top of page

L’Europa alza l’asticella: cosa cambia con il Regolamento UE 2023/1115 sulla deforestazione

15 dic 2025
Tempo di lettura: 3 min

L’Unione Europea si prepara a una svolta epocale nella lotta alla deforestazione e nella tutela delle filiere produttive. Dal 30 dicembre 2026 si applicherà il Regolamento UE 2023/1115 (EUDR), che impone nuove regole a chi immette sul mercato europeo prodotti legati a materie prime considerate “a rischio deforestazione”: bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno. AFIDAMP, in collaborazione con il partner Iplus, ha organizzato un webinar per chiarire l’impatto della normativa sul settore del cleaning.



Il regolamento non riguarda solo i settori agricoli o forestali. Molti prodotti della filiera italiana, dai macchinari con parti in gomma naturale, ai detergenti con tensioattivi derivati da palma e soia, fino agli articoli in carta e tissue, rientrano infatti nell’ambito di applicazione. Le materie prime interessate sono presenti in molti prodotti utilizzati dal settore del cleaning: soia, componenti presenti in numerosi prodotti del cleaning professionale: manici, panni e carta tissue, guanti in lattice, tergivetro, tergipavimenti, ruote e pneumatici, eventuali derivati oleochimici riconducibili a olio di palma o soia (solo se ricompresi tra i ‘prodotti pertinenti’ dell’Allegato I del regolamento).

Ne ha parlato con grande competenza e chiarezza Nicola Fabbri.


L’obiettivo del regolamento è chiaro: ridurre l’impatto ambientale e sociale delle importazioni, proteggere la biodiversità e garantire maggiore trasparenza lungo tutta la catena di approvvigionamento. Ma la normativa è impegnativa e, anche se la scadenza prevista a dicembre 2025 è stata spostata al 30 dicembre 2026 e, per micro e piccole imprese, al 30 giugno 2027 (secondo il testo di accordo provvisorio, in attesa di adozione formale e pubblicazione in GUUE), è necessario prepararsi per tempo. Come spiega Fabbri, infatti, l’orientamento dei consumatori oggi è quello di tenere in considerazione un atteggiamento dei produttori attento ai temi della biodiversità. Inoltre, il regolamento in arrivo si colloca in un quadro strategico che coinvolge altri regolamenti (per esempio Ecodesign, Critical Raw Material, Act) e che intende agevolare l’economia circolare. È quindi indispensabile tenerne conto fin d’ora.


I punti salienti del regolamento

Il regolamento EUDR introduce obblighi in termini di tracciabilità, geolocalizzazione e due diligence. Vediamo i punti principali.


  1. Due diligence obbligatoria: gli operatori dovranno raccogliere informazioni, valutare i rischi e dichiarare la conformità dei prodotti.

  2. Divieto di immissione sul mercato per materie prime provenienti da terreni deforestati o soggetti a degrado forestale dopo il 31 dicembre 2020.

  3. Sanzioni dissuasive: gli Stati membri dovranno prevedere misure effettive e proporzionate, incluse sanzioni pecuniarie almeno pari al 4% del fatturato annuo nell’UE, oltre a possibili misure come confisca ed esclusione temporanea da procedure di appalto e dall’accesso a fondi pubblici.


Le aziende dovranno procedere innanzitutto con la realizzazione di una mappatura dei prodotti e delle materie prime rilevanti; dovranno verificare i propri fornitori, i loro Paesi di origine e la presenza di certificazioni adeguate da parte degli stessi; dovranno integrare procedure di tracciabilità nei sistemi di gestione aziendale; formare il personale e aggiornare le schede di sicurezza.

Fabbri ha ben chiarito come il nuovo regolamento, seppure complesso da integrare nelle aziende, possa rappresentare un vantaggio competitivo per le aziende che lo adottano, che potranno differenziarsi sul mercato grazie a prodotti certificati e tracciabili, oltre ad allinearsi ai trend ESG.


In quest’ottica, l’EUDR rappresenta un banco di prova per l’industria europea e italiana, chiamata a dimostrare che competitività e sostenibilità possono andare di pari passo.


Il webinar completo è disponibile per gli associati nella sezione  FORUM del sito AFIDAMP.

 
 
bottom of page