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EU Ecolabel 2026: fee aggiornate, tariffe stabili in Italia

  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il 3 marzo 2026 la Commissione europea (DG Environment) ha pubblicato la pagina ufficiale EU Ecolabel Fees Table 2026, con il relativo file PDF che riporta le tariffe applicabili dagli organismi competenti nazionali per il rilascio e il mantenimento delle licenze EU Ecolabel.

La pubblicazione non modifica il quadro normativo del marchio EU Ecolabel, che resta disciplinato dal Regolamento (CE) n. 66/2010, il quale stabilisce che l’uso del marchio sia subordinato al pagamento di:

  • fee di domanda (application fee)

  • fee annuali di utilizzo del marchio

  • eventuali fee per modifiche o estensioni della licenza

Possono inoltre essere applicati costi separati per attività di verifica tecnica, prove di laboratorio o ispezioni.

Per quanto riguarda l’Italia, il Comitato Ecolabel-Ecoaudit (ISPRA) ha deciso di non aumentare le tariffe nazionali relative ai diritti di istruttoria e di utilizzo del marchio, mantenendo invariati gli importi attualmente in vigore. La decisione è stata motivata dalla volontà di non introdurre nuovi oneri per le imprese, in particolare PMI e microimprese, che rappresentano una parte rilevante del tessuto produttivo italiano.

Questo significa che, per le aziende che presentano domanda tramite l’organismo competente italiano, non sono previsti aumenti delle fee nazionali nel 2026, anche se resta necessario verificare caso per caso i costi complessivi della certificazione (incluse eventuali prove e verifiche tecniche).


Impatti operativi per la filiera

Produttori di detergenti e prodotti chimici

Le aziende che detengono o intendono richiedere una licenza EU Ecolabel dovrebbero aggiornare il budget delle pratiche di certificazione 2026 e verificare con l’organismo competente nazionale le fee applicabili. Questo è particolarmente importante per chi gestisce portafogli prodotti ampi o prevede estensioni della licenza.


Importatori e titolari di licenza

La pubblicazione consente di pianificare con maggiore precisione nuove domande, rinnovi o modifiche delle licenze, oltre a riallineare eventuali strategie commerciali che utilizzano l’EU Ecolabel come leva ambientale o di mercato.


Distributori

L’impatto è indiretto ma rilevante: i distributori che commercializzano linee certificate dovrebbero verificare con i fornitori la continuità delle licenze Ecolabel nel 2026, soprattutto se la certificazione è utilizzata come elemento distintivo nell’offerta.


Imprese di servizi di pulizia

Le imprese che utilizzano detergenti certificati EU Ecolabel possono essere interessate indirettamente dalla disponibilità e dal costo dei prodotti certificati nella filiera. La pubblicazione non modifica i criteri ambientali per i servizi, ma può incidere sull’offerta di prodotti certificati sul mercato.


Pubblica amministrazione e facility

Per stazioni appaltanti e facility manager la tabella fee non introduce nuovi obblighi, ma può influire sulla disponibilità di prodotti certificati all’interno delle filiere che partecipano a gare o appalti con requisiti ambientali.


Cosa fare ora

Immediato

Aggiornare il budget 2026 delle pratiche EU Ecolabel e verificare con l’organismo competente nazionale le fee applicabili. Per le aziende che presentano domanda tramite ISPRA (Comitato Ecolabel-Ecoaudit), le tariffe nazionali risultano attualmente confermate senza aumento.


Nei prossimi 3–6 mesi

Pianificare eventuali rinnovi, estensioni o nuove domande di licenza e valutare l’impatto economico complessivo della certificazione.


Monitoraggio

Seguire eventuali aggiornamenti della Commissione europea e degli organismi competenti nazionali sui costi e sulle modalità di gestione delle domande.

 
 

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