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Tassonomia UE 2026: semplificazioni per il cleaning

  • 14 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

L'8 gennaio 2026, con la pubblicazione del Regolamento delegato (UE) 2026/73, la Commissione europea introduce importanti semplificazioni al sistema della tassonomia UE, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, senza indebolire gli obiettivi ambientali.

Il regolamento si applica dal 1° gennaio 2026 e modifica le regole di rendicontazione e alcuni criteri tecnici già vigenti, con impatti soprattutto sui flussi informativi e sulle richieste di dati ambientali lungo la supply chain, e con effetti diretti per le imprese soggette agli obblighi di rendicontazione di sostenibilità


Perché è rilevante per la filiera del cleaning


Le imprese del settore sono coinvolte:

  • direttamente, se soggette a obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD e Tassonomia UE);

  • indirettamente, perché clienti, banche e assicurazioni possono richiedere dati ambientali per i propri obblighi di reporting.

Il nuovo regolamento rende queste richieste più mirate e proporzionate, riducendo analisi su attività marginali.


Cosa cambia nel reporting ambientale


Soglia del 10% per le attività “non rilevanti”

Le imprese possono escludere dalla valutazione di allineamento alla tassonomia UE alcune attività quando il loro peso complessivo è inferiore al 10%:

  • Fatturato: se le attività escluse rappresentano meno del 10% del fatturato totale.

  • CapEx (Capital Expenditure – spese in conto capitale): se gli investimenti collegati a tali attività sono inferiori al 10% del totale degli investimenti.

  • Opex (Operational Expenditure – spese operative): se le spese operative collegate sono inferiori al 10% del totale.


È importante precisare che la soglia del 10% non consente di escludere parzialmente un’attività che risulta rilevante per un determinato KPI. Quando un’attività è considerata rilevante ai fini del fatturato, dei CapEx o degli OpEx, essa deve essere valutata integralmente ai fini dell’eleggibilità e dell’allineamento alla tassonomia UE, senza possibilità di frammentazione artificiale.


Le componenti escluse devono comunque essere indicate separatamente come “non rilevanti”.

Importante: L'esclusione di attività "non rilevanti" non è meramente dichiarativa. Il Regolamento richiede che le imprese comunichino separatamente le attività non rilevanti su due livelli:

  • Livello aggregato: indicare la quota percentuale totale delle attività non rilevanti per ciascun KPI all'interno dei modelli di rendicontazione ufficiali.

  • Livello individuale: identificare il settore delle attività non rilevanti (classificazione NACE) e spiegare il motivo dell'esclusione.

Questa doppia comunicazione garantisce trasparenza, tracciabilità e previene esclusioni arbitrarie che altererebbero il reporting.


Opex non rilevanti per il modello di business

Se le spese operative non sono considerate significative per il modello di business, l’impresa può non effettuare la valutazione tassonomica delle Opex, a condizione di:

  • dichiarare l’ammontare totale delle Opex;

  • spiegare chiaramente il motivo della non rilevanza.

Questa possibilità è pensata per migliorare la proporzionalità e l’utilità informativa del reporting ambientale, e non per eliminare la trasparenza sulle spese operative complessive dell’impresa.


Semplificazioni sui criteri tecnici ambientali (DNSH)


Il regolamento introduce semplificazioni che riducono alcuni oneri informativi lungo la catena di fornitura, in particolare per quanto riguarda le informazioni su determinate sostanze presenti negli articoli (ad esempio componenti di macchine e attrezzature).

L’obiettivo è evitare richieste di dati sproporzionate o non supportate da obblighi giuridici specifici ai soli fini della rendicontazione tassonomica.

Resta fermo il pieno rispetto di tutti gli obblighi normativi vigenti, in particolare quelli previsti dai regolamenti REACH e CLP.


Misure operative per la filiera del cleaning professionale


Per produttori, distributori e gruppi industriali

  • Aggiornare le procedure interne di rendicontazione introducendo la soglia del 10% per fatturato, investimenti (CapEx) e spese operative (Opex).

  • Documentare in modo chiaro le scelte di esclusione delle attività non rilevanti.

  • Riorganizzare la raccolta dati concentrandosi sulle attività realmente materiali dal punto di vista ambientale.

  • Verificare e semplificare i flussi informativi lungo la supply chain, evitando richieste non necessarie.


Per le imprese di servizi di pulizia professionale

  • Preparare un set minimo e standardizzato di informazioni ambientali, utile per rispondere a richieste di clienti, banche o assicurazioni.

  • Tracciare investimenti e spese legate a macchinari, prodotti e soluzioni a minore impatto ambientale.

  • Allineare la documentazione tecnica e contrattuale alle nuove logiche di materialità e proporzionalità.

 
 
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