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Scale, magazzini e carrelli: cosa ci dice il nuovo Rapporto Inail-Regioni per il cleaning professionale

  • 16 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Il nuovo Rapporto INAIL-Regioni 2025 (Sistema INFOR.MO) sulle cause degli infortuni mortali e gravi offre evidenze utili per imprese di pulizia, sanificazione, facility management e servizi di igiene ambientale. Il documento non isola la “pulizia professionale” come categoria autonoma, ma presenta dati e caratteristiche di rischio che intercettano direttamente attività come pulizie in quota, manutenzioni di esterni, servizi di supporto, logistica e rifiniture sui luoghi di lavoro.


Professioni a rischio nelle Costruzioni. All’interno del settore Costruzioni, gli artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni, alla pitturazione e alla pulizia degli esterni degli edifici rappresentano il 13,9% degli infortuni mortali (87 casi su 628, periodo 2013-2022). In questa professione, la caduta dall’alto è la modalità prevalente (83,1% dei casi), quota più elevata della media del settore (58,3%) e dunque particolarmente critica.


Altri settori con attività assimilabili. Nel quadro generale degli infortuni mortali 2013-2022 compaiono anche “Attività immobiliari, professionali, scientifiche, tecniche, amministrative, servizi di supporto” (0,8%) e “Attività artistiche, intrattenimento, altre attività di servizi” (0,5%): ambiti nei quali ricadono tipologie di lavoro affini a servizi di pulizia e facility.


La scala: un rischio trasversale (focus Regione Marche)

Un’analisi regionale dedicata alle cadute da scala portatile mette in luce numeri e profili di rischio da cui trarre azioni concrete:

  • 89 infortuni da scala (2013-2022), di cui 20 mortali e 69 gravi; questi casi rappresentano il 24% di tutte le cadute dall’alto analizzate.

  • Nazionalità: 72% italiani, 28% stranieri.

  • Anzianità: la maggioranza degli infortunati ha più di 3 anni di servizio ed è con contratto a tempo indeterminato (informazione qualitativa, non accompagnata da una % in tabella).

  • Settori più colpiti: Costruzioni (prevalente), seguono Manifatturiero, Commercio, Alberghi-Ristoranti.


Dove intervenire (tre assi)

  1. Persone e gesti di lavoro. Nelle cadute da scala portatile, il fattore “attività dell’infortunato” pesa 54,4%; seguono attrezzature (25,6%) e DPI (12,8%). Prioritari: formazione pratica su scale/PLE, “tre punti di contatto”, controlli pre-uso e scelta di stabilizzatori/piattaforme quando la scala non è la soluzione più sicura.

  2. Attrezzature e layout (logistica). Il PMP Logistica – Regione Veneto evidenzia criticità su viabilità interna e coordinamento tra appaltanti-appaltatrici, con obiettivi operativi su viabilità, rischi interferenziali e banchine di carico; sono state predisposte check-list (autovalutazione per le imprese e questionario SPISAL). Utili per provider che operano in depositi, hub logistici e grandi siti multi-appalto.

  3. Carrelli e ascensori/montacarichi. Un caso studio mostra roll-container senza freni e assenza di sistemi di blocco in cabina; la prevenzione passa da freni/chiavistelli, spazio di manovra adeguato e procedure che vietino il carico di carrelli non bloccati (richiamo art. 29.8 D.P.R. 1497/1963). Raccomandazioni trasferibili a housekeeping e movimentazioni in hotel/ospedali/centri commerciali.


Focus lavori in quota: cosa adottare davvero

I casi studio regionali ribadiscono misure concrete: linee vita, sbarco e lavoro da PLE con cordino di trattenuta, sottoponti/reti in prossimità di lucernari o coperture non portanti, con priorità alle protezioni collettive (parapetti/ponteggi) prima dei DPI.


Implicazioni per produttori e distributori del cleaning professionale

  • Scale e accessori: valorizzare sistemi antiribaltamento, piedini antiscivolo, stabilizzatori, indicatori d’angolo corretto; promuovere piattaforme semimobili dove la scala non è adeguata. Il peso delle cause legate ai comportamenti rende vantaggiose soluzioni “a prova d’errore”. (Derivazione operativa dai dati su fattori di rischio e carenze manutentive/piedini antisdrucciolo).

  • Carrelli/roll-container e montacarichi: ruote con freno, blocchi meccanici, sponde/fermi e istruzioni per uso in ascensore; attenzione a imballaggi e logistica interna dei detergenti (vincolo del carico).

  • PLE, ponteggi e DPI anticaduta: integrare kit e formazione con procedure di sbarco da PLE, linee vita temporanee e reti/sottoponti.


Implicazioni per le imprese di servizi

  • Procedure “scala zero” dove possibile, sostituendo con piattaforme/attrezzature da terra; check-list pre-uso e divieto di “uso creativo” delle scale per lavori prolungati o con trasporto pesi. (Derivazione operativa dai risultati Marche).

  • Piani di viabilità interna e coordinamento appalti in magazzini/centri distributivi; gestione banchine di carico e interferenze tra fornitori/terzisti (PMP Veneto).

  • Uso di carrelli in ascensore solo con freni attivati e sistemi di trattenimento; predisporre procedure e cartellonistica dedicate.


In sintesi

Il Rapporto offre evidenze operative per ridurre eventi tipici del cleaning: scale, movimentazioni su ruote e logistica interna. Intervenire su formazione comportamentale, scelta/manutenzione delle attrezzature e regole di circolazione/coordinamento nei siti multi-appalto è la leva più immediata per abbattere frequenza e gravità. Per la filiera del cleaning professionale, il Rapporto INAIL-Regioni 2025 è una base solida per aggiornare procedure, negoziare soluzioni tecnico-organizzative con i committenti e dimostrare il valore della prevenzione nella gestione dei servizi.

Il Rapporto Inail 2025 - Regioni sulle cause degli infortuni mortali e gravi può essere scaricato cliccando QUI

 
 
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