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516 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Il Piano di Sostenibilità strumento strategico per la continuità del business

    Un webinar organizzato da AFIDAMP in collaborazione con la società di consulenza IPLUS, specializzata in ESG. Rivedi il webinar e scarica le slide. Scorri in basso per accedere allo Sportello gratuito ESG, gestito dai consulenti esperti di IPLUS, e porre domande sul webinar o avere una consulenza gratuita.

  • Andrea Loro Piana è il nuovo Presidente di AFIDAMP

    Eletto il nuovo Consiglio Direttivo per il triennio 2026-2029 Milano, 11 giugno 2026 – Si apre un nuovo triennio per AFIDAMP, che vedrà alla propria guida Andrea Loro Piana, amministratore delegato di FALPI, da anni membro del consiglio direttivo, molto attivo nella gestione dei rapporti interassociativi. Nel corso dell’Assemblea Ordinaria, Loro Piana è stato nominato dal nuovo Consiglio Direttivo, scelto per guidare AFIDAMP nel triennio 2026-2029. Ad affiancarlo saranno due Vicepresidenti, Francesco PASQUINI di Lucart, in rappresentanza dei Produttori, Presidente uscente, e Roberto GALLI di Erremme, in rappresentanza dei Distributori, Presidente del Comitato Esecutivo Distributori. Insieme a loro siedono in consiglio: Carla ZORZO – TTS Cleaning VIRNA RE – Dierre Gianfranco BONOTTO – Tre Colli Luca COCCONI – Ar – Co Chimica Giuseppe DEL DUCA - Kärcher Floor Care Antonino SICLARI - Delfin Un nuovo consiglio nel segno della continuità, ma anche del rinnovamento, con alcune importanti conferme e la crescita della componente femminile, pronto ad affrontare le nuove sfide del settore e di un’associazione che in questi anni è cresciuta non solo in termini numerici, ma anche grazie alla sua capacità rappresentativa a livello nazionale e internazionale. Nel corso dell’Assemblea è stato eletto anche il Collegio dei Probiviri per il triennio 2026/2029, composto da Avv. Fabrizio Salmi – Studio Salmi, Avv. Benedetta d'Aquino – Studio Sami, Barbara Pedrini – Casalinda. “Accolgo con profonda gratitudine e senso di responsabilità la nomina a Presidente di AFIDAMP da parte del Consiglio Direttivo -ha dichiarato Andrea Loro Piana-. È un onore rappresentare un’associazione nella quale credo e che, da oltre quarant’anni, sostiene la crescita, l’innovazione e la credibilità dell’intera filiera del cleaning professionale italiano. Viviamo una fase di trasformazione decisiva. Il nostro settore è chiamato a rafforzare il proprio ruolo strategico nella tutela della salute, nella sostenibilità dei processi e nella qualificazione delle competenze. Il ruolo di associazione tecnica che AFIDAMP ricopre è fondamentale per essere un punto di riferimento tecnico e istituzionale, capace di dialogare con le imprese, con le istituzioni e con i mercati internazionali. Il mio impegno sarà quello di proseguire il percorso tracciato, valorizzando il lavoro svolto e promuovendo una visione condivisa che unisca produttori, distributori e servizi. Solo attraverso coesione, ascolto e progettualità potremo affrontare le sfide future e consolidare il posizionamento del Made in Italy del cleaning come eccellenza riconosciuta a livello globale. Ringrazio il consiglio direttivo per la fiducia accordata e tutti i soci per il sostegno. Insieme continueremo a far crescere AFIDAMP”. Durante l’Assemblea il Direttore, Stefania Verrienti, ha ripercorso le molte attività, sottolineando come AFIDAMP abbia sviluppato la propria azione lungo tre direttrici strategiche. La prima, dedicata alle relazioni istituzionali e alla rappresentanza, ha rafforzato il ruolo dell’Associazione nei tavoli nazionali ed europei: dalla collaborazione con diversi Ministeri, Commissione Europea, INAIL, Consip, ENEA, fino al dialogo con MAECI e ICE che ha portato il settore a rappresentare il Made in Italy a Interclean Amsterdam. La seconda direttrice, la comunicazione, ha consolidato un ecosistema integrato di strumenti – sito, forum, newsletter, social, stampa – per valorizzare il comparto e dare visibilità alle attività associative. La terza, quella tecnico‑operativa, ha visto nascere nuovi progetti e servizi: il nuovo marchio Italian Alliance for Cleaning Excellence, fiore all’occhiello dell’attività associativa, che ha ha già diverse aziende certificate; le attività di aggiornamento professionale; i servizi per gli associati e le molte attività dei Gruppi di Lavoro e dei Focus Team, che alimentano competenze, innovazione e partecipazione attiva nella filiera del cleaning professionale. Un percorso che ha permesso all’associazione di essere coinvolta e convocata nei principali tavoli istituzionali, di costruire relazioni solide e portare avanti progetti che rispecchiano le reali esigenze delle aziende associate. L’obiettivo, che guiderà le azioni di AFIDAMP anche per il prossimo triennio è quello di essere un’associazione utile, concreta e presente.

  • Iperammortamento 2026: operativo il Piano 5.0

    È stato pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il Decreto interministeriale 7 maggio 2026 relativo all'Iperammortamento 2026, nell'ambito del nuovo Piano Transizione 5.0. La misura definisce le modalità attuative dell'agevolazione che introduce una maggiorazione del costo di acquisizione, rilevante esclusivamente ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, per gli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e all'autoproduzione e autoconsumo da fonti di energia rinnovabile. L'agevolazione non si configura come credito d'imposta compensabile in F24, ma come riduzione dell'imponibile ai fini delle sole imposte sui redditi (IRPEF/IRES), senza rilevanza ai fini IRAP. Sono agevolabili gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026 e completati entro il 30 settembre 2028. Contestualmente, il Ministero ha pubblicato anche il Decreto direttoriale 10 giugno 2026, che individua i termini di apertura della piattaforma informatica e approva i modelli di comunicazione e le relative istruzioni operative. A partire dalle ore 12.00 del 12 giugno 2026, le imprese possono presentare la comunicazione preventiva per la prenotazione dell'agevolazione attraverso la piattaforma disponibile nell'Area Clienti del sito del Gestore dei Servizi Energetici – GSE, accessibile tramite SPID/CIE. La procedura di accesso Il decreto prevede una procedura articolata in più fasi: comunicazione preventiva, riferita alla struttura produttiva e agli investimenti programmati; comunicazione di conferma dell'investimento, da trasmettere entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo del GSE, con indicazione dell'ordine accettato dal venditore e del pagamento di acconti almeno pari al 20% del costo di acquisizione di ciascun bene; comunicazione di completamento, da inviare al termine degli investimenti, dopo l'interconnessione dei beni agevolati e comunque entro il 15 novembre 2028. A queste si aggiungono specifici obblighi di monitoraggio a carico delle imprese beneficiarie: a partire dalla prima comunicazione preventiva e fino al termine di fruizione dell'agevolazione, occorre trasmettere, entro il 20 gennaio di ciascun anno, una comunicazione sugli investimenti effettuati, sul costo sostenuto e sulla previsione di utilizzo del beneficio e, entro il successivo 30 giugno, una comunicazione integrativa con il piano di ammortamento e le quote di incentivo imputate in ciascun esercizio. La fruizione del beneficio è subordinata all'esito positivo delle verifiche effettuate dal GSE. Misura dell'agevolazione Per gli investimenti in beni materiali di cui all'Allegato IV alla legge n. 199/2025 e per gli impianti destinati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, la maggiorazione del costo di acquisizione è riconosciuta nelle seguenti misure: 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 100% per la quota di investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro; 50% per la quota di investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro. Il decreto prevede inoltre specifici obblighi documentali, tra cui la perizia tecnica asseverata o l'attestazione rilasciata da un ente di certificazione accreditato, nonché la certificazione contabile relativa all'effettivo sostenimento delle spese ammissibili. Quadro normativo La misura è stata istituita dall'articolo 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026); il decreto attuativo è stato adottato anche alla luce delle disposizioni del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88. Interesse per la filiera del cleaning professionale La misura può rappresentare un'opportunità significativa per le imprese della filiera del cleaning professionale che intendano programmare investimenti in macchinari, tecnologie digitali, sistemi interconnessi, impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e soluzioni finalizzate all'efficientamento dei processi produttivi. Per le aziende associate AFIDAMP, il nuovo Piano Transizione 5.0 può quindi costituire uno strumento utile per sostenere percorsi di innovazione tecnologica, digitalizzazione, sostenibilità energetica e rafforzamento della competitività. Le imprese interessate sono invitate a valutare tempestivamente i propri programmi di investimento, anche con il supporto dei propri consulenti tecnici e fiscali, al fine di verificare la sussistenza dei requisiti e predisporre correttamente la documentazione necessaria per l'accesso alla misura. Per maggiori informazioni Pagina ufficiale della misura sul sito MIMIT: https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/nuovo-piano-transizione-5-0-iperammortamento Comunicato stampa MIMIT dell'11 giugno 2026: https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/nuova-transizione-5-0-al-via-piattaforma-per-la-prenotazione Decreto interministeriale 7 maggio 2026: https://www.mimit.gov.it/it/normativa/decreti-interministeriali/decreto-intermimisteriale-7-maggio-2026-modalita-attuative-delliperammortamento-2026 Decreto direttoriale 10 giugno 2026: https://www.mimit.gov.it/it/normativa/decreti-direttoriali/decreto-direttoriale-10-giugno-2026-iperammortamento-termini-e-modelli-di-comunicazione

  • Nuovo Regolamento Detergenti UE: novità, obblighi e impatti operativi per le aziende del cleaning professionale

    AFIDAMP, in collaborazione con Chemsafe e Flashpoint, ha tenuto un webinar di aggiornamento dedicato al nuovo Regolamento (UE) 2026/405, pubblicato in Gazzetta Ufficiale UE lo scorso 2 marzo 2026 (in abrogazione del Regolamento (CE) n. 648/2004). Il provvedimento introduce importanti novità con l’obiettivo di adeguare la normativa all’evoluzione del mercato e alle nuove esigenze ambientali e digitali. SLIDE E INFO UTILI REFERENTI: Dott.ssa Cristina Gusto - Flashpoint e Dott.ssa Francesca Fasano - Chemsafe. Clicca su uno dei contenuti di seguito per accedere a check up e sportelli gratuiti e contattare i consulenti per ulteriori info e domande.

  • Cleaning professionale: più tutela per l’innovazione

    La proprietà industriale non è più una pratica amministrativa, ma un fattore competitivo. Gli ultimi aggiornamenti del MIMIT-UIBM forniscono dati e strumenti che toccano da vicino le imprese del cleaning professionale: dal brevetto europeo con effetto unitario, dove l’Italia registra numeri tra i più alti d’Europa, ai voucher a sostegno della tutela di brevetti, marchi e disegni. Sul fronte della difesa, il quadro è altrettanto concreto. Continuano a circolare falsi attestati di registrazione e richieste di pagamento fraudolente sempre più insidiose, mentre per il settore resta centrale il tema della contraffazione di ricambi, consumabili, packaging e prodotti presentati come originali o commercializzati con modalità ingannevoli, con effetti diretti su fatturato, reputazione e sicurezza del mercato. Quali strumenti usare per proteggere tecnologie, marchi e prodotti, come riconoscere le richieste fraudolente e a chi rivolgersi per la tutela in Italia e all'estero: l'analisi completa, con tutti i riferimenti operativi, è disponibile nell'area Forum riservata agli associati del sito AFIDAMP.

  • Cleaning professionale: come cambiano i dazi UE-USA

    La politica commerciale europea entra in una fase decisiva. L'azzeramento dei dazi UE sui beni industriali statunitensi, atteso al voto del Parlamento europeo a metà giugno, e la recente firma dell'accordo modernizzato tra Unione europea e Messico ridisegnano lo scenario competitivo per l'intera filiera del cleaning professionale. Nessun comparto resta ai margini. Produttori di macchine e attrezzature, industria della chimica e dei detergenti, fabbricanti di consumabili, distributori e imprese di servizi sono chiamati a leggere lo stesso cambiamento da angolazioni diverse: per alcuni una pressione concorrenziale da governare, per altri un'opportunità di mercato da cogliere. A fare la differenza non sarà il marchio, ma l'origine doganale dei prodotti e la capacità di presidiarla. Cosa cambia concretamente per ciascun segmento, quali scadenze monitorare e come prepararsi: l'analisi completa, con tutti i dettagli e i riferimenti utili, è disponibile nell'area riservata agli associati del Forum AFIDAMP.

  • Cleaning professionale: come cambiano i dazi UE-USA

    L'Unione europea si prepara a eliminare i dazi all'importazione sui beni industriali originari degli Stati Uniti. Per la filiera del cleaning professionale è una notizia a doppio taglio: più concorrenza americana sul mercato interno, e un fronte export verso gli USA ancora da chiarire Il 20 maggio Parlamento europeo e Consiglio UE hanno raggiunto un accordo provvisorio su due regolamenti che danno attuazione agli impegni assunti dall'Unione nell'ambito dell'intesa commerciale UE-USA delineata nella Dichiarazione congiunta dell'agosto 2025 (l'Accordo di Turnberry). Le misure prevedono l'azzeramento dei dazi UE sui beni industriali statunitensi e l'accesso preferenziale, tramite quote, per alcuni prodotti ittici e agricoli USA. Il voto in plenaria del Parlamento europeo è atteso nella tornata di metà giugno. Sul versante statunitense il quadro resta aperto: va monitorata l'evoluzione delle tariffe applicate alle importazioni negli USA, anche in vista della possibile conferma, dopo il 24 luglio 2026, del quadro tariffario delineato nell’intesa UE-USA. Il punto è stato affrontato dalla Task Force Dazi del MAECI. Impatti sulla filiera del cleaning L'azzeramento dei dazi UE sui beni industriali americani rende potenzialmente più competitivo l'ingresso sul mercato europeo di prodotti statunitensi: macchine professionali, robotica, aspiratori, componentistica elettronica, sistemi digitali, batterie e accessori tecnici. A seconda della classificazione doganale, l'effetto può estendersi anche ad alcune categorie di prodotti chimici e semilavorati. Può tradursi in una pressione concorrenziale concreta per i produttori europei, soprattutto nei segmenti ad alto contenuto tecnologico. L'accesso al mercato UE, però, resta vincolato alla normativa europea: marcatura CE, Regolamento Macchine, REACH, CLP, norme su biocidi e detergenti, etichettatura e schede dati di sicurezza. La barriera tariffaria si abbassa, quella regolatoria no. Per chi esporta verso gli Stati Uniti il rischio è opposto. Il mantenimento o l'inasprimento delle tariffe USA può incidere sul prezzo finale dei prodotti europei oltreoceano, con effetti su listini, marginalità e contratti di distribuzione, e con uno svantaggio rispetto ai concorrenti che hanno già una supply chain in Nord America. Gli ambiti più esposti Macchine e attrezzature. L'attenzione va ai codici doganali dei prodotti esportati, all'origine delle merci e all'incidenza dei dazi sul prezzo finale, fattori che determinano la tenuta competitiva verso gli operatori USA. Detergenti, disinfettanti e chimica professionale. L'impatto dipende dalla classificazione doganale, dai requisiti regolatori del mercato di destinazione, dai costi logistici e dalla struttura della supply chain. Consumabili e attrezzature manuali: panni, mop, microfibre, carta, tissue, carrelli e accessori. Effetti più selettivi ma non trascurabili, in particolare per articoli premium o brevettati, per i semilavorati importati e per i prodotti con materie prime di origine statunitense. Distributori europei. L'azzeramento dei dazi è anche un'occasione per ampliare l'offerta. Ma importare da fuori UE comporta responsabilità precise su conformità, documentazione tecnica, sicurezza, garanzia e disponibilità ricambi. Imprese di servizi. Coinvolte in modo indiretto ma reale, attraverso il costo di macchine, ricambi, chimica e consumabili. Nelle valutazioni, però, il prezzo d'acquisto va sempre letto insieme al costo totale d'uso: manutenzione, durata, consumi, sicurezza, assistenza e conformità ai CAM richiesti negli appalti. L'origine doganale è il vero discrimine Il beneficio tariffario non dipende dal marchio o dalla nazionalità dell'azienda, ma dall'origine effettiva della merce e dalle regole della specifica voce doganale. Per le imprese della filiera significa una cosa concreta: verificare codici doganali, distinta base, provenienza dei componenti, lavorazioni effettuate e documentazione di origine, e ridefinire di conseguenza le responsabilità contrattuali tra produttore, importatore e distributore. Chi opera con gli USA dovrebbe rivedere fin da ora le clausole su dazi, Incoterms, adeguamento prezzi, validità delle offerte e gestione delle variazioni tariffarie. Il nuovo accordo UE-Messico Il 22 maggio è stata firmata l'intesa che comprende l'Accordo Globale Modernizzato e l'Accordo Commerciale Interinale tra UE e Messico. Per il cleaning italiano il Messico può essere sia un mercato di sbocco per macchine, attrezzature, detergenti e tecnologie, sia una possibile piattaforma industriale e logistica verso l’area nordamericana, da valutare caso per caso in base alle regole di origine applicabili. Le scadenze da monitorare AFIDAMP continuerà a seguire il dossier: il voto del Parlamento europeo di metà giugno, le eventuali misure statunitensi, il perimetro effettivo dei prodotti interessati e le regole di origine. Segnaliamo inoltre l' Italy US Business, Investment, Science and Innovation Forum, il 22 giugno 2026 a Miami, promosso da ICE, occasione di approfondimento per le imprese orientate al mercato americano: scheda evento ICE. L’indicazione operativa per le imprese associate è chiara: verificare la propria esposizione verso Stati Uniti e Messico, mappare i codici doganali dei principali prodotti, controllare la documentazione di origine e quantificare l'impatto delle tariffe su prezzi, margini e contratti internazionali.

  • Nuovo Regolamento Detergenti UE: obblighi e novità

    Il Gruppo Chimici di AFIDAMP, grazie alla collaborazione con i partner Flashpoint e ChemSafe, offre un’analisi dettagliata del nuovo Regolamento (UE) 2026/405, che introduce un aggiornamento strutturale della normativa europea sui detergenti, sostituendo il Regolamento (CE) n. 648/2004, attivo da oltre 20 anni. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo 2026, il Regolamento entrerà in applicazione generale il 23 settembre 2029, con alcune eccezioni legate ai nuovi criteri di biodegradabilità. È importante in ogni caso aggiornarsi tempestivamente, perché il regolamento non incide solo sui requisiti formulativi, ma anche sulla gestione delle informazioni lungo la filiera, sulla tracciabilità, sugli obblighi documentali e sulle responsabilità dei diversi operatori economici. Ne hanno parlato Cristina Giusto, Dangerous Goods & REACH & CLP Consultant di Flashpoint e Francesca Fasano Ph.D. Operation Director di ChemSafe, nel corso di un webinar molto seguito e partecipato. La revisione nasce dall’esigenza di adeguare la normativa all’evoluzione tecnologica del settore, rafforzare la tutela ambientale, aumentare la trasparenza verso i consumatori e introdurre strumenti digitali, come il passaporto digitale di prodotto (PPD). Il regolamento amplia inoltre l’ambito di applicazione, includendo nuove categorie di prodotti e prevedendo un sistema di sorveglianza del mercato più rigoroso. Le novità sono quindi molte e proprio per questo i tempi di applicazioni non sono stringenti. Il campo di applicazione comprende detergenti domestici, detergenti professionali e industriali, tensioattivi, detergenti contenenti microrganismi, film idrosolubili delle capsule e prodotti distribuiti mediante sistemi di ricarica/refill. Il nuovo Regolamento definisce inoltre le responsabilità e i compiti degli attori della filiera: fabbricanti, rappresentanti autorizzati, importatori e distributori. Il Passaporto digitale di prodotto La seconda parte del webinar, curata da Francesca Fasano, ha approfondito il passaporto digitale di prodotto. È stato ricordato che il PPD trova il proprio quadro generale nel Regolamento (UE) 2024/1781 sull’ecodesign dei prodotti sostenibili e che, per i detergenti, il Regolamento (UE) 2026/405 ne introduce l’obbligo per detergenti e tensioattivi destinati all’utilizzatore finale. Il passaporto digitale deve essere creato prima dell’immissione sul mercato e deve essere accessibile elettronicamente tramite un supporto dati, in pratica un QR code, anche se i requisiti tecnici specifici dovranno essere definiti da successivi atti. Si applica sia ai prodotti in imballaggio singolo sia ai prodotti venduti tramite stazioni di ricarica. In questo processo di digitalizzazione rimane comunque centrale l’etichetta fisica; l’etichettatura digitale è infatti complementare e non sostitutiva. La registrazione completa del webinar e i materiali messi a disposizione dalle relatrici sono disponibili per gli associati nella sezione FORUM del sito AFIDAMP.

  • DL Fiscale 2025: tutte le novità su Transizione 5.0

    Facendo seguito alla precedente informativa sul Decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, si segnala che il provvedimento è stato convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 maggio 2026, n. 88, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026. In materia di iperammortamento, viene confermata l’eliminazione del requisito di provenienza geografica dei beni strumentali. Sono quindi ammissibili al beneficio anche gli investimenti aventi a oggetto beni prodotti al di fuori dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, purché rientranti nel perimetro dei beni agevolabili. La modifica si applica retroattivamente agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026. La conversione conferma quindi un ampliamento rilevante del perimetro applicativo della misura, con potenziale interesse per le imprese che investono in macchinari, tecnologie digitali, sistemi automatizzati, componentistica e beni strumentali con catene di fornitura internazionali. Resta invece specifica la disciplina relativa agli impianti di autoproduzione di energia da fonte solare: per l’accesso all’iperammortamento sono ammessi solo determinati moduli fotovoltaici con requisiti tecnici e produttivi specifici, legati alla produzione nell’Unione europea e a precise soglie di efficienza. Per quanto riguarda i progetti collegati alla Transizione 5.0 risultati tecnicamente ammissibili ma non finanziati per esaurimento delle risorse, la legge di conversione prevede un credito d’imposta per il 2026 pari all’89,77% dell’ammontare del credito richiesto, con riferimento agli investimenti in beni strumentali di cui agli Allegati A e B della Legge n. 232/2016 e alle spese di formazione del personale. Il credito sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2026 e non sarà soggetto agli ordinari limiti annuali di compensazione. Alla luce della conversione in legge, risultano quindi superati i profili di incertezza legati all’iter parlamentare del decreto. Restano da monitorare eventuali chiarimenti operativi da parte del GSE e dell’Agenzia delle Entrate, nonché il coordinamento con il decreto attuativo dell’iperammortamento. AFIDAMP continuerà a seguire l’evoluzione del quadro normativo e a informare gli associati sugli sviluppi di interesse per la filiera del cleaning professionale.

  • INFORMAZIONI E CHECK UP GRATUITI - FLASHPOINT

    Questo servizio si rivolge alle aziende associate che operano nel settore chimico e vuole fornire un supporto preciso e concreto in uno degli ambiti di seguito descritti. Il check up gratuito è di tipo documentale e avverrà da remoto. Per un check up in situ si rimanda ai servizi agevolati. Check Up TRASPORTI: conformità delle spedizioni (ADR/IMDG/IATA) e obbligo di nomina del Consulente per la Sicurezza dei Trasporti; Check Up REACH/CLP: conformità delle Schede dati di sicurezza: l’analisi delle SDS si basa su una valutazione della conformità formale (lingua, aggiornamento, struttura del documento e presenza scenario espositivo) sostanziale (sez. 2, 3, 8, 9, 15); Check Up DETERGENTI: conformità al Regolamento 648/2004 e successive modifiche; Check Up IMPORT: conformità delle importazioni ( Cod. TARIC di importazione, cod. “Y”, documentazione di conformità della merce e condizioni di resa INCOTERMS e responsabilità relative). Consulenza Gratuita di 30 minuti sul Reg.2023/988 - Dr. Luca Campisi

  • Direttiva reati ambientali: l’Italia si adegua

    Con il recepimento in Italia della nuova direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente, il quadro normativo compie un passo significativo verso una maggiore responsabilizzazione di imprese e operatori economici. La novità riguarda da vicino l’intera filiera del cleaning professionale: produttori, distributori, imprese di servizi, facility manager e pubbliche amministrazioni sono chiamati a rafforzare l’attenzione verso conformità, tracciabilità e corretto utilizzo di prodotti, attrezzature e soluzioni impiegate nelle attività di pulizia professionale. Il provvedimento introduce un presidio più incisivo contro le condotte che possono generare impatti ambientali rilevanti, confermando come la tutela dell’ambiente non sia più solo un tema tecnico o reputazionale, ma un elemento centrale della gestione aziendale e della responsabilità organizzativa. Per il settore, si apre una fase in cui diventa essenziale conoscere il nuovo quadro, comprenderne le ricadute operative e valutare con attenzione procedure, controlli interni e rapporti lungo la catena di fornitura. La notizia integrale, con tutte le informazioni rilevanti per gli associati AFIDAMP, è disponibile nell’area riservata agli associati, all’interno del Forum.

  • Cleaning e greenwashing: obblighi più chiari

    La sostenibilità entra in una fase più matura, nella quale non sarà più sufficiente dichiarare un impegno ambientale: occorrerà dimostrarlo. Con il D. Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, che dà attuazione alla Direttiva UE 2024/825, il quadro normativo italiano rafforza le tutele contro le pratiche commerciali scorrette e introduce nuove regole per contrastare il greenwashing, con un impatto diretto anche sulla comunicazione ambientale delle imprese della filiera del cleaning professionale. Macchine, prodotti chimici, attrezzature, sistemi di dosaggio, soluzioni digitali e servizi di pulizia sono oggi sempre più spesso associati a messaggi legati a sostenibilità, riduzione degli impatti, efficienza energetica, risparmio idrico, durabilità, riciclabilità o minore impronta ambientale. Il nuovo decreto impone però un cambio di approccio: le asserzioni ambientali dovranno essere chiare, verificabili e supportate da elementi oggettivi, superando formule generiche o non dimostrabili che rischiano di generare confusione nel mercato. Il tema è stato al centro del convegno “Greenwashing e fiducia del consumatore: il ruolo delle certificazioni”, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e svoltosi a Firenze il 19 maggio. L’iniziativa ha richiamato il ruolo delle certificazioni ambientali come strumenti di trasparenza, tutela del mercato e corretta concorrenza, evidenziando come la fiducia dei consumatori e degli operatori economici dipenda sempre più dalla possibilità di distinguere comunicazioni ambientali credibili da affermazioni meramente promozionali. La certificazione Made Green in Italy si inserisce nel nuovo quadro normativo come uno strumento capace di offrire alle imprese una forma di “scudo legale” contro il rischio di greenwashing. Il suo valore non risiede in una semplice etichetta promozionale, ma in un sistema fondato su metodologie PEF – Product Environmental Footprint, verifiche di parte terza e garanzia istituzionale del MASE. Per le aziende del cleaning professionale, questo significa poter comunicare le prestazioni ambientali dei prodotti con maggiore solidità, riducendo il rischio di affermazioni generiche o non adeguatamente documentate. I dati presentati al convegno confermano la crescita dello schema: i prodotti aderenti a Made Green in Italy sono passati da 5 nel 2021 a 119 nel 2026, con un’accelerazione significativa negli ultimi anni. Il dato evidenzia un interesse crescente verso strumenti certificativi capaci di rendere le prestazioni ambientali più misurabili, confrontabili e credibili agli occhi del mercato. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il rapporto tra Made Green in Italy e i Criteri Ambientali Minimi. La presenza di criteri premianti negli appalti pubblici può favorire l’adozione di schemi ambientali riconosciuti e trasformare la certificazione in un fattore competitivo concreto. In questa prospettiva, la Regola di Categoria di Prodotto per le macchine lavapavimenti, realizzata da AFIDAMP nell’ambito dello schema Made Green in Italy, costituisce un riferimento operativo importante per una delle categorie di macchine più diffuse nel cleaning professionale: le lavasciugapavimenti. La RCP per le macchine lavasciugapavimenti non è oggi espressamente richiamata dagli attuali CAM, ma rappresenta un presidio tecnico già disponibile per le imprese e potenzialmente valorizzabile, anche in chiave premiale, all’interno dei futuri aggiornamenti dei Criteri Ambientali Minimi. La sua presenza consente al settore di non partire da zero: esiste infatti una base metodologica riconosciuta, costruita secondo lo schema nazionale, sulla quale le aziende potranno sviluppare valutazioni ambientali più robuste e comunicazioni più coerenti con l’evoluzione normativa. Per la filiera del cleaning professionale, questo passaggio è strategico. Il settore opera in un mercato nel quale le prestazioni ambientali incidono sempre più su reputazione, gare, capitolati, relazioni B2B e posizionamento commerciale. La sostenibilità dichiarata dovrà diventare sostenibilità misurata, documentata e verificabile, capace di resistere a controlli, confronti tecnici e valutazioni da parte di clienti pubblici e privati. Il nuovo D. Lgs. 30/2026 richiama dunque l’intera filiera a una maggiore responsabilità. Cataloghi, schede prodotto, siti web, etichette, materiali commerciali e comunicazioni istituzionali dovranno essere coerenti con evidenze tecniche verificabili. Per le imprese del cleaning professionale, investire in strumenti come Made Green in Italy significa anticipare l’evoluzione del mercato e valorizzare in modo corretto gli sforzi compiuti in innovazione, efficienza, progettazione e riduzione degli impatti. La direzione è chiara: la comunicazione ambientale del futuro dovrà essere meno generica e più fondata, meno promozionale e più misurabile. AFIDAMP continuerà a sostenere questo percorso, promuovendo strumenti tecnici e iniziative capaci di accompagnare le imprese verso una sostenibilità concreta, credibile e riconosciuta.

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