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AFIDAMP presenta la Certificazione Made Green in Italy per Lavasciugapavimenti

Presentata la nuova RCP per le macchina lavasciugapavimenti, ottenuta grazie all’impegno e al lavoro di AFIDAMP. Un passo importante per la promozione della produzione italiana e per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.   



Milano, 25 Gennaio 2024 – Un nuovo scenario si apre per i produttori di macchine lavasciugapavimenti grazie alla Regola redatta da AFIDAMP e presentata ieri durante l’atteso webinar dal titolo Certificazione Made Green in Italy per Lavasciugapavimenti davanti a un pubblico numeroso e molto interessato. Infatti la nuova Regola di Categoria di Prodotto, già validata dal Ministero dell’Ambiente e pubblicata sul sito, permetterà alle aziende produttrici di macchine Lavasciugapavimenti di avviare il processo di certificazione secondo lo schema Made Green in Italy.


Un passo importantissimo che consente di introdurre un preciso orientamento nella produzione aziendale: quello di associare alla fabbricazione di qualità italiana il messaggio ambientale e della sostenibilità visti, non solo, come strumenti di valorizzazione del territorio e dell’ambiente ma anche come strumento di differenziazione sul mercato e di sviluppo dell’economia circolare.

Il marchio Made Green in Italy, grazie alla RCP di AFIDAMP, è la prima certificazione volontaria ambientale ottenibile per macchine del settore, che consente di valutare in modo oggettivo e, soprattutto, misurabile l’impronta ambientale delle lavasciugapavimenti lungo tutto il ciclo di vita.

Come ha spiegato Matteo Malorgio, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attraverso lo schema MGI il Ministero vuole orientare le iniziative del sistema produttivo italiano verso l’utilizzo dell’impronta ambientale come leva per il miglioramento delle prestazioni ambientali e la valorizzazione del Made in Italy, al fine di promuovere la competitività dei prodotti italiani nel contesto della crescente domanda, nazionale ed internazionale, di prodotti ad elevata  qualificazione ambientale.


Nel corso del webinar, moderato dal giornalista Simone Finotti e aperto al mondo produttivo, distributivo e alle imprese di servizi, sono state spiegate le potenzialità del nuovo schema e lo scenario di opportunità che si prospetta per i produttori. MGI è infatti l’unica certificazione basata sulla metodologia europea PEF attuata da un governo nazionale che ha scelto di recepire pienamente le regole di calcolo europee, su cui ha però innestato ulteriori e più ambiziosi requisiti nazionali di qualità ambientale, in grado di distinguere la produzione italiana.

È l’unica certificazione che integra requisiti che richiedono alle imprese aderenti allo schema di comunicare l’impronta ambientale dei prodotti ai propri clienti e consumatori (tipici dei Label di tipo 3, normati dalla ISO 14025), con requisiti che consentono l’accesso allo schema ai soli prodotti eccellenti, in grado di superare soglie di performance e, in particolare, di essere migliori del prodotto rappresentativo medio della propria categoria (tipici dei Label di tipo 1, normati dalla ISO 14024).


La certificazione, resa possibile grazie alla formulazione della Regola di Categoria Prodotto Lavasciugapavimenti da parte di AFIDAMP e del suo gruppo di lavoro macchine, consente alle aziende che la ottengono di offrire garanzie sul modo di gestire i propri aspetti ambientali e mantenere nel tempo la conformità normativa, proprio perché le aziende stesse si impegnano a sottoporsi a verifiche periodiche di parte terza indipendente, a investire risorse nel miglioramento continuo delle prestazioni ambientali e, quindi, nella riduzione e prevenzione dell’inquinamento, anche per rispondere a requisiti di performance che evolvono nel tempo, divenendo progressivamente più ambiziosi e facendosi carico della tutela dell’ambiente a livello produttivo e sociale.


Nel corso del webinar Nicola Fabbri, Senior consultant ERGO Srl società spin off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha poi illustrato alle aziende presenti tutti i passaggi necessari per ottenere la certificazione, evidenziando chi può ottenere il marchio Made Green in Italy. “Lo studio di valutazione dell'impronta ambientale – ha spiegato Fabbri – esprime, attraverso un valore numerico, gli indicatori ambientali relativi alle tre principali categorie di impatto individuate dalla relativa RCP. Tale valore viene confrontato con il valore del benchmark definito all'interno delle stesse RCP”. 


Il regolamento prevede quindi una classificazione dei prodotti in tre classi di prestazione:

-prestazioni migliori rispetto al benchmark;

-prestazioni uguali al benchmark;

-prestazioni peggiori rispetto al benchmark.

Possono ottenere il marchio MGI i prodotti che presentano prestazioni ambientali pari o superiori al benchmark di riferimento (indicati come prodotti di classe A e B). I prodotti di classe B possono ottenere l’uso del logo, ma devono prevedere un piano di miglioramento da implementare nell’arco dei tre anni di validità della concessione d’uso.


“Il lavoro realizzato da AFIDAMP per arrivare a questo risultato – ha commentato Alessandro Panico, Regolatorio AFIDAMP e Segretario del Sottocomitato CEI 59/61J – è stato articolato e complesso, ma siamo orgogliosi di avere creato una Regola che ha individuato dei valori condivisi basati su norme europee. Questo è stato possibile grazie al lavoro sinergico della nostra segreteria tecnica, delle aziende associate con la sapiente direzione di ERGO e consentirà alle aziende di presentarsi con una certificazione di grande valore sul mercato italiano e anche su quelli internazionali”. Panico ha anche anticipato importanti accordi tra AFIDAMP e alcuni enti di certificazione al fine di rendere meno gravoso l’impegno economico per le aziende associate. 


La nuova RCP mette quindi le basi non solo per creare nuove leve commerciali importanti per le aziende italiane del comparto, ma anche per adottare scelte ambientali consapevoli e per far crescere il peso delle aziende italiane nei contesti istituzionali europei, grazie anche all’impegno che il MASE sta portando avanti nella realizzazione di percorsi qualificanti per il contesto imprenditoriale italiano e il Made in Italy.


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