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Imballaggi compostabili: regole UE e obblighi per aziende

  • 5 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

La Commissione europea sta lavorando all’aggiornamento del quadro tecnico sugli imballaggi compostabili attraverso norme armonizzate: in particolare, l’attuale standard europeo per il compostaggio industriale degli imballaggi (EN 13432) è già un riferimento armonizzato nel quadro UE e viene indicato come standard “di base” per l’industrial composting.

Parallelamente, la Commissione ha evidenziato più volte un punto critico: a livello europeo esiste uno standard per imballaggi compostabili in impianti industriali (EN 13432), mentre manca uno standard “generale” equivalente per il compostaggio domestico, perché le condizioni sono molto variabili e la biodegradazione completa è più difficile da garantire. In quest’ottica, lo sviluppo di uno standard sulla “home compostability” mira a ridurre incertezze, claim impropri e differenze applicative tra mercati, rendendo più chiaro quando un imballaggio può essere dichiarato compostabile (e in quale filiera di fine vita).


PERCHÉ IMPATTA NELLA FILIERA DEL CLEANING PROFESSIONALE

L’impatto non riguarda “tutti” i prodotti del cleaning in quanto tali, ma diventa concreto quando la filiera immette sul mercato o utilizza imballaggi/consumabili che sono destinati, per funzione, a intercettare il flusso dell’organico (bio-waste) o a essere gestiti come tali.

Casi d’uso tipici (B2B) dove la standardizzazione può incidere:

  1. Sacchi/liners e imballaggi “di servizio” usati in strutture (ospitalità, sanità, ristorazione collettiva, uffici) per la raccolta dell’organico o per materiali contaminati da organico. In questi contesti, la chiarezza su “industriale vs domestico” riduce errori di conferimento e contestazioni contrattuali.

  2. Packaging di prodotti e consumabili distribuiti in canale professionale con claim “compostabile”: un nuovo standard di compostabilità domestica può cambiare i requisiti tecnici e documentali necessari per sostenere la claim.

  3. Export intra-UE: quando i requisiti sono “armonizzati”, diminuisce il rischio di interpretazioni nazionali divergenti sulle prestazioni minime attese e sulle evidenze tecniche a supporto. (Principio generale legato agli standard armonizzati e alla presunzione di conformità.)


RICADUTE OPERATIVE E MISURE (OBBLIGATORIE / FACOLTATIVE)


Produttori di chimica, consumabili e brand owner

Obbligatorio (quando si usa la claim “compostabile”):

  • Evitare claim generici/ambigui: la Commissione ha chiarito che “compostabile” dovrebbe essere usato, in modo affidabile, in relazione a standard pertinenti (oggi soprattutto industrial composting) e con istruzioni di fine vita corrette; l’home composting è particolarmente sensibile proprio per la variabilità delle condizioni.

Facoltativo ma fortemente consigliato (gestione rischio):

  • Preparare sin d’ora una “mappatura claim” su packaging e consumabili: dove si dichiara compostabilità e con quale destinazione (industriale/domestica).

  • Aggiornare capitolati e specifiche tecniche includendo: standard applicabile, condizioni d’uso e smaltimento previste, evidenze di test/certificazioni coerenti con lo standard (oggi EN 13432; domani anche standard home composting se adottato).


Distributori / canale professionale

Obbligatorio (compliance commerciale e informazione corretta):

  • Allineare schede prodotto, cataloghi e materiale tecnico ai claim supportati da standard, evitando messaggi “compostabile” senza specificare il contesto (industriale vs domestico) quando ciò può indurre in errore.

Facoltativo ma consigliato:

  • Gestire il rischio stock: se oggi si acquistano “packaging compostabili” per linee professionali, prevedere clausole contrattuali che consentano adeguamenti rapidi a nuovi requisiti tecnici armonizzati.


Imprese di servizi di pulizia / facility / utilizzatori professionali

Obbligatorio (buona gestione operativa e riduzione errori):

  • Distinguere operativamente tra: (i) materiali compostabili destinati a impianto industriale e (ii) eventuali materiali dichiarati idonei a compostaggio domestico, solo se previsti e realmente supportati; la Commissione sottolinea che l’home composting richiede condizioni locali specifiche e supervisione/contesto adeguato.

Facoltativo ma consigliato:

  • Aggiornare procedure e formazione sul conferimento dell’organico nelle strutture: riduce contaminazioni del flusso bio-waste, tema rilevante anche in termini di qualità del compost e costi di trattamento.

 
 
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