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- Le nuove disposizioni legislative per i MOCA
Tutti gli aggiornamenti in merito agli adempimenti obbligatori per i distributori per l’utilizzo dei MOCA-Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti. Un webinar di AFIDAMP chiarisce tutti i passaggi da rispettare. Milano, 13 maggio 2024 – La salute del consumatore è il principio primario che guida tutti gli obblighi e gli adempimenti legislativi necessari nella realizzazione e distribuzione dei MOCA - Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti. Anche per questo motivo la regolamentazione relativa è in continua evoluzione e coinvolge in maniera diretta non solo i produttori dei materiali stessi, ma anche i distributori, responsabili di verificare e di rispettare la normativa in materia, in modo tale da non generare pericoli per gli utilizzatori finali. L’argomento è stato trattato nel corso di un webinar organizzato da AFIDAMP per i propri associati tenuto dal Dottor Luca Campisi, PhD Toxicology and Pharmacology, Executive Director di Flashpoint. Nel corso del webinar sono state approfondite le indicazioni della normativa italiana ed europea, soffermandosi in particolare sul Regolamento Quadro 1935/2004 che stabilisce norme comuni per l’immissione sul mercato dei materiali e degli oggetti destinati a contatto con prodotti alimentari, incluso imballaggio alimentare, stoviglie, servizio da tavola e impianti di produzione alimentare, che sono destinati o possono entrare in contatto, o trasferire i loro componenti (sostanze che tali costituenti possono contenere) nei prodotti alimentari. Scopo primario è quello di tutelare la salute e gli interessi dei consumatori. Il regolamento si applica a prodotti già a contatto con gli alimenti o anche destinati a essere a contatto o che probabilmente saranno messi a contatto, con l’obiettivo di evitare pericoli per la salute, modifiche delle proprietà dei prodotti stessi o deterioramento. Inoltre esistono dei materiali che potrebbero essere oggetto di misure specifiche, tra questi per esempio la ceramica, le gomme naturali, il vetro, i turaccioli, la carta e il cartone. Fondamentale è anche l’etichettatura dei prodotti, della quale sono responsabili sia i produttori, sia i distributori, qualora avvengano modifiche rispetto alla confezione originale. L’etichettatura deve garantire riconoscibilità e non deve in nessun modo fornire informazioni fuorvianti al consumatore. La normativa, come spiegato da Campisi, è molto chiara in tal senso ed evidenzia come l’etichettatura si associ alla tracciabilità del materiale. Inoltre le etichette devono riportare informazioni ben visibili, indelebili e scritte in una lingua comprensibile al mercato di riferimento. E’ anche importante segnalare che i materiali e gli oggetti devono essere corredati di una dichiarazione scritta che attesti la loro conformità alle norme vigenti. Il webinar ha poi fatto chiarezza in merito alle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari, che hanno come riferimento normativo il Regolamento CE n.2023/2006, che stabilisce le norme relative alle buone pratiche di fabbricazione (good manufacturing practice, GMP) dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari (contenitori, imballaggi, carta, cartone, inchiostro e adesivi), le combinazioni di tali materiali e oggetti nonché di materiali e oggetti riciclati impiegati per produrli. Il regolamento si applica a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione, interessando l’intera filiera e richiedendo quindi una garanzia di rispetto degli standard qualitativi in tutte le fasi, fino a quella di controllo. Campisi è entrato poi nel merito di tutti gli adempimenti a cui i distributori del nostro settore devono ottemperare al fine di essere in regola con la normativa europea e i suoi recenti aggiornamenti del 2023, e per non incorrere in sanzioni severe in caso di ispezione dei NAS. Tra questi, importante la realizzazione del Manuale MOCA Standard la cui redazione è stata affidata da AFIDAMP a Flash Point a favore degli associati che dovranno poi soltanto customizzarlo. Questa operazione si inserisce in un più ampio contesto di collaborazione che l’associazione ha concordato al fine di fornire assistenza e supporto agli associati. Per maggiori informazioni alla stampa: Francesca Bodini – press@afidamp.it
- AFIDAMP SI CONGRATULA CON IL PRESIDENTE GIUSEPPE RIELLO
La direzione, lo staff e tutti i soci di AFIDAMP si congratulano con il proprio Presidente, Giuseppe Riello, che per il terzo mandato consecutivo è stato riconfermato alla Presidenza della Camera di Commercio di Verona. Un risultato importante e straordinario, come ha sottolineato Riello, che premia il progetto, l’impegno per lo sviluppo delle imprese del territorio e che sottolinea l’instancabile capacità di Riello di mettere le proprie competenze al servizio del tessuto imprenditoriale. Impegno che porta avanti con successo anche con la nostra associazione della quale è Presidente dal 2018, riconfermato nel 2021 e nel 2023, che sta guidando con energia e con la capacità di dare sempre maggiore voce nei principali tavoli istituzionali al settore del cleaning.
- Transizione 5.0: aspetti tecnici, opportunità e agevolazioni
Alla luce del Decreto Legge 19/2024 del 2 marzo, nel corso di un webinar organizzato dalla Federazione FINCO e proposto da AFIDAMP ai propri associati, Marco Belardi, consulente del MISE, ha evidenziato le modalità di accesso agli incentivi per le aziende che investono in beni funzionali all’economia circolare, alla sostenibilità e al risparmio energetico. La transizione digitale ed energetica, tema centrale che AFIDAMP sta da tempo monitorando per supportare e guidare i propri soci a effettuare le scelte migliori, è stata oggetto del webinar “Transizione 5.0: aspetti tecnici, opportunità e problematiche alla luce del Decreto Legge 19/2024 del 2 marzo”, organizzato dalla Federazione FINCO, a cui AFIDAMP aderisce dal 2020, per informare tutte le aziende sulle recentissime novità, introdotte dal Decreto Legge 19/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo e relativo alle ulteriori disposizioni per l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A condurre il seminario, illustrando le novità, l’Ingegner Marco Belardi consulente del MISE, che ha evidenziato come la Transizione 5.0 sia concentrata espressamente sugli investimenti, realizzati nel corso del 2024 e nel 2025, che comportino un reale e documentabile risparmio energetico. Il decreto punta quindi a valorizzare e agevolare lo sviluppo di progetti di economia circolare e di sostenibilità e in particolare le fatture possono riferirsi a tre distinte tipologie di costo: originato da investimenti in beni strumentali "4.0", in beni materiali nuovi, strumentali all'esercizio d'impresa finalizzati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo e alle spese per la formazione del personale previste dall'articolo 31, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 651/2014. La Transizione 5.0 non elimina la Transizione 4.0, anzi si tratta di due norme distinte, ma accomunate dai beni agevolabili rientranti per entrambe all’interno degli allegati A e B della Legge 232/2016, dove gli investimenti oggetto di agevolazione della Transizione 5.0 riguardano però solo l’effettivo e attestabile risparmio energetico. Alla luce delle tempistiche per la richiesta di incentivi individuate dal Decreto Legge 19/2024 del 2 marzo, Belardi ha sottolineato che i tempi sono però abbastanza stretti, dato che per il 2024 già alcuni mesi sono trascorsi e che, anche per il 2025, per la compensazione il termine tassativo è la dichiarazione F24 del 31 dicembre 2025. Sarà quindi necessario effettuare gli investimenti corretti e realizzabili in termini brevi. Qualche esempio concreto: i sistemi fotovoltaici sono incentivabili solo se i pannelli sono di TIPO A e i sistemi di ERP lo sono, solamente nel caso in cui prevedano piattaforme utili per un risparmio energetico rendicontabile. Il sistema di accesso, diversamente da quanto era stato per la Transizione 4.0, prevede inoltre una sorta di prenotazione, con l’invio di tutta la documentazione alla commissione di valutazione, incluso il calcolo dell’incentivo di spettanza, in modo da prevedere una soglia di spesa, con la possibilità di fermare le richieste una volta che la cifra di incentivi previsti (3,1 miliardi nel 2024 e 3,1 nel 2025) viene raggiunta. Solo una volta superato questo step sarà possibile accedere effettivamente agli incentivi e alle agevolazioni fiscali. Poiché devono essere emanati ancora i decreti attuativi che guidino i fruitori degli incentivi alla corretta rendicontazione è necessario rimanere aggiornati per ulteriori novità. Lo stesso Belardi sta preparando una sezione di FAQ sul sito del MISE e il ruolo di AFIDAMP sarà quello di tenere sempre aggiornati i propri soci sulle novità in corso. Aggiornamento su Transizione 4.0 Secondo il recente Decreto Legge 29 marzo 2024, n. 39, articolo 6, a decorrere dal 30/3/2024 per la fruizione dei crediti d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi e dei crediti d'imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica, ivi incluse le attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica, le imprese sono tenute a comunicare preventivamente, in via telematica, l'ammontare complessivo degli investimenti che intendono effettuare, la presunta ripartizione negli anni del credito e la relativa fruizione.
- AFIDAMP presenta la Certificazione Made Green in Italy per Lavasciugapavimenti
Presentata la nuova RCP per le macchina lavasciugapavimenti, ottenuta grazie all’impegno e al lavoro di AFIDAMP. Un passo importante per la promozione della produzione italiana e per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Milano, 25 Gennaio 2024 – Un nuovo scenario si apre per i produttori di macchine lavasciugapavimenti grazie alla Regola redatta da AFIDAMP e presentata ieri durante l’atteso webinar dal titolo Certificazione Made Green in Italy per Lavasciugapavimenti davanti a un pubblico numeroso e molto interessato. Infatti la nuova Regola di Categoria di Prodotto, già validata dal Ministero dell’Ambiente e pubblicata sul sito, permetterà alle aziende produttrici di macchine Lavasciugapavimenti di avviare il processo di certificazione secondo lo schema Made Green in Italy. Un passo importantissimo che consente di introdurre un preciso orientamento nella produzione aziendale: quello di associare alla fabbricazione di qualità italiana il messaggio ambientale e della sostenibilità visti, non solo, come strumenti di valorizzazione del territorio e dell’ambiente ma anche come strumento di differenziazione sul mercato e di sviluppo dell’economia circolare. Il marchio Made Green in Italy, grazie alla RCP di AFIDAMP, è la prima certificazione volontaria ambientale ottenibile per macchine del settore, che consente di valutare in modo oggettivo e, soprattutto, misurabile l’impronta ambientale delle lavasciugapavimenti lungo tutto il ciclo di vita. Come ha spiegato Matteo Malorgio, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attraverso lo schema MGI il Ministero vuole orientare le iniziative del sistema produttivo italiano verso l’utilizzo dell’impronta ambientale come leva per il miglioramento delle prestazioni ambientali e la valorizzazione del Made in Italy, al fine di promuovere la competitività dei prodotti italiani nel contesto della crescente domanda, nazionale ed internazionale, di prodotti ad elevata qualificazione ambientale. SCARICA QUI LA RCP Nel corso del webinar, moderato dal giornalista Simone Finotti e aperto al mondo produttivo, distributivo e alle imprese di servizi, sono state spiegate le potenzialità del nuovo schema e lo scenario di opportunità che si prospetta per i produttori. MGI è infatti l’unica certificazione basata sulla metodologia europea PEF attuata da un governo nazionale che ha scelto di recepire pienamente le regole di calcolo europee, su cui ha però innestato ulteriori e più ambiziosi requisiti nazionali di qualità ambientale, in grado di distinguere la produzione italiana. È l’unica certificazione che integra requisiti che richiedono alle imprese aderenti allo schema di comunicare l’impronta ambientale dei prodotti ai propri clienti e consumatori (tipici dei Label di tipo 3, normati dalla ISO 14025), con requisiti che consentono l’accesso allo schema ai soli prodotti eccellenti, in grado di superare soglie di performance e, in particolare, di essere migliori del prodotto rappresentativo medio della propria categoria (tipici dei Label di tipo 1, normati dalla ISO 14024). La certificazione, resa possibile grazie alla formulazione della Regola di Categoria Prodotto Lavasciugapavimenti da parte di AFIDAMP e del suo gruppo di lavoro macchine, consente alle aziende che la ottengono di offrire garanzie sul modo di gestire i propri aspetti ambientali e mantenere nel tempo la conformità normativa, proprio perché le aziende stesse si impegnano a sottoporsi a verifiche periodiche di parte terza indipendente, a investire risorse nel miglioramento continuo delle prestazioni ambientali e, quindi, nella riduzione e prevenzione dell’inquinamento, anche per rispondere a requisiti di performance che evolvono nel tempo, divenendo progressivamente più ambiziosi e facendosi carico della tutela dell’ambiente a livello produttivo e sociale. Nel corso del webinar Nicola Fabbri, Senior consultant ERGO Srl società spin off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha poi illustrato alle aziende presenti tutti i passaggi necessari per ottenere la certificazione, evidenziando chi può ottenere il marchio Made Green in Italy. “Lo studio di valutazione dell'impronta ambientale – ha spiegato Fabbri – esprime, attraverso un valore numerico, gli indicatori ambientali relativi alle tre principali categorie di impatto individuate dalla relativa RCP. Tale valore viene confrontato con il valore del benchmark definito all'interno delle stesse RCP”. Il regolamento prevede quindi una classificazione dei prodotti in tre classi di prestazione: -prestazioni migliori rispetto al benchmark; -prestazioni uguali al benchmark; -prestazioni peggiori rispetto al benchmark. Possono ottenere il marchio MGI i prodotti che presentano prestazioni ambientali pari o superiori al benchmark di riferimento (indicati come prodotti di classe A e B). I prodotti di classe B possono ottenere l’uso del logo, ma devono prevedere un piano di miglioramento da implementare nell’arco dei tre anni di validità della concessione d’uso. “Il lavoro realizzato da AFIDAMP per arrivare a questo risultato – ha commentato Alessandro Panico, Regolatorio AFIDAMP e Segretario del Sottocomitato CEI 59/61J – è stato articolato e complesso, ma siamo orgogliosi di avere creato una Regola che ha individuato dei valori condivisi basati su norme europee. Questo è stato possibile grazie al lavoro sinergico della nostra segreteria tecnica, delle aziende associate con la sapiente direzione di ERGO e consentirà alle aziende di presentarsi con una certificazione di grande valore sul mercato italiano e anche su quelli internazionali”. Panico ha anche anticipato importanti accordi tra AFIDAMP e alcuni enti di certificazione al fine di rendere meno gravoso l’impegno economico per le aziende associate. La nuova RCP mette quindi le basi non solo per creare nuove leve commerciali importanti per le aziende italiane del comparto, ma anche per adottare scelte ambientali consapevoli e per far crescere il peso delle aziende italiane nei contesti istituzionali europei, grazie anche all’impegno che il MASE sta portando avanti nella realizzazione di percorsi qualificanti per il contesto imprenditoriale italiano e il Made in Italy.
- La sfida della transizione ecologica nella detergenza professionale
Criteri di Ecodesign, Certificazioni, Etichette, Carbon Footprint, Ecolabel e CAM: gli ingredienti della Formula per la Sostenibilità E’ davvero possibile raggiungere la Carbon Neutrality e fare evolvere le proprie aziende verso una trasformazione che tenga conto del rispetto dell’ambiente, creando azioni clima-positive? Per approfondire l’argomento, in occasione della manifestazione H3i che si è svolta a Milano il 5 e 6 marzo, AFIDAMP ha organizzato un convegno dedicato al tema “La strategia climatica della detergenza professionale per vincere la sfida della transizione ecologica”, un appuntamento ideato per esplorare quali sono le strade da percorrere per le aziende, quale il quadro normativo di riferimento e come sia possibile individuare non solo un percorso in tutela dell’ambiente, ma una strategia climatica, che veda le aziende del settore operare in vista di una vera e propria transizione ecologica. A parlarne, moderati sapientemente da Matteo Marino, Responsabile del Gruppo di Lavoro Chimici di AFIDAMP, che ha saputo evidenziare i punti più rilevanti del tema, autorevoli relatori: Danilo Sartori, Responsabile dei Modelli Innovativi di Riciclo di COREPLA; Nicola Fabbri, Senior Consultant di ERGO Srl; Piera Pellegrino, Tecnologo di ISPRA Servizio Certificazioni Ambientali ; Domenico Zuccaro, Tecnologo di ISPRA Servizio Certificazioni Ambientali e Coordinatore dell' EU Ecolabel CB Forum; Cesare Buffone, Responsabile analisi LCA e Sostenibilità di PUNTO 3. Grazie a loro e alle diverse competenze che hanno messo in campo, è stato possibile analizzare il contesto nel quale si muove oggi il settore della detergenza e le prospettive future, dettate dai nuovi regolamenti. E’ emerso con grande chiarezza il messaggio della necessità per tutte le aziende di affrontare il futuro impostando fin da ora una vera e propria strategia climatica, innestando azioni rispettose dell’ambiente non solo a livello di marketing e comunicazione, ma soprattutto a livello di business, di produzione e di presenza sul mercato. La strategia climatica non è infatti un elemento a sé stante, bensì parte del progetto di crescita di ogni azienda. Azioni che richiedono, come ha sottolineato Danilo Sartori di Corepla, l’impegno di tutti in un attento gioco di squadra che, nel caso del riciclo e anche del riuso dei contenitori, deve partire dal design e della progettazione, migliorando proprio la fase di raccolta. Azioni che rispondo al Green Deal Europeo e nelle quali il nostro Paese è sempre virtuoso. Molti passi, infatti, sono stati già fatti in Italia, in particolare grazie ai CAM. Il nostro Paese è molto avanti sul tema del riciclo e anche sul fronte Ecolabel l’Italia si distingue. Come hanno evidenziato Piera Pellegrino e Domenico Zuccaro di Ispra sono ad oggi già 464 le aziende (su un totale di 2000 a livello europeo) che hanno almeno un prodotto certificato Ecolabel. Ricordiamo che Ecolabel è un’etichetta volontaria, assegnata a prodotti/servizi che rispondono a determinati criteri ambientali e prestazionali durante l'intero ciclo di vita: dall'estrazione delle materie prime alla produzione e alla distribuzione, fino allo smaltimento. I due strumenti insieme, CAM ed Ecolabel, segnano quindi la rotta verso quella che è una transizione delle imprese in chiave ecologica. Fondamentale è che le aziende comprendano quali siano le modalità per procedere, mettendo le basi per costruire strategie misurabili, come ha sottolineato Nicola Fabbri di Ergo, ragionando da subito in un’ottica di sostenibilità, ripensando l’ecodesign dei prodotti e progettando tutte le attività aziendali verso un nuovo schema green. La transizione ecologica, come ha spiegato, richiede tempo e investimenti, che devono anch’essi essere sostenibili; richiede passaggi necessari e implementazione di regolamenti al proprio interno e, soprattutto, controllo e attenzione a tutti i passaggi. Anche Cesare Buffone di Punto 3, ha messo l’accento sull’importanza della progettazione eco-compatibile che implica l'integrazione di valutazioni ambientali all'interno del processo di sviluppo dei prodotti. Sono per fortuna molte le aziende che già hanno preso questa direzione, dato che i tempi di sviluppo non sono brevi. Secondo uno studio relativo all’anno 2023 (fonte_Mid Market Climate Transition Barometer), l’11% delle aziende su un campione di 700 ha già iniziato a sviluppare strategie per la sostenibilità e la diminuzione del loro impatto ambientale. La strategia climatica deve inoltre aiutare le aziende a ridurre la propria impronta di carbonio e a compensare le emissioni che non è stato possibile evitare, adattando la propria modalità di produzione e di presenza sul mercato. Le presentazioni del convegno sono disponibili, esclusivamente per i soci AFIDAMP :
- La tassonomia sulla finanza sostenibile e la Direttiva CSRD: due percorsi integrati
Un webinar organizzato da AFIDAMP e condotto da Nicola Fabbri di ERGO SRL, approfondisce obblighi e opportunità per le imprese europee. Milano, 16 febbraio 2024 – E’ stato organizzato da AFIDAMP il 13 febbraio il webinar “I prossimi obblighi per le aziende EU: Tassonomia Europea sulla finanza sostenibile e Bilancio di Sostenibilità”, voluto per far comprendere meglio le nuove disposizioni europee in materia e il loro impatto sulle aziende italiane. Un importantissimo momento di informazione per identificare gli obblighi introdotti dal Regolamento UE 852/2020 e dai suoi Atti Delegati e dalla Direttiva UE CSRD 2464/2022. A condurre il webinar Nicola Fabbri di ERGO SRL, spin off della Scuola Sant’Anna di Pisa, che ha evidenziato come il Regolamento e la Direttiva coinvolgeranno presto molte aziende. La Direttiva sarà infatti obbligatoria dal’1 gennaio 2026 per le aziende che rientrino in almeno due dei seguenti parametri: oltre 250 dipendenti, un fatturato superiore a 40 milioni, stato patrimoniale di 20 milioni. Coinvolgerà quindi anche molte imprese italiane del settore del Cleaning Professionale. La tassonomia è rimasta per diversi anni riservata all’ambito della finanza, ma il Regolamento, approvato nel 2020 ha esteso l'applicazione a tutti gli ambiti delle imprese, evidenziando come un processo di transizione ecologica non significhi solo introdurre dei cambiamenti, ma anche effettuare degli investimenti sostenibili. La tassonomia, come ha spiegato Fabbri, aiuta proprio in questo percorso perché consiste in un sistema di chiare definizioni relative alle attività economiche ambientalmente sostenibili, diventando uno strumento a disposizione degli investitori e delle aziende per effettuare decisioni di investimento consapevoli con lo scopo di stabilire il grado di sostenibilità di un investimento. Rappresenta quindi un’opportunità che le aziende devono cogliere, sia in termini di strutturazione ed etica del lavoro, sia per quanto riguarda la propria evoluzione ‘green’, acquisendo la consapevolezza che saranno sempre più i clienti stessi a richiedere e pretendere il rispetto di tali requisiti, nei bandi di gara e nella definizione dei progetti. Inoltre la tassonomia riguarda ormai da vicino le aziende, e non solo la finanza, proprio perché ogni impresa deve essere finanziata e tra i suoi finanziatori ci sono le banche, che hanno l’obbligo di rendicontare in base alla tassonomia e lo Stato, che con il PNRR ha adottato i principi della tassonomia, che sono stati declinati nella Guida Operativa del MEF. E ancora gli stessi principi della tassonomia sono applicati anche alla CSRD In questo senso la tassonomia è strettamente integrata proprio con la Direttiva CSRD, che ha di fatto gli stessi obiettivi per quanto riguarda i fattori ambientali che le aziende devono rispettare: la mitigazione dei cambiamenti climatici, anche per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra; l’adattamento ai cambiamenti climatici; la valorizzazione delle risorse idriche e marine; l’uso delle risorse e l’economia circolare; la prevenzione dell’inquinamento; la salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi. Un percorso che rappresenta per molte aziende, in questa fase, una grande opportunità di cambiamento per crescere sul mercato a livello nazionale ed europeo. Il webinar si è concluso con un focus sul marchio Made Green in Italy (MGI) evidenziando come questo non sia una semplice certificazione, bensì un percorso di miglioramento molto più articolato rispetto a una CFO o a una CFP, perché usa sedici categorie di impatto, con un meccanismo di normalizzazione e pesatura che consente di aggregare tutte le categorie e di scegliere le tre più importanti. Inoltre, punto fondamentale, viene fatto un confronto con un benchmark di settore che viene rivisto ogni quattro anni. Le indicazioni introdotte dalla Direttiva CSRD, dal marchio MGI e dal Regolamento sulla Tassonomia rappresentano quindi strumenti di monitoraggio importanti. Per utilizzarli al meglio e perché diventino una vera opportunità per le imprese è però importante che, fin da ora, le imprese costruiscano una propria strategia ambientale. Come ha concluso Nicola Fabbri avere un approccio strategico globale permette di costruire un piano che tenga conto dei diversi fattori restando al passo con i cambiamenti, avendo il tempo di raccogliere dati e informazioni necessarie, di introdurre nuove tecnologie e di pianificare i propri investimenti. Gli associati AFIDAMP hanno la possibilità di vedere la registrazione del webinar e scaricare la presentazione del relatore nell'area FORUM > REPORT EVENTI AFIDAMP oppure cliccando QUI.
- AFIDAMP partecipa ai Rome MED Dialogues, momento di confronto di oltre 35 Paesi sul futuro del Mediterraneo
Un appuntamento che ha riunito 100 esperti da oltre 35 paesi. L’Italia si ripropone come ponte tra il Mediterraneo e l’Europa. Afidamp è stata invitata dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, alla IX edizione dei “Rome MED Dialogues – Extraordinary Expert Meeting” a Roma. Oltre 100 esperti di 35 Paesi si sono incontrati per discutere del futuro del Mediterraneo, affrontando il tema dal punto di vista della sicurezza e dei mercati. L’appuntamento, organizzato da ISPI e MAECI, ha voluto approfondire le principali sfide nel Mediterraneo e rafforzare la cooperazione intra-regionale, intorno a quattro pilastri; “Sicurezza condivisa”, “Prosperità condivisa”, “Migrazioni”, “Cultura e società civile”. Il direttore Stefania Verrienti ha partecipato il 5 febbraio al dibattito a porte chiuse organizzato dal MAECI alla presenza del Ministro Tajani sul tema “Il ruolo della diplomazia a favore della crescita italiana nel Mediterraneo”. Un tema di grande interesse per tutte le imprese italiane, incluse quelle del #cleaningprofessionale. La situazione è attualmente molto complessa e richiede una strategia comune. La chiusura del Canale di Suez, attraverso il quale il nostro Paese esporta il 40% delle merci, comporta costi quadruplicati per le nostre imprese, obbligate a utilizzare navi che devono circumnavigare l’Africa e la difficoltà di rispettare i tempi di consegna. Un danno che interessa il sistema portuale. Le navi che seguono la rotta sudafricana approdano infatti a scali del nord Europa e i nostri porti, da Genova, a Gioia Tauro, a Trieste, hanno subito un calo del 20%. Riflessi negativi anche sui grandi gruppi, come Ferrovie dello Stato, che vedono diminuire l'importanza degli investimenti nel trasporti di merci, a causa dello spostamento a favore dei Paesi del Nord Europa. La strategia di tutela del Mediterraneo (che include anche il Nord Africa, l’Africa Sub Sahariana e i Paesi Baltici) spiegata con chiarezza dal Ministro Tajani, include azioni di difesa operativa del territorio e azioni diplomatiche, volte a salvaguardare il Paese, il potenziale di mercato e le prospettive di crescita per tutte le imprese.
- Conferenza: La strategia climatica della detergenza professionale per vincere la sfida della transizione ecologica
Un convegno organizzato da AFIDAMP nell’ambito della manifestazione H3i, forum del cleaning HI&I, per parlare di sostenibilità, ecodesign, certificazioni e strategie ambientali per il mondo della detergenza. Appuntamento il 6 marzo 2024 presso NH Centro Congressi a Milanofiori. Milano, 1 febbraio 2024 – Due giorni dedicati al tema delle detergenza e dell’igiene in ambito industriale e domestico, per approfondire tutte le tematiche che coinvolgono il settore delle pulizie anche per la tutela dell’ambiente. Il 5 e il 6 marzo 2024 è in programma, al NH Centro Congressi a Milanofiori, la manifestazione H3i Italia, evento dedicato alle materie prime, ingredienti, formulazioni e servizi utilizzati nella realizzazione di prodotti per la pulizia, nell’ambito della quale AFIDAMP è presente come punto di riferimento per il mondo professionale. In occasione della manifestazione, mercoledì 6 marzo dalle ore 9.30 alle ore 11.00, AFIDAMP organizza un convegno dedicato al tema “La strategia climatica della detergenza professionale per vincere la sfida della transizione ecologica”, un appuntamento ideato per esplorare quali sono le strade da percorrere per le aziende, quale il quadro normativo di riferimento e come sia possibile individuare non solo un percorso in tutela dell’ambiente, ma una vera e propria strategia climatica, che veda le aziende del settore operare in vista di una vera e propria transizione ecologica. A parlarne, moderati da Matteo Marino, Responsabile del Gruppo di Lavoro Chimici di AFIDAMP, saranno autorevoli relatori: Antonio Furiano, Responsabile Funzione Riciclo di COREPLA – "Criteri di Ecodesign: Facilitare le Operazioni di Selezione e Riciclo alla luce del PPWR"; Nicola Fabbri, Senior Consultant di ERGO Srl – “Etichetta ecodesign quali prospettive per la detergenza professionale”; Piera Pellegrino, Arch. PhD Tecnologo di ISPRA Servizio Certificazioni Ambientali - "La certificazione Ecolabel UE per promuovere la sostenibilità ambientale dei prodotti detergenti. Stato dell'arte e sviluppi futuri"; Domenico Zuccaro, Ing. Tecnologo di ISPRA Servizio Certificazioni Ambientali e Coordinatore dell' EU Ecolabel CB Forum – “I servizi di pulizia Ecolabel UE con uno sguardo ai CAM”; Cesare Buffone, Responsabile analisi LCA e Sostenibilità di PUNTO 3 - “Carbon Footprint: un approccio climatico sostenibile per i produttori della detergenza professionale”. AFIDAMP sarà presente alla manifestazione anche con un desk, nello spazio 311, dove sarà possibile incontrare la direzione e lo staff dell’associazione e creare momenti di dialogo e di networking. E’ possibile registrarsi alla manifestazione e al convegno cliccando qui: H3i
- Imballaggi: guida al Contributo Ambientale CONAI 2024
CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ha reso disponibile sul proprio sito internet la nuova versione della “Guida all’adesione e all’applicazione del Contributo Ambientale CONAI” per l’anno 2024. La Guida costituisce il documento di riferimento contenente tutte le informazioni e le indicazioni affinché i soggetti interessati possano gestire al meglio gli adempimenti relativi alla partecipazione al sistema consortile e al Contributo Ambientale CONAI. Vi invitiamo soprattutto a visionare la prima parte recante le Note introduttive e principali novità introdotte dal 2024, tra le quali vi segnaliamo la variazione del Contributo Ambientale CONAI per quasi tutti i materiali d’imballaggio con i seguenti valori: Variano conseguentemente i contributi forfetari/aliquote per le procedure semplificate per imballaggi pieni importati (modulo 6.2), come da seguente tabella:
- Dal 1° gennaio 2024 cambiano le modalità di autenticazione al portale www.acquistinretepa.it
Dal 1° gennaio 2024 la piattaforma Acquisti in Rete PA si aggiorna per adeguarsi alle Regole tecniche AgID introdotte dal nuovo Codice degli Appalti. In particolare, l’accesso al Sistema sarà possibile unicamente attraverso modalità di autenticazione di tipo LoA3 (non sarà più possibile utilizzare utenza e password), ossia: per utenti italiani: SPID di livello 2 (personale o ad uso professionale) o Carta di Identità Elettronica (CIE) di livello 2 per utenti esteri: Identità digitali nazionali riconosciute in ambito eIDAS o modalità alternativa d’autenticazione (di tipo LoA2) per utenti di Paesi extra Ue o non aderenti a eIDAS. Attenzione: proprio per consentire tutte le attività propedeutiche all’adeguamento, il portale Acquisti in Rete non sarà disponibile per attività di manutenzione straordinaria programmata dalle ore 23.59 del 31 dicembre 2023 alle ore 08.00 del 6 gennaio 2024. L’indisponibilità del Portale sarà totale e interesserà anche tutti i servizi e gli strumenti connessi. Quando la Piattaforma tornerà disponibile, si potrà effettuare il login con una delle nuove modalità di autenticazione sopra indicate e si verrà automaticamente riconosciuto dal sistema.
- Tre percorsi formativi nel 2024 per sviluppare il noleggio professionale anche nel cleaning
Rental Academy, la prima scuola di formazione per il noleggio in Italia e partner di AFIDAMP, rinnova nel 2024 i suoi tre celebri percorsi Master dedicati a chi desidera avviare o sviluppare un moderno servizio di noleggio I servizi di noleggio stanno assumendo un ruolo sempre più importante anche nel mercato della pulizia professionale. Seguendo il trend già da tempo consolidato in molti altri settori, le imprese cominciano a cogliere i vantaggi operativi ed economici garantiti dal noleggio rispetto all’utilizzo di mezzi e attrezzature di proprietà, insieme all’ampia gamma di servizi collaterali che caratterizzano il noleggio moderno. Secondo l’ultima indagine AFIDAMP, oltre il 50 per cento dei distributori di macchine per la pulizia professionale ha già implementato un servizio di noleggio all’interno della propria attività, pur se spesso in modo discontinuo e confinato esclusivamente alle soluzioni a lungo termine. Il noleggio viene colto sempre di più da produttori e distributori come uno strumento fondamentale per fare fronte a una delle problematiche più critiche per chi fa questo mestiere, ossia la riduzione dei margini di guadagno della vendita e la volatilità del rapporto con il cliente. La stessa indagine evidenzia come il mercato degli utilizzatori generi una domanda sempre più ampia e significativa di servizi, come la formazione, la piena disponibilità dei mezzi e gli aspetti di sicurezza, attività da sempre parti integranti del noleggio professionale. Per avere successo all’interno di un mercato competitivo in rapido mutamento, come quello odierno, chi offre soluzioni a noleggio è chiamato a migliorare l’efficienza della propria organizzazione, innalzare la qualità dei servizi offerti e consolidare le competenze specifiche dei propri collaboratori. Per farlo, risulta più che mai necessario esplorare i contenuti tecnici e di relazione, attraverso una maggiore consapevolezza da parte di tutto il personale di contatto circa le dinamiche organizzative, reddituali e di marketing tipiche del noleggio moderno. I corsi di formazione per il noleggio di Rental Academy Rental Academy è la prima scuola di formazione in Italia specifica per il noleggio, e dal 2010 progetta e realizza corsi di formazione di alta qualità e appositamente studiati per rispondere alle diverse e articolate esigenze dei player della filiera. Per far fronte alle necessità formative dei distributori e noleggiatori in ogni settore, Rental Academy ha sviluppato per il 2024 un programma formativo che prevede tre diversi corsi: Il Master in Noleggio, giunto alla sua 8ª edizione, pensato per fornire una panoramica completa, approfondita ed efficace delle competenze necessarie per lavorare nel noleggio in qualsiasi posizione organizzativa (dal management al personale tecnico e commerciale). Rinnovato ogni anno nei contenuti e nelle metodologie per restare sempre al passo con l’evoluzione del mercato, in oltre dieci anni il Master ha formato con riconosciuta soddisfazione 268 dipendenti di 145 diverse aziende di noleggio, alcune provenienti dal settore della pulizia professionale. Il Master in Comunicazione e Marketing per il Noleggio, sviluppato per conferire ai partecipanti una consapevolezza completa dei contenuti e delle dinamiche da interiorizzare per effettuare le attività di relazione più efficaci presso i clienti del noleggio, con un focus sulla comunicazione digitale con il cliente e sulle diverse applicazioni concrete a disposizione delle aziende. Il corso è dedicato a chi lavora in questi aspetti all’interno delle aziende che offrono servizi di noleggio e per il personale delle agenzie digitali che collaborano con i noleggiatori. Il Master in Vendita del Noleggio, dedicato in modo specifico al personale commerciale e di contatto delle aziende che offrono servizi di noleggio. L’obiettivo di questo percorso è dare nuovi contenuti, una struttura più solida e proattiva e nuove metodologie per migliorare l’efficacia della relazione commerciale a tutti i livelli, anche per chi semplicemente ha contatti operativi con la clientela, come il front office o gli addetti all’assistenza. Sul sito www.rentalacademy.it è possibile approfondire i contenuti dei corsi, gli argomenti specifici delle singole sessioni formative e le modalità di partecipazione previste. Come sono erogati i corsi, come iscriversi e agevolazioni per gli associati AFIDAMP Ognuno dei percorsi formativi si sviluppa in 6 incontri online, alcuni dei quali comuni per tutti i gruppi, più una giornata congiunta in presenza a Milano. I contenuti sono adatti a tutti i settori in cui vengono erogati servizi di noleggio. La metodologia è improntata al pragmatismo, con molte esercitazioni per rendere efficaci le parti teoriche. Per iscriversi o chiedere maggiori informazioni, è possibile contattare: ● Roberta Nava (mail: roberta.nava@rental-network.it; telefono: 039 6890327); ● Pier Angelo Cantù (mail: manager@rentalconsulting.it; telefono: 333 9880094). AFIDAMP ha scelto Rental Academy come partner per lo sviluppo e l’erogazione di tutti i servizi consulenziali, di marketing e di formazione riferiti al noleggio. Gli associati AFIDAMP potranno godere di agevolazioni sui costi di partecipazione che arrivano fino al 50 per cento se confermate entro il 31 dicembre. Le aziende possono iscrivere i propri collaboratori con differenti modalità di fruizione. Tutti gli iscritti ai corsi offerti da Rental Academy nel 2024 saranno invitati a partecipare gratuitamente agli altri webinar e workshop dedicati a tematiche specifiche che saranno organizzati sia online che offline nel corso dell’anno. La formazione di Rental Academy ha ottenuto anche il sostegno e il patrocinio delle più importanti associazioni che hanno il noleggio al centro dei loro interessi e che hanno deciso di avvalorare i contenuti e gli obiettivi del progetto. Tra queste, spiccano le due federazioni internazionali ERA – European Rental Association e IPAF – International Powered Access Federation, ed enti nazionali quali ANIASA (Associazione Nazionale dell’Industria dell’Autonoleggio) e Assodimi/Assonolo.
- Da gennaio 2024 nuove modalità di autenticazione sul portale "Acquisti in rete"
Il nuovo Codice degli appalti ha delineato, attraverso le regole tecniche definite da AgID, il livello minimo di sicurezza delle piattaforme di approvvigionamento digitale con l'obiettivo di garantire uno scambio di dati e informazioni semplice e sicuro tra le Pubbliche Amministrazioni. Pertanto, dal 1° gennaio saranno abbandonate le abituali utenze e password e l’accesso al Portale Acquisti in rete sarà possibile solo attraverso modalità di autenticazione di tipo LoA3, ossia: SPID 2 (personale o ad uso professionale) CIE 2 – Carta di Identità Elettronica funzionalità del nodo eIDAS italiano [FICEP] - per gli utenti appartenenti agli altri Stati membri dell'Unione Europea











