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538 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Sanificazione professionale: nuove prassi UNI/PdR 173 e il contributo di AFIDAMP

    Le nuove prassi di riferimento UNI/PdR 173-1 e UNI/PdR 173-2, pubblicate lo scorso 13 febbraio e riferite alla sanificazione negli ambienti indoor, delineano standard tecnici e professionali per garantire ambienti più sicuri e salubri, fornendo un quadro chiaro sia per la certificazione dei sistemi che delle competenze professionali che devono possedere l’operatore e il manager. AFIDAMP ha svolto un ruolo essenziale nella definizione dei contenuti confrontandosi con soggetti istituzionali quali ACCREDIA, Istituto Superiore di Sanità (ISS), Ministero della Salute, INAIL, Università di Pisa e, per la UNI/PdR 173-2, Scuola Nazionale Servizi.  La qualità dell’aria e delle superfici negli ambienti indoor è un elemento chiave per la salute del cittadinoe per la prevenzione della diffusione di agenti patogeni. In questo contesto, le nuove prassi di riferimento UNI/PdR 173-1:2025 e UNI/PdR 173-2:2025 offrono strumenti normativi fondamentali per regolamentare le attività di sanificazione e per certificare le competenze degli operatori del settore. UNI/PdR 173-1: Requisiti per i sistemi di sanificazione La UNI/PdR 173-1:2025 si concentra sulle caratteristiche e le prestazioni dei sistemi di sanificazione indoor che si sono affermati durante le pandemia, fornendo una classificazione dettagliata e criteri di valutazione oggettivi. I sistemi vengono suddivisi in: Sistemi chimici , che agiscono attraverso sostanze specifiche. Sistemi fisici , che utilizzano metodi come radiazioni UV-C o filtrazione avanzata. Sistemi chimico-fisici , che combinano più tecnologie per garantire un’azione più efficace. Per ciascuna categoria, la prassi descrive le modalità di impiego, i livelli di efficacia richiesti e i parametri di sicurezza per gli ambienti e gli astanti. Inoltre, vengono specificati i test di laboratorio necessari per verificare le prestazioni dei dispositivi, assicurando che ogni sistema certificato rispetti i più alti standard di sanificazione. UNI/PdR 173-2: Qualifiche e competenze degli operatori della sanificazione Oltre ai sistemi di sanificazione, è fondamentale la qualificazione del personale che li utilizza. La UNI/PdR 173-2:2025 definisce i requisiti professionali per due figure chiave nel settore: L’operatore specializzato nei sistemi di sanificazione , responsabile dell’applicazione delle tecnologie in sicurezza e nel rispetto delle normative. Il manager dei processi di sanificazione , che si occupa della pianificazione, supervisione e verifica dei protocolli di sanificazione per garantire la massima efficienza e conformità. Questa prassi identifica le competenze tecniche e gestionali necessarie, definendo criteri di formazione e certificazione che garantiscono un’elevata qualità del servizio di sanificazione. Il valore delle UNI/PdR 173 per il settore della sanificazione L’adozione delle prassi UNI/PdR 173-1 e 173-2 rappresenta un progresso significativo per il settore della sanificazione professionale. La loro implementazione consente di: Stabilire standard univoci  per le tecnologie e le metodologie impiegate. Garantire una maggiore sicurezza negli ambienti indoor , migliorando la qualità dell’aria e riducendo i rischi biologici e chimici. Fornire strumenti di certificazione riconosciuti , contribuendo alla professionalizzazione degli operatori e alla valorizzazione delle competenze nel settore. AFIDAMP, in prima linea nel promuovere innovazione e qualità nella pulizia professionale, supporta l’adozione delle prassi UNI/PdR 173 come riferimento essenziale per tutte le aziende del comparto. Per approfondimenti tecnici e informazioni sulle modalità di certificazione, è possibile consultare il sito UNI o contattare AFIDAMP per ulteriori dettagli sulle applicazioni di queste importanti prassi di riferimento.

  • Aggiornamenti: nuovo CLP e regolamento 707, come impattano sulla SDS

    Il panorama normativo relativo alla  classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele (CLP)  è in continua evoluzione, due gli aggiornamenti più importanti dell’ultimo anno: i regolamenti 2024/2865 e 2023/707 che introducono significative modifiche, con ripercussioni dirette sulla redazione delle  Schede di Dati di Sicurezza  (SDS). Cosa sono il CLP 2024/2865 e il regolamento 2023/707? ✅ Regolamento UE 2024/2865: Entrato in vigore il 10 dicembre 2024 e applicabile a 18 mesi da tale data (a meno di qualche eccezione) nasce per l’esigenza di aggiornare il regolamento 1272/2008 (CLP). Le principali modifiche introdotte riguardano l’adeguamento del CLP alle nuove modalità di vendita online, l’introduzione di nuove disposizioni per la classificazione delle miscele complesse e l’aggiornamento dei criteri di classificazione per alcune classi di pericolo, al fine di garantire una valutazione più accurata dei rischi. ✅ Regolamento delegato 2023/707: introduce  nuovi criteri di classificazione per le sostanze e le miscele pericolose, con particolare attenzione agli interferenti endocrini , un gruppo eterogeneo di sostanze che possono alterare il normale equilibrio ormonale accendendo, spegnendo oppure modificando i segnali inviati dagli ormoni, causando effetti avversi in un organismo, nella sua discendenza o in un sottogruppo di popolazione. Oltre agli interferenti endocrini, il regolamento 707 introduce altre  4 classi di pericolo  relative alle  sostanze e miscele PBT, vPvB, PMT e vPvM,  prodotti che si degradano lentamente, sono tossici e hanno una forte tendenza a bioaccumularsi negli esseri viventi (PBT, vPvB) oppure hanno un’elevata mobilità ambientale che gli permette di entrare nel ciclo delle acque e diffondersi su lunghe distanze (PMT, vPvM). Si pone, quindi maggiore attenzione verso il destino e la pericolosità ambientale dei prodotti. Fabbricanti, importatori, utilizzatori  a valle e distributori,  dovranno pertanto provvedere alla revisione delle classificazioni delle sostanze e miscele  commercializzate, con tempistiche differenti tra le due. ✅ Per quanto riguarda  le nuove sostanze sul mercato ,  le imprese dovranno conformarsi alle nuove norme dal 1º maggio 2025, mentre, per quanto riguarda le sostanze già presenti sul mercato dell’UE, avranno tempo fino al 1º novembre 2026. ✅ Per quanto concerne le miscele si applicano periodi di transizione distinti. Le nuove classi di pericolo  si applicheranno dal 1º maggio 2026   alle nuove miscele, mentre le imprese avranno tempo fino al 1º maggio 2028 per aggiornare la classificazione e l’etichettatura delle miscele esistenti. Risulta fondamentale aggiornare le SDS e le etichette di sostanze e miscele pericolose per garantire la conformità alle nuove normative e tutelare la salute umana e ambientale. PER GLI ASSOCIATI AFIDAMP

  • Manager della Sanificazione: Corso Universitario di Perfezionamento in aderenza alla nuova Prassi di Riferimento UNI

    l’Università Campus Biomedico di Roma, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, organizza la prima edizione del Corso di Perfezionamento per Manager dei Processi di Sanificazione . Si tratta di una speciale opportunità per accrescere le competenze dei professionisti del settore, in linea con la Prassi di Riferimento UNI/PdR 173-2:2025 relativa alla Sanificazione degli ambienti indoor, che, nella seconda parte, specifica i requisiti per la qualificazione del Manager della sanificazione e dell’ Operatore della sanificazione , al fine di ottenere una qualificazione ufficialmente riconosciuta da ACCREDIA e spendibile sul mercato. La prima edizione del Corso consentirà di qualificare la figura del manager per la sanificazione. Il corso, in partenza il 20 marzo 2025 , è stato progettato per fornire una preparazione completa sui metodi, le tecniche e gli strumenti per una gestione efficace e strategica della sanificazione in ambienti commerciali, lavorativi e civili. I partecipanti acquisiranno conoscenze approfondite sulle più avanzate tecnologie del settore, sulle normative di riferimento e sulle best practice per la pianificazione e gestione delle attività, con un focus particolare sulla selezione del personale, sull’implementazione delle procedure aziendali e interfacciandosi con il risk management e il servizio di protezione e prevenzione aziendale (RSPP). Struttura e modalità di partecipazione Il corso si svolgerà in modalità blended , con solo due incontri in presenza (lezione inaugurale e finale), e avrà una durata complessiva di tre mesi , per un totale di 21 CFU . Il programma è articolato in cinque aree tematiche chiave: Pianificazione e avvio dell’intervento di sanificazione Gestione operativa della sanificazione Qualità, processi e gestione documentale Monitoraggio, controllo e miglioramento del servizio Sviluppo delle risorse umane nel settore della sanificazione SCARICA QUI LA PDR : https://www.uni.com/sanificazione-degli-ambienti-indoor-pubblicata-una-nuova-prassi-in-due-parti/   Le iscrizioni sono aperte fino al 3 marzo 2025 .

  • ESG: Novità Normative e Strategie per le Imprese del Professional Cleaning, nell'era della Sostenibilità

    La sostenibilità e la circolarità sono concetti strettamente legati alla gestione responsabile delle risorse e all’impatto che le attività umane  e imprenditoriali hanno sull’ambiente e sulla società. Rappresentano per le aziende una sfida importante, che richiede la necessità di adeguare le proprie strategie di business, di produzione, marketing e comunicazione. La sostenibilità mira a un equilibrio tra ambiente, società ed economia, mentre la circolarità si concentra sull’ottimizzazione dell'uso delle risorse, riducendo l'impatto ambientale e promuovendo un ciclo virtuoso di riuso e riciclo. Questo percorso è delimitato a livello europeo da una serie di normative specifiche, che le imprese devono comprendere e fare proprie per determinare i passi da compiere e le proprie strategie nel medio/lungo termine. Proprio per offrire maggiore chiarezza su questi temi, AFIDAMP ha organizzato per i propri associati il webinar “ESG: Novità Normative e Strategie per le Imprese del Professional Cleaning, nell'era della Sostenibilità” , coinvolgendo il suo  nuovo partner IPLUS, che, attraverso il relatore dell’evento Nicola Fabbri, ha illustrato in modo sintetico, ma esaustivo, l'intero panorama normativo, evidenziando scadenze e obblighi a carico delle imprese in ambito ESG. I temi che ha esplorato sono stati: Il pacchetto delle norme del Green Deal denominato “Sustainability package”: Direttiva CSRD, Direttiva CSDDD, Green Claim e Green Washing, cenni all’EUDR) Implicazioni strategiche sulla sostenibilità: come convertire un obbligo in un beneficio Le norme UE sulla circolarità: (Regolamento Ecodesign, Direttiva Right to Repair, Regolamento PPWR, Regolamento Macchine) Gli strumenti di disclosure e verifica: certificazioni ambientali e cenni ai questionari di disclosure. Biodiversità e misurazione della circolarità. Nel 2024, le normative e i regolamenti in materia di sostenibilità e circolarità si sono moltiplicati, riflettendo l’impegno sempre più incisivo dell’Unione Europea su questi temi, ritenuti i cardini che permetteranno alle imprese dell’Unione di rimanere competitive sul mercato, rispetto per esempio alla concorrenza asiatica. Lavorare con una prospettiva di sostenibilità e circolarità, ha sottolineato Fabbri, deve pertanto diventare una priorità per le aziende, trasformandosi in un vero e proprio vantaggio competitivo sui mercati internazionali. Per questo, è essenziale comprendere a fondo l’impatto delle normative vigenti, le loro implicazioni e le tempistiche necessarie alla loro attuazione. Solo così è possibile adottare una visione di lungo periodo e sviluppare un sistema gestionale che integri in modo efficace gli aspetti etici e sostenibili nel modello di business aziendale. Molte imprese lamentano la difficoltà di rispondere alle normative del Sustainability Package, anche per i tempi ristretti (scadenza nel 2026). A questo proposito l’Unione Europea sta lavorando a un decreto “Omibus” che punta a rivedere le norme sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), il Carbon Boarder Adjustment Mechanism (CBAM) e altre normative. Il decreto dovrebbe semplificare le normative esistenti per ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, specialmente per le PMI. L'obiettivo è anche quello di garantire una maggiore stabilità del quadro normativo, favorendo un'armonizzazione più efficace tra le diverse regolamentazioni. Questo approccio prevede una dilazione dei tempi di attuazione per le imprese, consentendo un recepimento più graduale e allineando i requisiti tra i diversi ambiti regolatori. L'Italia, ha spiegato Fabbri,  ha già recepito la Direttiva CSRD nel proprio ordinamento e sostiene la Tassonomia UE. Tuttavia il Governo italiano ha appoggiato la proposta di Confindustria che propone di posporre di due anni il termine e di ridurre gli oneri di rendicontazione. Già il prossimo 26 febbraio è attesa una riunione della Commissione Europea in merito al nuovo decreto “Omnibus”, che potrebbe contribuire a chiarire la situazione. Ma come possono le imprese trasformare un obbligo normativo in un’opportunità? Fabbri sostiene che sia non solo possibile, ma necessario, tenendo conto dei cambiamenti climatici in corso, dell’incertezza della situazione geopolitica, del costo dell’energia e della concorrenza di Paesi in cui il costo del lavoro è molto basso e della sempre maggiore attenzione dei clienti al ‘green’. Rendere la sostenibilità un valore concreto per le imprese è possibile adottando un approccio strategico e integrato. Questo significa trasformare le analisi LCA in strumenti di controllo di gestione, ottimizzare la gestione di rifiuti, acqua e materie prime attraverso l’innovazione, e valutare l'impatto della tassonomia UE sui tassi di interesse e sulle opportunità di finanziamento sostenibile. Allo stesso modo, le imprese dovranno utilizzare le matrici di doppia materialità come strumenti efficaci per valutare il rischio climatico, la dipendenza da materie prime e input energetici, nonché i rischi di transizione. Collegando questi fattori a modelli specifici, sarà possibile misurare con maggiore precisione gli impatti su asset aziendali, cash flow, fatturato, accesso al credito, riallocazione degli accantonamenti e reputazione, favorendo così una gestione sostenibile e resiliente nel lungo periodo. Allo stesso tempo, le imprese devono integrare questi strumenti in un'ottica di circolarità, come ha sottolineato Nicola Fabbri, che si traduce in una serie di misure da adottare per garantire la sostenibilità dei prodotti all’interno dell’UE: Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR); Direttiva «Right to Repair»; Regolamento Macchine e Regolamento Packaging and Packaging waste Reg. (PPWR). Normative che, se ben comprese e declinate nel processo produttivo, possono davvero guidare le aziende verso il futuro, portandole anche a risparmiare in termini di energia e materie prime. Obiettivo della circolarità è infatti proprio quello di massimizzare l’efficienza nell’impiego delle risorse, minimizzando gli sprechi e favorendo un ciclo virtuoso di riuso e riciclo. Il webinar si è concluso illustrando le principali certificazioni ambientali in essere, basate sulle norme ISO, sulla Carbon Footprint e sulla PEF. È stato evidenziato come la misurazione della circolarità rappresenti una sfida complessa, che richiede un'attenta valutazione in base alle specificità di ogni settore. L'ultimo tema affrontato nel webinar è stato quello della biodiversità, un argomento vasto e complesso. Come ha spiegato Fabbri, è un aspetto da considerare solo nel caso in cui l'azienda abbia un impatto diretto e dichiarato sulla biodiversità, oppure operi all'interno di una catena del valore che può influenzarla significativamente. Inoltre, il tema assume rilevanza per le imprese che dimostrano un forte impegno verso soluzioni nature-based, integrate nelle proprie strategie di sostenibilità. SE SEI ASSOCIATO AFIDAMP,ACCEDI ALLA REGISTRAZIONE E ALLE SLIDE DEL WEBINAR. Scopri tutti i servizi proposti da AFIDAMP ai propri associati

  • Il TIPS avvia un progetto per convenire standard operativi e valorizzare i servizi di pulizia e sanificazione nel settore alberghiero

    Le associazioni che compongono il TIPS – Team Interassociativo Pulizie e Servizi – hanno avviato un percorso di studio per elaborare un documento condiviso dedicato al settore alberghiero, con l’obiettivo di individuare standard operativi chiari e valorizzare il ruolo delle imprese di pulizia e sanificazione, volto a implementare l’attenzione alla qualità e ai tempi necessari per il servizio, coerentemente con la natura economica delle prestazioni. Il documento intende realizzare una funzione trasversale per rispondere alle esigenze sia di piccoli hotel che di grandi catene, ridefinendo le metodologie operative e i tempi adeguati per le attività di pulizia e sanificazione, tenendo conto delle innovazioni tecnologiche e delle moderne attrezzature. Gli elementi di primo piano sui quali il percorso si svilupperà saranno la valorizzazione del personale, attraverso l’implementazione di programmi di formazione e la garanzia di condizioni di sicurezza sul lavoro. Lo studio potrebbe prevedere anche l’introduzione di capitolati tipo, dettagliati, per superare l’attuale approccio generico che non definisce con precisione modalità operative e obiettivi qualitativi. Strumento questo di significativo supporto nel dialogo con i committenti, per favorire una contrattazione più equilibrata e per contribuire a definire richieste assolvibili e tempi di lavoro adeguati. L’obiettivo dell’iniziativa è di migliorare le condizioni operative del settore e di promuovere un dialogo con le istituzioni, evidenziando l’importanza di questi servizi per l’intera economia turistica e per il benessere collettivo. La pulizia e la sanificazione rappresentano, infatti, un pilastro fondamentale della catena del valore di ogni struttura alberghiera e un’opportunità per le imprese, soprattutto in un contesto in cui la tendenza all’esternalizzazione di questi servizi è sempre più diffusa. A valle della realizzazione del progetto, le associazioni che compongono il TIPS confidano che il settore alberghiero e le imprese di pulizia e sanificazione, potranno beneficiare di un riferimento strategico che contribuirà a innalzare ulteriormente gli standard qualitativi, garantendo sostenibilità economica e operativa per tutte le parti coinvolte.     ------------------ TIPS – Team Interassociativo Pulizie e Servizi Il TIPS – Team Interassociativo Pulizie e Servizi costituitosi l’8 settembre 2021 vede riunite le principali associazioni del comparto della pulizia professionale: sia quelle che rappresentano le imprese di pulizia sia quelle che rappresentano la fornitura e quindi i fabbricanti e distributori di strumentazioni per la pulizia professionale. Il TIPS è espressione delle imprese del comparto, che coinvolge grandi operatori, migliaia di Imprese artigiane e Piccole Medie Imprese.

  • In ricordo di Patrick 

    Venerdì 7 febbraio ci ha lasciati Patrick Vangestel, una persona che abbiamo avuto il privilegio di conoscere e di apprezzare per i suoi valori, la sua dedizione e il suo entusiasmo instancabile. Socio fondatore e Amministratore Delegato della 4Clean Pro, Patrick è stato un grande professionista, esperto e competente, sapendo affrontare ogni sfida con serietà e determinazione. Nelle riunioni dei gruppi di lavoro, la sua presenza era un punto di riferimento: sapeva ascoltare, analizzare, proporre soluzioni con lucidità e visione. La sua parola era sempre misurata e saggia, il suo impegno costante e concreto. Il rispetto e la stima che tutti noi proviamo per lui sono la testimonianza più grande del segno che ha lasciato in chi ha avuto la fortuna di collaborare con lui. Patrick ha sempre creduto in AFIDAMP. Vedeva nella collaborazione tra gli associati un’opportunità di crescita per tutti, un modo per costruire insieme un futuro più solido e innovativo. Ha dedicato tempo, energia e passione al lavoro comune, sempre con uno spirito positivo e costruttivo, dimostrando con i fatti che il successo di un settore nasce dall’unione e dalla condivisione. Oggi ci stringiamo nel dolore per la sua scomparsa, ma anche nel ricordo di un uomo che ha saputo lasciare un’eredità di valori e insegnamenti. Patrick ci mancherà moltissimo. La Segreteria AFIDAMP

  • Pubblicato il Regolamento (UE) 2025/40 su imballaggi e rifiuti di imballaggio: verso un'Economia Circolare Europea

    Il 22 gennaio 2025 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il  Regolamento (UE) 2025/40 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2024 ,  riguardante gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.  Questo nuovo quadro normativo mira a prevenire e ridurre l'impatto degli imballaggi e dei relativi rifiuti sull'ambiente e sulla salute umana, promuovendo al contempo il funzionamento efficiente del mercato interno e la transizione verso un'economia circolare. Principali Disposizioni del Regolamento: Estensione della definizione di imballaggio : Il regolamento amplia la definizione di imballaggio per includere una gamma più vasta di prodotti, garantendo una copertura normativa più completa. Requisiti di riciclabilità e classi di prestazione : Vengono introdotti criteri specifici per la riciclabilità degli imballaggi, accompagnati da classi di prestazione che ne valutano l'efficienza nel processo di riciclo. Contenuto minimo di materiale riciclato : A partire dal 2030, gli imballaggi in plastica dovranno contenere una percentuale minima di materiale riciclato, incentivando l'uso di materiali sostenibili. Obiettivi per imballaggi riutilizzabili : Sono fissati target specifici per l'utilizzo di imballaggi riutilizzabili, promuovendo sistemi di riuso e riducendo la dipendenza dagli imballaggi monouso. Divieto di imballaggi monouso : Dal 1° gennaio 2030, sarà vietata l'immissione sul mercato di determinate tipologie di imballaggi monouso, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale. Etichettatura armonizzata : Si introduce un sistema di etichettatura uniforme per gli imballaggi, facilitando la corretta gestione dei rifiuti da parte dei consumatori e migliorando la trasparenza delle informazioni. Dichiarazione di Conformità UE : I produttori dovranno redigere una dichiarazione attestante la conformità degli imballaggi alle nuove disposizioni, assicurando il rispetto degli standard stabiliti. Ulteriori Misure Previste: Limiti per i PFAS negli imballaggi alimentari : Si stabiliscono restrizioni sull'uso di sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) negli imballaggi destinati al contatto con alimenti, tutelando la salute dei consumatori. Sistemi di restituzione e deposito cauzionale : Si incoraggia l'implementazione di sistemi di deposito cauzionale per incentivare la restituzione e il riciclo degli imballaggi, aumentando i tassi di recupero dei materiali. Entrata in Vigore e Applicazione: Il regolamento entrerà in vigore il  12 febbraio 2025 , ovvero venti giorni dopo la sua pubblicazione ufficiale.  Le disposizioni saranno applicabili a partire dal 12 agosto 2026 , concedendo agli operatori economici il tempo necessario per adeguarsi alle nuove normative. Questo regolamento rappresenta un passo fondamentale verso la riduzione dei rifiuti di imballaggio e il potenziamento dell'economia circolare nell'Unione Europea, promuovendo pratiche sostenibili e responsabili lungo l'intera filiera produttiva e distributiva.

  • Novità dal correttivo al Codice degli Appalti: cosa cambia per gli Operatori Economici

    Dal 31 dicembre 2024 è in vigore il Decreto Legislativo n. 209/2024, che modifica il Codice dei Contratti Pubblici. Le principali novità riguardano i requisiti economico-finanziari e tecnico-professionali per l'abilitazione ai Mercati Telematici. Cosa cambia per gli Operatori Economici già abilitati? Dal 16 gennaio 2025, gli OE abilitati su MePA o SDAPA dovranno aggiornare le dichiarazioni commerciali nei casi previsti dai bandi, senza necessità di una nuova abilitazione. Per negoziazioni pubblicate prima del 31 dicembre 2024, sarà possibile aggiornare le dichiarazioni commerciali rese ai sensi del D. Lgs. 36/2023. Requisiti da aggiornare Gli aggiornamenti richiesti riguarderanno principalmente: Fatturato globale  maturato nei migliori tre anni degli ultimi cinque anni solari precedenti la data di presentazione della Domanda di Ammissione o della richiesta di modifica dati; Contratti analoghi  a quelli oggetto del settore merceologico nell’ambito del quale rientra/no la/le categoria/e per cui si chiede l’ammissione, eseguiti, anche a favore di soggetti privati, negli ultimi dieci anni decorrenti dalla data di presentazione della domanda di ammissione o della richiesta di modifica dati. Per gli Operatori Economici non ancora abilitati Dal 16 gennaio 2025, le nuove abilitazioni seguiranno la procedura standard con i requisiti aggiornati. Per rispondere alle RdO pubblicate prima del 31 dicembre 2024, sarà ancora possibile rilasciare dichiarazioni conformi alla normativa precedente. Per aggiornare i dati:  Gestione abilitazioni > seleziona profilo > Categorie > Gestisci categorie > Modifica dati commerciali . Verifica dell’esito della modifica L’esito della richiesta sarà visibile nell’ area comunicazioni  del profilo impresa o nella sezione  Richieste , con l’opzione "Mostra richieste completate". Eccezioni per alcuni bandi MePA e SDAPA Nessuna modifica richiesta per: MePA Lavori  (le classificazioni SOA coprono i requisiti) SDAPA Alimenti e Ristorazione SDAPA Farmaci SDAPA Lavori di Manutenzione Attenzione alle scadenze Fino al  19 febbraio 2025 , le Pubbliche Amministrazioni non utilizzeranno i filtri sul fatturato per le RdO su MePA. Gli OE che non aggiorneranno le dichiarazioni entro questa data  rischiano di essere esclusi dalle negoziazioni . Per ulteriori dettagli clicca  QUI

  • Panoramica sui principali Obblighi Normativi per l’esportazione di Prodotti Chimici In Usa, Cina, Uk, Svizzera e Turchia

    Grazie agli accordi stipulati da AFIDAMP con alcuni partner strategici, sono molti i servizi oggi offerti ai soci, per sostenerli e aiutarli nella propria attività. L’associazione ha programmato per il 2025 una serie di webinar dedicati a diverse tematiche, offrendo ai partner l'opportunità di presentare le proprie attività di consulenza e agli associati la possibilità di accedere a informazioni, strumenti e soluzioni su questioni rilevanti e di attualità per il settore del cleaning professionale. Nel primo webinar dell’anno, promosso dal Gruppo di Lavoro Affari Internazionali si è parlato di accesso ai mercati globali, con un approfondimento dedicato ai fabbricanti di prodotti chimici, con la consulenza del partner Flashpoint . Barbara Miliano, Senior Regulatory Affairs Consultant di Flashpoint ha esplorato gli obblighi necessari per chi intende esportare prodotti chimici, focalizzandosi sul percorso da seguire per essere in regola in USA, Cina, UK, Svizzera e Turchia. Nel caso delle sostanze chimiche da esportare è importante tenere presente quali sono le sostanze ammesse nel Paese. Negli Sati Uniti e in Cina, per esempio, esistono degli Inventory specifici, ovvero degli elenchi, che includono tutte le sostanze ammesse nel Paese. Se la sostanza prodotta non rientra in questi inventari non potrà essere in alcun modo immessa in quel Paese. Per quanto riguarda gli USA si tratta del TSCA Inventory, che include circa 85.000 sostanze, e sarà quindi necessario ottenere questa certificazione per superare i confini americani. Da questo punto di partenza derivano poi normative e obblighi specifici relativi alle indicazioni da apporre in etichetta. IECSC, The Inventory of Existing Chemical Substances in China, ha la stessa funzione per il mercato cinese e include oltre 45.000 sostanze. Anche in questo caso bisogna quindi fare tutte le verifiche del caso sui prodotti, sulla documentazione da produrre e sull’etichettatura necessaria. Non va inoltre dimenticato che anche Paesi più vicini all’Italia, come la Svizzera, UK e la Turchia, possono avere regolamenti e norme molto diverse da noi, alle quali è sempre necessario attenersi, per poter vendere su questi mercati. In UK e in Turchia, per esempio, è necessario avere un Only Representative, ovvero un partner locale che svolgerà le procedure per conto dell’azienda europea, in modo da rispettare le richieste del Paese. In Svizzera, infine, se il prodotto verrà venduto su tutto il territorio, bisognerà preparare etichette e documentazione nelle tre lingue nazionali (italiano, francese, tedesco). La Svizzera, al tempo stesso, richiede di integrare la scheda di sicurezza del prodotto europeo solo apponendo una cover che preveda l’inserimento di alcuni specifici punti aggiuntivi richiesti per il proprio mercato. Anche in questo caso è importante conoscere per tempo i mercati di proprio interesse, per adeguarsi per tempo e poter usufruire anche di un consulente capace di guidare l’azienda nel percorso. SE SEI ASSOCIATO AFIDAMP Altrimenti, scopri tutti i servizi proposti da AFIDAMP ai propri associati

  • Approvazione di prodotto per l’Accesso ai Mercati Internazionali per i costruttori di macchine professionali. Paesi target: Corea, Arabia Saudita, Emirati Arabi, India, Stati Uniti/Canada e Brasile

    Grazie agli accordi stipulati da AFIDAMP con alcuni partner strategici, sono molti i servizi oggi offerti ai soci, per sostenerli e aiutarli nella propria attività. L’associazione ha programmato per il 2025 una serie di webinar dedicati a diverse tematiche, offrendo ai partner l'opportunità di presentare le proprie attività di consulenza e agli associati la possibilità di accedere a informazioni, strumenti e soluzioni su questioni rilevanti e di attualità per il settore del cleaning professionale. Il primo webinar dell’anno, promosso dal Gruppo di Lavoro Affari Internazionali , si è concentrato sul tema dell’accesso ai mercati globali, con un approfondimento dedicato ai fabbricanti di macchine con la consulenza del partner Tüv Sud. Tra i temi trattati l’accesso ad alcuni mercati extra UE, le relative normative e le certificazioni richieste, gli enti di riferimento e l’etichettatura. Informazioni alle quali i produttori devono fare riferimento già nella fase di realizzazione di un prodotto, se hanno intenzione di commercializzarlo su mercati specifici al di fuori del contesto europeo. L'obiettivo è stato quello di trasferire quelle che sono le informazioni di base per poter accedere a determinati mercati nella maniera corretta, in modo da ottenere le certificazioni necessarie, rimanendo competitivi. I relatori di Tüv Sud, Andrea Trevisan, Sales Area Manager; Cristina Medda, GMA (Global Market Access) Italy Manager e Maria del Mar Cañabate Ariza, GMA (Global Market Access) Italy Project Manager, hanno indicato come muoversi per esportare le macchine elettriche su alcuni specifici mercati, molto interessanti per le imprese italiane : Arabia Saudita, Emirati Arabi, Corea del Sud, Brasile, India, Stati Uniti e Canada . Per accedere a tutti i mercati bisogna tenere presenti alcune informazioni di base: è necessario partire da una fase di testing, per la sicurezza elettrica, affiancata a volte dalla richiesta di test per la compatibilità elettromagnetica. Il report ottenuto deve essere validato da un ente certificatore accreditato, come gli enti IEC e ILAC, che garantiscono validità dei test a livello internazionale su tutti i principali mercati extra UE. Ogni singolo Paese ha poi delle richieste specifiche, sia in termini di documentazione da produrre, di marchi da apporre sulle etichette e anche di durata della certificazione. Importante è che l’azienda che intende esportare si attenga a queste normative, affidandosi anche a un partner locale (o avendo una realtà produttiva nel Paese), laddove esplicitamente richiesto e, soprattutto, impostando già in fase di produzione e commercializzazione della macchina, un processo che permetta di poter accedere a determinati mercati, ognuno con le proprie complessità. Avere in mente una strategia di approccio a lungo termine ai mercati internazionali potrebbe permettere di lavorare per tempo a una produzione consona ai mercati stranieri di maggior interesse. Nel corso del webinar sono state esplorate tutte le richieste di ognuno di questi mercati, indicando anche l’iter che le aziende devono seguire per ottenere la certificazione idonea e per non incorrere in rifiuti dovuti a una non corretta interpretazione delle normative in atto.   SE SEI ASSOCIATO AFIDAMP Scopri tutti i servizi proposti da AFIDAMP ai propri associati

  • LA NUOVA CLASSIFICAZIONE ATECO 2025

    Il ruolo determinante di AFIDAMP al riconoscimento del Cleaning professionale in Italia Continua a leggere per visualizzare di Adempimenti. Con l’entrata in vigore della nuova classificazione ATECO 2025, prevista per il 1° gennaio 2025, il panorama delle attività economiche italiane si arricchisce di una maggiore precisione nella rappresentazione delle filiere produttive e dei servizi, grazie al lavoro congiunto di ISTAT e degli stakeholder settoriali. Tra i contributi più significativi si distingue quello di AFIDAMP, che, attraverso il supporto di FINCO e il coinvolgimento nelle attività del Comitato ATECO, ha permesso che ora tutte le attività produttive legate al settore del Cleaning professionale abbiano finalmente il loro specifico riconoscimento, consentendo alle nostre aziende di poter usufruire di diverse semplificazioni e vantaggi.   Questa revisione, avviata con l’aggiornamento dei codici europei NACE Rev. 2.1 e integrata a livello nazionale grazie all’ISTAT, introduce codici che identificano con precisione alcune attività economiche del comparto della pulizia professionale, non adeguatamente rappresentate nella precedente classificazione del 2007.   Un traguardo storico per il Cleaning professionale Il nostro settore ha storicamente affrontato difficoltà di identificazione nell'ambito dei codici ATECO, poiché molte attività erano inserite in categorie generiche, compromettendo così la riconoscibilità e la percezione del comparto. Definire con chiarezza il campo di applicazione delle attività economiche delle aziende del settore è da sempre uno degli obiettivi principali dell’associazione, un’esigenza divenuta ancora più urgente dopo l’esperienza della pandemia nel 2020. In quell’occasione, il governo, basandosi proprio sui codici ATECO, sospese inizialmente alcune attività della filiera del cleaning professionale, evidenziando la necessità di una classificazione più precisa e rappresentativa. Grazie all’impegno di AFIDAMP, divenuta componente della “rete di referenti stabili” del Comitato ATECO, la nuova classificazione accoglie per la prima volta codici dedicati a produzioni e servizi della filiera del Cleaning con una maggiore granularità e specificità. Tra i nuovi codici ATECO promossi da AFIDAMP si annoverano:   CODICE ATECO 2025 TITOLO ITALIANO ATECO 2025 28.29.4 Fabbricazione di macchine per la pulizia per uso non domestico 28.29.41 Fabbricazione di macchine per la pulizia di pavimenti, superfici e ambienti per uso non domestico 28.29.49 Fabbricazione di altre macchine per la pulizia per uso non domestico 22.26.1 Fabbricazione di articoli e attrezzature per la pulizia in materie plastiche 22.26.11 Fabbricazione di articoli e attrezzature per la pulizia per uso domestico in materie plastiche 22.26.12 Fabbricazione di articoli e attrezzature per la pulizia per uso non domestico in materie plastiche 46.18.14 Attività di intermediari del commercio all'ingrosso di prodotti per la pulizia 46.44.4 Commercio all'ingrosso di prodotti per la pulizia 46.64.6 Commercio all'ingrosso di macchinari e attrezzature per la pulizia 47.78.4 Commercio al dettaglio di prodotti per la pulizia 46.83.3 Commercio all'ingrosso di articoli igienico-sanitari   L’impatto della nuova classificazione sul settore Questi aggiornamenti non solo riflettono la crescente rilevanza economica e sociale del settore, ma offrono anche alle aziende del settore strumenti più efficaci per essere identificate e valorizzate sia in ambito nazionale che internazionale.   ATECO 2025 rappresenta dunque un’evoluzione cruciale per il settore della pulizia professionale, offrendo vantaggi concreti: Maggiore rappresentatività statistica e amministrativa  per le aziende del comparto. Accesso facilitato a incentivi e bandi pubblici  per il supporto delle attività produttive e dei servizi. Valorizzazione del ruolo economico del cleaning professionale  come pilastro della sostenibilità, della sicurezza e della qualità della vita.   A imprese e liberi professionisti non è richiesta alcuna azione prima del 1° aprile 2025, giorno dell’adozione della nuova classificazione. Questo lasso di tempo consentirà l’implementazione operativa da parte delle diverse amministrazioni che utilizzano i codici ATECO per la produzione primaria di dati amministrativi e per la raccolta e diffusione di dati statistici. Gli adempimenti statistici e amministrativi di imprese e liberi professionisti sono consultabili cliccando qui: Nota Informativa Congiunta ATECO 2025.   “ Grazie al coinvolgimento diretto di AFIDAMP il Cleaning professionale si afferma come una realtà economica riconosciuta, capace di contribuire in modo significativo al tessuto produttivo italiano. ATECO 2025 è stato infatti progettato per rispondere non solo alle esigenze del presente, ma anche per anticipare le trasformazioni future del mercato. Il riconoscimento delle attività del Cleaning professionale testimonia l'importanza di un settore chiave per la sostenibilità, la sicurezza e la qualità della vita” ha dichiarato il Direttore di AFIDAMP - Stefania Verrienti.   Un nuovo capitolo si apre quindi per il Cleaning professionale, con AFIDAMP sempre in prima linea per guidare il settore verso l’eccellenza e l’innovazione e  garantendo un’identità sempre più forte.   Per ulteriori informazioni visitare la pagina ufficiale della nuova classificazione ATECO 2025, cliccando qui: ISTAT

  • I recenti sviluppi normativi europei e il ruolo dello schema Made Green in Italy

    AFIDAMP con il MASE e la Scuola Superiore Sant’Anna fa chiarezza sulle normative europee in tema ambientale. Lo schema Made Green in Italy, grande opportunità per le imprese Le nuove normative europee in materia ambientale impongono alle aziende requisiti sempre più stringenti in termini di prestazioni ambientali e trasparenza. Proprio per fare chiarezza sullo schema normativo, sulle tempistiche e sulle opportunità per le aziende, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, insieme ad AFIDAMP, hanno organizzato un webinar per fornire un quadro aggiornato delle recenti evoluzioni normative europee sulla sostenibilità e illustrare come lo Schema Made Green in Italy possa rappresentare un vantaggio competitivo, valorizzando prodotti ad alte prestazioni ambientali e promuovendo la sostenibilità lungo tutta la filiera produttiva. Il webinar ha voluto simulare il percorso che ogni azienda deve fare per adeguarsi alle normative e trarne, per tempo, un’occasione di sviluppo, illustrando dapprima i regolamenti europei, approfondendo poi le opportunità offerte dal Made Green in Italy, terminando con una visione della corretta comunicazione green. Un percorso che vede AFIDAMP e le imprese associate già un passo avanti, grazie alla redazione, con il supporto di Ergo, srl, della Regola di Categoria di Prodotto per le macchine lavasciugapavimenti, proprio nell'ambito dello schema MGI, che per la prima volta rende oggettivamente misurabile quella che è la performance ambientale di queste macchine. A parlarne Fabio Iraldo , Professore Ordinario della Scuola Sant’Anna di Pisa, Supporto Scientifico Schema Made Green in Italy; Matteo Malorgio , Rappresentante del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – AT Sogesid; Francesco Testa , Professore Ordinario della Scuola Sant’Anna di Pisa, Supporto Scientifico Schema Made Green in Italy e Nicola Fabbri , consulente di ERGO. Negli ultimi anni, come sottolineato dai relatori, il panorama normativo europeo ha subito una trasformazione profonda, spinto dall’adozione di un approccio innovativo da parte della Commissione Europea. Questo nuovo approccio richiede alle aziende di integrare strumenti di gestione e analisi del ciclo di vita in tutti i loro processi, non limitandosi ai soli reparti produttivi ma estendendosi all’intera organizzazione aziendale. Tra le normative di maggiore rilievo spiccano il Regolamento Ecodesign , che promuove la sostenibilità nella progettazione dei prodotti, e la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) , che impone alle imprese di fornire una rendicontazione chiara e trasparente delle proprie performance ambientali, sociali e di governance (ESG). Questo contesto normativo, rivoluzionario ma complesso, implica un impatto trasversale che coinvolge non solo le operazioni produttive, ma anche aree strategiche come il procurement, la logistica, la comunicazione aziendale e la gestione finanziaria. Adeguarsi a tali requisiti richiede un approccio integrato, in cui tutte le funzioni aziendali collaborino per garantire conformità e sostenibilità. Prepararsi per tempo e avviare i percorsi di certificazione, anche quando non obbligatori, rappresenta una reale opportunità di ottenere un vantaggio competitivo, rispondendo alle esigenze di un mercato sempre più attento a processi, prodotti e servizi in linea con i principi della sostenibilità. Nel giro di alcuni anni, come hanno sottolineato tutti i relatori, i prodotti e le macchine sostenibili dal punto di vista ambientale diventeranno la norma, ed è quindi importante comprendere fin da ora come muoversi, perché gli adeguamenti necessari richiedono tempo e risorse economiche, cambiamenti organizzativi e produttivi e revisione della comunicazione, che deve puntare sulla trasparenza, evitando il greenwashing. La trasparenza in comunicazione, oggi vincente, potrebbe anche rivelarsi tra qualche anno obbligatoria, rispondendo a normative in ambito europeo strutturate proprio per evitare di ingannare la clientela e i consumatori. I piani di sviluppo aziendali devono quindi tenere conto dei regolamenti normativi europei che potrebbero trasformarsi da impegno faticoso e oneroso in un punto di forza. In questo percorso si inserisce a pieno titolo lo schema Made Green in Italy , promosso dal Ministero dell’Ambiente, una certificazione volontaria che si basa sulla metodologia Product Environmental Footprint (PEF)  per misurare e comunicare l'impronta ambientale dei prodotti italiani. Questo schema si distingue per coniugare la sostenibilità ambientale con l'eccellenza del Made in Italy. Infatti, non si limita alla carbon footprint, ma analizza una vasta gamma di impatti, come l'effetto serra, l'acidificazione e l'uso delle risorse idriche, come ha spiegato Matteo Malorgio del Ministero dell'Ambiente. Adottare lo schema Made Green in Italy non significa solo conformarsi alle normative, ma anche migliorare la trasparenza e la reputazione aziendale. Le aziende certificate possono accedere a nuovi mercati e dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità. Lo schema rappresenta uno strumento per valorizzare il Made in Italy e affrontare le sfide di un mercato globale sempre più orientato alla sostenibilità. Per questo sono in fase di studio degli incentivi per le aziende, che devono essere sostenute in un percorso lungo e articolato.  Lo schema Made Green in Italy si conferma quindi una risorsa strategica per le aziende italiane. Unire l'eccellenza del Made in Italy  alla sostenibilità ambientale non è solo un dovere, ma un'opportunità per le imprese di consolidare il proprio peso e valore sui mercati internazionali.

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