sporco pregresso o di cattiva conservazione degli alimenti. La fase di controllo, come ha sottolineato Bentivogli, richiede il supporto di tutti per poter migliorare la qualità degli interventi e fare sì che, proprio grazie alle verifiche, venga migliorata l’attività di tutela degli operatori e dei consumatori. A seguire gli interventi di Francesco Rebuffat – Area Legislativa FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi che ha evidenziato come, dai dati in suo possesso, solo un operatore su quattro venga sanzionato dopo le ispezioni il che mostra una certa attenzione al tema da parte dei pubblici esercizi, tuttavia si può certamente migliorare. La parola è poi passata a Francesco Tanasi – Segretario Generale Codacons, che ha sottolineato l’importanza della cultura dell’igiene e della necessità di fare formazione a tutti i livelli, tema che è stato ripreso e approfondito dal vice presidente AFIDAMP Francesco Pasquini che ha proposto di lavorare a una valorizzazione di quelle strutture che fanno formazione e introducendo il concetto di premialità. Infine Luigi Cristiano Laurenza – Segretario Generale Pastai Italiani di Unione Italiana Food ha portato l’esperienza lato industria alimentare, settore particolarmente attento al tema della sicurezza igienica. Forte, in tutti gli interventi, è emersa l’esigenza di fare network finalizzato a una maggiore valorizzazione del cleaning a tutti i livelli. Le parole chiave emerse dalla mattinata di confronto sono formazione, collaborazione, tutela della salute e competenza. Gli operatori devono infatti essere messi nella condizione di sapere come comportarsi al meglio, per inserire all’interno delle proprie attività percorsi di autocontrollo. PROBLEMATICHE E CASI VIRTUOSI NELL’APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE DI IGIENE Durante la seconda parte della mattinata sono stati presi in esame alcuni casi virtuosi, proprio sulla base di quelle che sono le principali problematiche che si presentano nella ristorazione. Grazie alle importanti collaborazioni stabilite da AFIDAMP nel tempo, la cultura del pulito inizia oggi a essere ben nota e diffusa. La pandemia ha senza dubbio accesso i riflettori sulla necessità di dedicare un’attenzione costante e maggiore all’igiene. Bisogna però che questa attenzione non cali, anche in situazioni ordinarie e quotidiane. Ad aprire i lavori Rosa Draisci, Direttore del Centro Nazionale sostanze chimiche, prodotti cosmetici e protezione del consumatore - Istituto Superiore di Sanità, che ha sottolineato come, ancora prima della fase di controllo, sia indispensabile, per operare al meglio, impostare azioni di prevenzione. Il percorso avviato con AFIDAMP ha permesso di verificare come ci sia ancora molta confusione tra gli operatori, non solo nella comprensione di come operare e di quali pratiche applicare e quali prodotti utilizzare, ma anche a livello terminologico. L’opera di tutti deve quindi passare per una campagna di educazione, che consenta di ben comprendere cosa si intende per igienizzazione, disinfezione e sanificazione. L’obiettivo per poter creare chiarezza e individuare il fiorire di operatori non competenti, è quello di creare una PRASSI per certificare i sistemi corretti e anche le figure professionali che operano in questo settore. Il concetto è stato ripreso anche da Massimo Artorige Giubilesi – Presidente Ordine dei Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria, che ha evidenziato le criticità del settore e sottolineato la necessità di intervenire in modo scientifico sul tema igienico per tutelare la salute del cittadino. Massimo De Maria – Vice Presidente Accademia Maestro Martino e Sonia Re – Direttore Generale APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani sono stati presentati come casi virtuosi di associazioni che si sono spese in modo concreto e operativo per diffondere la cultura dell’igiene, l’uno con una formazione mirata agli studenti dell’Accademia e l’altra dei cuochi associati. Infine l’intervento di Matteo Marino - Responsabile Gruppo di Lavoro Chimici AFIDAMP ha posto l’accento sulle principali criticità che si riscontrano nella scelta e nella applicazione dei prodotti chimici per la pulizia delle superfici in ambito alimentare. Tutti i relatori hanno sottolineato come il lavoro di divulgazione e formazione portato avanti da AFIDAMP insieme alle realtà del settore Horeca risulti importantissimo. Più volte è emersa la volontà di agire in sinergia da parte di tutte le istituzioni coinvolte che hanno dichiarato l’interesse a portare avanti il tema della formazione e del valore dell’igiene come prioritario al fine di raggiungere risultati efficaci per la salvaguardia della salubrità degli ambienti e della salute del cittadino.

  • NUOVI SERVIZI ESCLUSIVI 2024

    AFIDAMP, Associazione dei Fornitori Italiani di Attrezzature e Macchine per la Pulizia Professionale, è sempre più attenta alle esigenze dei propri associati e alle nuove prospettive di business. Sono stati individuati Nuovi Servizi Esclusivi (gratuiti e/o a tariffe agevolate) , studiati ad hoc per il settore, grazie alle partnership siglate con aziende leader sul mercato, selezionate in base alla loro comprovata competenza a livello nazionale e internazionale. NUOVI PARTNER E ASSOCIATI NUOVI SERVIZI GRATUITI (inclusi nella quota associativa): Sportello sviluppo business export; Screening aziendale per l’accesso a contributi e agevolazioni; Verifica della conformità ce dei prodotti; Help desk di supporto regolatorio preliminare del settore chimico; Check up documentale chimico (da remoto), sportello ESG (environmental, social e governance); Accesso e download del manuale standard sulle nuove normative obbligatorie dei MOCA (materiali e oggetti a contatto con gli alimenti). SERVIZI AGEVOLATI PER IL BUSINESS DELLA PROPRIA AZIENDA: Consulenze e studio di nuove strategie di marketing; Aggiornamento e sviluppo commerciale; Sviluppo di strategie ESG (sostenibilità ambientale, sociale e di governance); Supporto export e formazione specialistica; Consulenze e strategie sul noleggio; Servizi di certificazione e verifica dei sistemi operativi, delle attrezzature e dei luoghi di lavoro; SERVIZI AGEVOLATI SPECIFICI PER IL CLEANING PROFESSIONALE: Biosafety Trust Certification, un innovativo schema certificativo per la prevenzione e il controllo della diffusione di infezioni; Made Green in Italy per lavasciugapavimenti, uno schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei macchinari; Consulenza, supporto tecnico e formazione sui MOCA (materiali ed oggetti a contatto con gli alimenti) e i relativi obblighi; Consulenze per l’ottenimento di attestati di conformità, per garantire che i prodotti o i servizi offerti rispettino gli standard di qualità e sicurezza stabiliti. PACCHETTI DI SERVIZI MULTISETTORIALI, A TARIFFE VANTAGGIOSE, PER LO SVILUPPO DELLA STRATEGIA D’IMPRESA: Check up strategici per nuove prospettive di business; Check up funzionale marketing; Check up funzionale sales; Check up funzionale supply chain e operations; Check up funzionale digital. PER ACCEDERE AI SERVIZI Se sei ASSOCIATO, per conoscere tutti i servizi AFIDAMP, gratuiti e convenzionati, clicca qui. Se non sei ancora associato, vai all’interno della pagina Servizi, presente nel menu del sito www.afidamp.it e scopri nel dettaglio tutte le opportunità e i vantaggi dell’associazione. Per ulteriori info: 02/6744581 oppure info@afidamp.it

  • AFIDAMP E ICE ACCENDONO I RIFLETTORI SULLE AZIENDE ITALIANE A INTERCLEAN 2024

    Assieme ad AFIDAMP, l’Agenzia ICE scende in campo per sostenere una massiccia azione di comunicazione e dare visibilità alle aziende italiane presenti alla manifestazione olandese. AFIDAMP, unica associazione italiana che rappresenta i produttori e distributori italiani delle strumentazioni per la pulizia professionale, in considerazione dell’altissima partecipazione di aziende italiane alla fiera INTERCLEAN, che si svolgerà dal 14 al 17 maggio ad Amsterdam, ha coinvolto Agenzia ICE nell’opera di comunicazione e promozione della presenza delle aziende italiane alla fiera olandese. L’Italia è infatti il primo Stato rappresentato in fiera sia per numero di aziende espositrici, ben 144, sia per numero di metri quadrati occupati (parliamo di circa 9.000 mq). L’obiettivo della campagna di comunicazione è quello di dare grande visibilità alle aziende italiane e alla promozione delle eccellenze del Made in Italy. Con la formula Italian Golden Suppliers, che accompagnerà il visitatore sin dall’ingresso in fiera, si vogliono rendere facilmente riconoscibili e raggiungibili tutti gli stand italiani e valorizzarli come eccellenze del settore. Questo sarà possibile attraverso l’impiego dei monitor informativi, di piantine dedicate con evidenziati gli stand italiani, di materiale promozionale dislocato nei bagni e sui banner oltre che alla presenza nel catalogo espositori. A supporto sia degli espositori che dei visitatori italiani ci sarà inoltre una Lounge, situata al primo piano sul Balcony tra la Hall 1 e la 5, gestita da AFIDAMP e Agenzia ICE, che vuole essere un luogo di incontro, di scambio di informazioni, di networking e di business, un luogo nel quale gli operatori e i visitatori possono anche fissare incontri e appuntamenti. Importante l’azione strategica di AFIDAMP, e del suo Gruppo di Lavoro Affari Internazionali, che ha indirizzato i finanziamenti messi a disposizione dallo Stato verso il nostro settore. Il piano di comunicazione progettato dall’associazione va a favore di tutto il comparto italiano. Questo dimostra il valore aggiunto portato dalle associazioni di categoria ai fini della rappresentanza istituzionale. “Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto e del risultato ottenuto – commenta Stefania Verrienti, Direttore di AFIDAMP – questa era un’occasione preziosa per valorizzare l’intero mercato italiano del cleaning in uno dei principali palcoscenici internazionali di settore. Il comparto è un fiore all’occhiello della nostra economia e il ruolo della nostra associazione è proprio quello di aiutare le imprese a rendere ancora più efficace la propria presenza sui mercati internazionali”.

  • Le nuove disposizioni legislative per i MOCA

    Tutti gli aggiornamenti in merito agli adempimenti obbligatori per i distributori per l’utilizzo dei MOCA-Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti. Un webinar di AFIDAMP chiarisce tutti i passaggi da rispettare. Milano, 13 maggio 2024 – La salute del consumatore è il principio primario che guida tutti gli obblighi e gli adempimenti legislativi necessari nella realizzazione e distribuzione dei MOCA - Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti. Anche per questo motivo la regolamentazione relativa è in continua evoluzione e coinvolge in maniera diretta non solo i produttori dei materiali stessi, ma anche i distributori, responsabili di verificare e di rispettare la normativa in materia, in modo tale da non generare pericoli per gli utilizzatori finali. L’argomento è stato trattato nel corso di un webinar organizzato da AFIDAMP per i propri associati tenuto dal Dottor Luca Campisi, PhD Toxicology and Pharmacology, Executive Director di Flashpoint. Nel corso del webinar sono state approfondite le indicazioni della normativa italiana ed europea, soffermandosi in particolare sul Regolamento Quadro 1935/2004 che stabilisce norme comuni per l’immissione sul mercato dei materiali e degli oggetti destinati a contatto con prodotti alimentari, incluso imballaggio alimentare, stoviglie, servizio da tavola e impianti di produzione alimentare, che sono destinati o possono entrare in contatto, o trasferire i loro componenti (sostanze che tali costituenti possono contenere) nei prodotti alimentari. Scopo primario è quello di tutelare la salute e gli interessi dei consumatori. Il regolamento si applica a prodotti già a contatto con gli alimenti o anche destinati a essere a contatto o che probabilmente saranno messi a contatto, con l’obiettivo di evitare pericoli per la salute, modifiche delle proprietà dei prodotti stessi o deterioramento. Inoltre esistono dei materiali che potrebbero essere oggetto di misure specifiche, tra questi per esempio la ceramica, le gomme naturali, il vetro, i turaccioli, la carta e il cartone. Fondamentale è anche l’etichettatura dei prodotti, della quale sono responsabili sia i produttori, sia i distributori, qualora avvengano modifiche rispetto alla confezione originale. L’etichettatura deve garantire riconoscibilità e non deve in nessun modo fornire informazioni fuorvianti al consumatore. La normativa, come spiegato da Campisi, è molto chiara in tal senso ed evidenzia come l’etichettatura si associ alla tracciabilità del materiale. Inoltre le etichette devono riportare informazioni ben visibili, indelebili e scritte in una lingua comprensibile al mercato di riferimento. E’ anche importante segnalare che i materiali e gli oggetti devono essere corredati di una dichiarazione scritta che attesti la loro conformità alle norme vigenti. Il webinar ha poi fatto chiarezza in merito alle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari, che hanno come riferimento normativo il Regolamento CE n.2023/2006, che stabilisce le norme relative alle buone pratiche di fabbricazione (good manufacturing practice, GMP) dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari (contenitori, imballaggi, carta, cartone, inchiostro e adesivi), le combinazioni di tali materiali e oggetti nonché di materiali e oggetti riciclati impiegati per produrli. Il regolamento si applica a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione, interessando l’intera filiera e richiedendo quindi una garanzia di rispetto degli standard qualitativi in tutte le fasi, fino a quella di controllo. Campisi è entrato poi nel merito di tutti gli adempimenti a cui i distributori del nostro settore devono ottemperare al fine di essere in regola con la normativa europea e i suoi recenti aggiornamenti del 2023, e per non incorrere in sanzioni severe in caso di ispezione dei NAS. Tra questi, importante la realizzazione del Manuale MOCA Standard la cui redazione è stata affidata da AFIDAMP a Flash Point a favore degli associati che dovranno poi soltanto customizzarlo. Questa operazione si inserisce in un più ampio contesto di collaborazione che l’associazione ha concordato al fine di fornire assistenza e supporto agli associati. Per maggiori informazioni alla stampa: Francesca Bodini – press@afidamp.it

  • AFIDAMP SI CONGRATULA CON IL PRESIDENTE GIUSEPPE RIELLO

    La direzione, lo staff e tutti i soci di AFIDAMP si congratulano con il proprio Presidente, Giuseppe Riello, che per il terzo mandato consecutivo è stato riconfermato alla Presidenza della Camera di Commercio di Verona. Un risultato importante e straordinario, come ha sottolineato Riello, che premia il progetto, l’impegno per lo sviluppo delle imprese del territorio e che sottolinea l’instancabile capacità di Riello di mettere le proprie competenze al servizio del tessuto imprenditoriale. Impegno che porta avanti con successo anche con la nostra associazione della quale è Presidente dal 2018, riconfermato nel 2021 e nel 2023, che sta guidando con energia e con la capacità di dare sempre maggiore voce nei principali tavoli istituzionali al settore del cleaning.

  • Transizione 5.0: aspetti tecnici, opportunità e agevolazioni

    Alla luce del Decreto Legge 19/2024 del 2 marzo, nel corso di un webinar organizzato dalla Federazione FINCO e proposto da AFIDAMP ai propri associati, Marco Belardi, consulente del MISE, ha evidenziato le modalità di accesso agli incentivi per le aziende che investono in beni funzionali all’economia circolare, alla sostenibilità e al risparmio energetico. La transizione digitale ed energetica, tema centrale che AFIDAMP sta da tempo monitorando per supportare e guidare i propri soci a effettuare le scelte migliori, è stata oggetto del  webinar “Transizione 5.0: aspetti tecnici, opportunità e problematiche alla luce del Decreto Legge 19/2024 del 2 marzo”, organizzato dalla Federazione FINCO, a cui AFIDAMP aderisce dal 2020, per informare tutte le aziende sulle recentissime novità, introdotte dal Decreto Legge 19/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo e relativo alle ulteriori disposizioni per l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A condurre il seminario, illustrando le novità, l’Ingegner Marco Belardi consulente del MISE, che ha evidenziato come la Transizione 5.0 sia concentrata espressamente sugli investimenti, realizzati nel corso del 2024 e nel 2025, che comportino un reale e documentabile risparmio energetico. Il decreto punta quindi a valorizzare e agevolare lo sviluppo di progetti di economia circolare e di sostenibilità e in particolare le fatture possono riferirsi a tre distinte tipologie di costo: originato da investimenti in beni strumentali "4.0", in beni materiali nuovi, strumentali all'esercizio d'impresa finalizzati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo e alle spese per la formazione del personale previste dall'articolo 31, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 651/2014. La Transizione 5.0 non elimina la Transizione 4.0, anzi si tratta di due norme distinte, ma accomunate dai beni agevolabili rientranti per entrambe all’interno degli allegati A e B della Legge 232/2016, dove gli investimenti oggetto di agevolazione della Transizione 5.0 riguardano però solo l’effettivo e attestabile risparmio energetico. Alla luce delle tempistiche per la richiesta di incentivi individuate dal Decreto Legge 19/2024 del 2 marzo, Belardi ha sottolineato che i tempi sono però abbastanza stretti, dato che per il 2024 già alcuni mesi sono trascorsi e che, anche per il 2025, per la compensazione il termine tassativo è la dichiarazione F24 del 31 dicembre 2025. Sarà quindi necessario effettuare gli investimenti corretti e realizzabili in termini brevi. Qualche esempio concreto: i sistemi fotovoltaici sono incentivabili solo se i pannelli sono di TIPO A e i sistemi di ERP lo sono, solamente nel caso in cui prevedano piattaforme utili per un risparmio energetico rendicontabile. Il sistema di accesso, diversamente da quanto era stato per la Transizione 4.0, prevede inoltre una sorta di prenotazione, con l’invio di tutta la documentazione alla commissione di valutazione, incluso il calcolo dell’incentivo di spettanza, in modo da prevedere una soglia di spesa, con la possibilità di fermare le richieste una volta che la cifra di incentivi previsti (3,1 miliardi nel 2024 e 3,1 nel 2025) viene raggiunta. Solo una volta superato questo step sarà possibile accedere effettivamente agli incentivi e alle agevolazioni fiscali. Poiché devono essere emanati ancora i decreti attuativi che guidino i fruitori degli incentivi alla corretta rendicontazione è necessario rimanere aggiornati per ulteriori novità. Lo stesso Belardi sta preparando una sezione di FAQ sul sito del MISE e il ruolo di AFIDAMP sarà quello di tenere sempre aggiornati i propri soci sulle novità in corso. Aggiornamento su Transizione 4.0 Secondo il recente Decreto Legge 29 marzo 2024, n. 39, articolo 6, a decorrere dal 30/3/2024 per la fruizione dei crediti d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi e dei crediti d'imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica, ivi incluse le attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica, le imprese sono tenute a comunicare preventivamente, in via telematica, l'ammontare complessivo degli investimenti che intendono effettuare, la presunta ripartizione negli anni del credito e la relativa fruizione.

  • AFIDAMP presenta la Certificazione Made Green in Italy per Lavasciugapavimenti

    Presentata la nuova RCP per le macchina lavasciugapavimenti, ottenuta grazie all’impegno e al lavoro di AFIDAMP. Un passo importante per la promozione della produzione italiana e per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.    Milano, 25 Gennaio 2024  – Un nuovo scenario si apre per i produttori di macchine lavasciugapavimenti grazie alla Regola redatta da AFIDAMP e presentata ieri durante l’atteso webinar dal titolo Certificazione Made Green in Italy per Lavasciugapavimenti  davanti a un pubblico numeroso e molto interessato. Infatti la nuova Regola di Categoria di Prodotto, già validata dal Ministero dell’Ambiente e pubblicata sul sito, permetterà alle aziende produttrici di macchine Lavasciugapavimenti di avviare il processo di certificazione secondo lo schema Made Green in Italy. Un passo importantissimo che consente di introdurre un preciso orientamento nella produzione aziendale: quello di associare alla fabbricazione di qualità italiana il messaggio ambientale e della sostenibilità visti, non solo, come strumenti di valorizzazione del territorio e dell’ambiente ma anche come strumento di differenziazione sul mercato e di sviluppo dell’economia circolare. Il marchio Made Green in Italy, grazie alla RCP di AFIDAMP, è la prima certificazione volontaria ambientale ottenibile per macchine del settore, che consente di valutare in modo oggettivo e, soprattutto, misurabile l’impronta ambientale delle lavasciugapavimenti lungo tutto il ciclo di vita. Come ha spiegato Matteo Malorgio, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attraverso lo schema MGI il Ministero vuole orientare le iniziative del sistema produttivo italiano verso l’utilizzo dell’impronta ambientale come leva per il miglioramento delle prestazioni ambientali e la valorizzazione del Made in Italy, al fine di promuovere la competitività dei prodotti italiani nel contesto della crescente domanda, nazionale ed internazionale, di prodotti ad elevata  qualificazione ambientale. SCARICA QUI LA RCP Nel corso del webinar, moderato dal giornalista Simone Finotti e aperto al mondo produttivo, distributivo e alle imprese di servizi, sono state spiegate le potenzialità del nuovo schema e lo scenario di opportunità che si prospetta per i produttori. MGI è infatti l’unica certificazione basata sulla metodologia europea PEF attuata da un governo nazionale che ha scelto di recepire pienamente le regole di calcolo europee, su cui ha però innestato ulteriori e più ambiziosi requisiti nazionali di qualità ambientale, in grado di distinguere la produzione italiana. È l’unica certificazione che integra requisiti che richiedono alle imprese aderenti allo schema di comunicare l’impronta ambientale dei prodotti ai propri clienti e consumatori (tipici dei Label di tipo 3, normati dalla ISO 14025), con requisiti che consentono l’accesso allo schema ai soli prodotti eccellenti, in grado di superare soglie di performance e, in particolare, di essere migliori del prodotto rappresentativo medio della propria categoria (tipici dei Label di tipo 1, normati dalla ISO 14024). La certificazione, resa possibile grazie alla formulazione della Regola di Categoria Prodotto Lavasciugapavimenti da parte di AFIDAMP e del suo gruppo di lavoro macchine, consente alle aziende che la ottengono di offrire garanzie sul modo di gestire i propri aspetti ambientali e mantenere nel tempo la conformità normativa, proprio perché le aziende stesse si impegnano a sottoporsi a verifiche periodiche di parte terza indipendente, a investire risorse nel miglioramento continuo delle prestazioni ambientali e, quindi, nella riduzione e prevenzione dell’inquinamento, anche per rispondere a requisiti di performance che evolvono nel tempo, divenendo progressivamente più ambiziosi e facendosi carico della tutela dell’ambiente a livello produttivo e sociale. Nel corso del webinar Nicola Fabbri, Senior consultant ERGO Srl società spin off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha poi illustrato alle aziende presenti tutti i passaggi necessari per ottenere la certificazione, evidenziando chi può ottenere il marchio Made Green in Italy. “Lo studio di valutazione dell'impronta ambientale – ha spiegato Fabbri – esprime, attraverso un valore numerico, gli indicatori ambientali relativi alle tre principali categorie di impatto individuate dalla relativa RCP. Tale valore viene confrontato con il valore del benchmark definito all'interno delle stesse RCP”.   Il regolamento prevede quindi una classificazione dei prodotti in tre classi di prestazione: -prestazioni migliori rispetto al benchmark; -prestazioni uguali al benchmark; -prestazioni peggiori rispetto al benchmark. Possono ottenere il marchio MGI i prodotti che presentano prestazioni ambientali pari o superiori al benchmark di riferimento (indicati come prodotti di classe A e B). I prodotti di classe B possono ottenere l’uso del logo, ma devono prevedere un piano di miglioramento da implementare nell’arco dei tre anni di validità della concessione d’uso. “Il lavoro realizzato da AFIDAMP per arrivare a questo risultato – ha commentato Alessandro Panico, Regolatorio AFIDAMP e Segretario del Sottocomitato CEI 59/61J  – è stato articolato e complesso, ma siamo orgogliosi di avere creato una Regola che ha individuato dei valori condivisi basati su norme europee. Questo è stato possibile grazie al lavoro sinergico della nostra segreteria tecnica, delle aziende associate con la sapiente direzione di ERGO e consentirà alle aziende di presentarsi con una certificazione di grande valore sul mercato italiano e anche su quelli internazionali”. Panico ha anche anticipato importanti accordi tra AFIDAMP e alcuni enti di certificazione al fine di rendere meno gravoso l’impegno economico per le aziende associate.  La nuova RCP mette quindi le basi non solo per creare nuove leve commerciali importanti per le aziende italiane del comparto, ma anche per adottare scelte ambientali consapevoli e per far crescere il peso delle aziende italiane nei contesti istituzionali europei, grazie anche all’impegno che il MASE sta portando avanti nella realizzazione di percorsi qualificanti per il contesto imprenditoriale italiano e il Made in Italy.

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