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Calamità naturali: dal 2026 serve la polizza Cat Nat

Molte imprese della filiera cleaning (produttori, distributori, imprese di servizi) operano con asset materiali rilevanti e una continuità operativa sensibile a eventi estremi. Per le micro e piccole imprese con sede (o stabile organizzazione) in Italia, dal 2026 l’assicurazione contro calamità naturali diventa un requisito che può incidere anche sull’accesso a incentivi e agevolazioni pubbliche.


Cosa prevede

La disciplina italiana introdotta con la Legge di bilancio 2024 prevede l’obbligo per le imprese con sede legale in Italia (e per le imprese estere con stabile organizzazione in Italia, iscritte al Registro imprese) di stipulare una polizza a copertura dei danni da sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni; sono escluse le imprese agricole. I beni oggetto di copertura sono, in sintesi, le immobilizzazioni materiali impiegate nell’attività d’impresa: terreni, fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Quanto alle tempistiche, il quadro è stato scaglionato per dimensione d’impresa: per tutte le micro e piccole imprese il termine è stato indicato come 31 dicembre 2025, con effetto pratico “dal 1° gennaio 2026”. Sul fronte conseguenze, la normativa prevede che dell’inadempimento si debba tenere conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni a valere su risorse pubbliche; e il MIMIT ha già adeguato parte degli incentivi di propria competenza subordinandone l’accesso all’adempimento dell’obbligo assicurativo. Sul piano attuativo-operativo, il regolamento è stato adottato con Decreto interministeriale 30 gennaio 2025, n. 18, pubblicato in G.U. (Serie Generale n. 48 del 27 febbraio 2025).


Impatti operativi per la filiera

Produttori (chimici, macchine, attrezzature, tissue/carta, articoli)

  • La polizza riguarda tipicamente asset e immobilizzazioni: siti produttivi, magazzini, impianti, linee, attrezzature e beni strumentali; occorre verificare che i beni “core” della produzione e della logistica rientrino correttamente nel perimetro assicurato.

  • In ottica commerciale, l’adempimento può diventare un prerequisito “di fatto” per alcune misure pubbliche (incentivi/agevolazioni), con possibili ricadute sulla pianificazione di investimenti e rinnovi impianto.

Distributori

  • L’impatto è spesso concentrato su depositi, piattaforme logistiche e parchi attrezzature: è opportuno verificare coerenza tra ubicazioni, valori e condizioni di copertura rispetto ai rischi indicati (sismi/alluvioni/frane ecc.).

  • Attenzione all’effetto “catena” sugli incentivi: se un investimento logistico è sostenuto da misure pubbliche, la verifica dell’adempimento può entrare nel percorso amministrativo.

Imprese di servizi di pulizia e sanificazione

  • Anche con minori immobilizzazioni, molte imprese hanno beni strumentali (attrezzature e dotazioni) che possono rientrare tra le immobilizzazioni assicurabili; è opportuno verificare cosa viene effettivamente incluso in polizza.

  • Possibile impatto su contributi/agevolazioni (anche “in occasione di eventi calamitosi”): la gestione documentale dell’adempimento diventa parte della compliance amministrativa.

PA / Facility (committenza e gestione contratti)

  • La norma non è un obbligo “di gara” UE, ma l’inadempimento deve essere considerato nell’assegnazione di risorse pubbliche: le singole amministrazioni sono chiamate a definire come valorizzarlo nelle proprie misure di sostegno/agevolazione. Questo può riflettersi su bandi e strumenti locali/settoriali.


Cosa fare ora

Immediato

  • Mappare i beni potenzialmente ricompresi (terreni/fabbricati/impianti/macchinari/attrezzature) e i siti operativi, allineandoli alle immobilizzazioni impiegate nell’attività.

  • Verificare se esistono già coperture equivalenti o parziali e se l’obbligo può essere assolto anche tramite polizze collettive (opzione esplicitamente ammessa nelle FAQ MIMIT, vedi sotto).

Entro 3–6 mesi

  • Rivedere i capitolati interni (procurement assicurativo) per gestire esplicitamente: perimetro dei rischi (sismi/alluvioni/frane…), beni coperti e condizioni contrattuali. La finalità è evitare scoperture non intenzionali pur “risultando in regola” con l’obbligo.

  • Se l’azienda utilizza incentivi/agevolazioni, predisporre un “pacchetto” documentale di compliance (prova di copertura e coerenza con i beni) in vista di eventuali richieste istruttorie.

Monitoraggio

  • Monitorare gli sviluppi del DL Milleproroghe 2026 (indicato come “in corso di conversione”) e gli eventuali ulteriori scaglionamenti/deroghe settoriali già richiamati in sede MIMIT.

  • Monitorare come ciascuna amministrazione declina operativamente la “considerazione dell’inadempimento” nelle proprie misure, perché l’impatto concreto può variare per bando/ente.


Fonti

 
 
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