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  • Dazi USA: nuovo 15% e rimborsi incerti

    La recente evoluzione del regime tariffario statunitense, con l’annullamento dei dazi fondati su IEEPA e l’introduzione di un nuovo dazio globale, ridefinisce lo scenario commerciale per le imprese europee. Non si tratta di una semplice riduzione dei costi, ma di una riorganizzazione del rischio tariffario che impatta pianificazione, pricing e contratti internazionali. Per la filiera del cleaning professionale il tema è trasversale. I produttori di macchine, chimici, attrezzature e tissue devono ricalibrare le proprie strategie sul mercato USA, in un contesto di incertezza anche sui possibili rimborsi dei dazi già versati. I distributori sono chiamati ad adeguare listini e condizioni contrattuali, mentre le imprese di servizi e le stazioni appaltanti possono risentire indirettamente di variazioni nei costi delle forniture e delle tecnologie. L’elemento chiave non è solo il cambiamento normativo, ma la volatilità del quadro commerciale, che richiede monitoraggio costante e capacità di adattamento lungo tutta la catena del valore. L’analisi completa degli impatti e delle possibili azioni per ciascun comparto è disponibile nell’area riservata agli associati (Forum).

  • Sicurezza sul lavoro: il modello Lombardia

    La Lombardia ha approvato la Relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tracciando un indirizzo chiaro su formazione, controlli e gestione delle filiere. Pur senza introdurre nuove norme immediate, il documento orienta le future politiche regionali verso maggiore tracciabilità negli appalti, verifica sostanziale dell’efficacia formativa e rafforzamento delle responsabilità lungo tutta la catena operativa. Per la filiera del cleaning professionale si tratta di un segnale rilevante. Le imprese di servizi sono chiamate a consolidare organizzazione e compliance; produttori e distributori vedono rafforzato il valore della progettazione sicura e del supporto tecnico-formativo come leve competitive. Un modello regionale che può anticipare tendenze più ampie. L’analisi completa delle ricadute per i diversi comparti è disponibile nell’area riservata agli associati (Forum).

  • Dazi e accordi UE: rischi e opportunità cleaning

    Nel pomeriggio del 16 febbraio 2026 si è riunita in videocollegamento la Task Force Dazi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con un aggiornamento articolato sui principali dossier di politica commerciale tra Unione europea, Stati Uniti e altri partner strategici. I temi affrontati, dai dazi su metalli e prodotti derivati agli accordi UE con Mercosur e India, fino alle catene di approvvigionamento dei minerali critici , incidono in modo trasversale su tutti i comparti della filiera del cleaning professionale. Produzione di macchine e attrezzature, componentistica, export verso mercati extra UE, accesso alle materie prime strategiche e dinamiche valutarie sono elementi che possono influenzare competitività, costi industriali e posizionamento internazionale delle imprese. In uno scenario globale caratterizzato da tensioni tariffarie, negoziati in corso e ridefinizione delle catene del valore, l’evoluzione delle politiche commerciali assume un rilievo diretto per le aziende del settore, sia in termini di rischi sia di opportunità di mercato. Tutti i dettagli e le implicazioni operative per la filiera sono disponibili nella notizia integrale pubblicata nell’area riservata agli associati (Forum).

  • Prodotti cleaning nel MDR: obblighi 2026

    Dal 28 maggio 2026 diventano obbligatori i primi moduli di EUDAMED, la banca dati europea dei dispositivi medici prevista dal Regolamento (UE) 2017/745. Una novità che può riguardare da vicino anche il cleaning professionale. Quando un detergente, una soluzione o una macchina è specificamente destinata alla pulizia, disinfezione o sterilizzazione di dispositivi medici, può rientrare nel perimetro del MDR e assumere lo status di dispositivo medico. In questi casi, oltre agli obblighi di classificazione e certificazione, si aggiunge la gestione dei dati e delle registrazioni nei moduli EUDAMED che dal 2026 diventano obbligatori. L’impatto coinvolge produttori, distributori, imprese di servizi e stazioni appaltanti, chiamati a verificare con attenzione l’inquadramento regolatorio dei prodotti e la coerenza lungo tutta la filiera. Per capire quali categorie possono essere interessate e quali azioni adottare nei prossimi mesi, invitiamo gli associati a consultare la notizia completa nell’area riservata del Forum.

  • AI nella detergenza professionale software intelligenti per innovare prodotti e processi

    Rivedi il webinar dell'evento, scarica le slide e contatta Flashtox per ulteriori info. PROSSIMI EVENTI

  • Regolamento REACH e CLP: tutte le novità

    AFIDAMP ne parla nel corso di una conferenza organizzata con i partner Flashpoint e Chemsafe, nell’ambito della manifestazione H3i Italy, in programma a Milano. AFIDAMP, in collaborazione con Flashpoint e Chemsafe, organizza nell’ambito della manifestazione H3i Italy una conferenza dal titolo “REACH e CLP: stato dell’arte e prospettive future” , dedicata agli aggiornamenti normativi e alle evoluzioni future del Regolamento REACH e del CLP (Classification, Labelling and Packaging), strumento cardine della regolamentazione chimica europea.   L’incontro si terrà mercoledì 4 marzo 2026, alle ore 12.00 , presso la Sala Conferenze dell’NH Milano Congress Centre (Assago – MI).   Un appuntamento che vede ancora una volta AFIDAMP attiva nel fornire alle imprese del settore una panoramica chiara sullo stato attuale dell’applicazione dei regolamenti, sulle principali novità in arrivo e sulle implicazioni operative per la compliance aziendale. Programma Apertura e introduzione Stefania Verrienti – Direttore AFIDAMP Luca Pattarello - Coordinatore GDL chimici AFIDAMP Stato dell’arte del Regolamento REACH e principali novità Cristina Gusto – Dangerous Goods & REACH & CLP Consultant, Flashpoint Prospettive future per il CLP e implicazioni operative Silvia List – Regulatory Affairs Specialist SDS and CLP, Chemsafe Conclusioni e Q&A   L’ingresso è libero , previa registrazione alla manifestazione e rivolto a professionisti, aziende e operatori interessati ad approfondire gli sviluppi della normativa chimica europea e le ricadute sul settore della detergenza professionale. È possibile iscriversi direttamente sul sito della fiera al link H3i 2026 Visitatori

  • L’AI nella detergenza professionale: software intelligenti per innovare prodotti e processi

    Proseguono i webinar organizzati da AFIDAMP per fare il punto sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul settore del cleaning e sulle opportunità che si aprono per migliorare il lavoro quotidiano. Luca Pattarello, Coordinatore del GDL Chimici, ha promosso questo percorso, evidenziando l’importanza per l’intero settore di un utilizzo consapevole e informato dell’intelligenza artificiale. In collaborazione con il partner Flashtox si è parlato del settore della detergenza professionale. A condurre il webinar Luca Campisi, che ha illustrato come l’AI stia trasformando il settore, intrecciando aspetti normativi, tecnologici e applicativi. Se prendiamo in considerazione il Regolamento europeo su detergenti e tensioattivi, che introduce obblighi significativi come l’etichettatura fisica e digitale, criteri più stringenti di biodegradabilità, il Digital Product Passport e la marcatura CE, vediamo che l’AI rappresenta un valido aiuto nel rispondere alle varie richieste. Diventa, infatti, un alleato strategico per rispettare questi requisiti, automatizzando la creazione del DPP, verificando la coerenza dei dati, monitorando aggiornamenti normativi e supportando la valutazione della biodegradabilità attraverso modelli predittivi basati su machine learning. Un supporto che permette di ridurre la percentuale di errore umano e di avere una maggiore coerenza rispetto alle richieste della normativa. Innovazione, Ricerca e Sviluppo L’intelligenza artificiale è inoltre un acceleratore di innovazione nella fase di ricerca e sviluppo sui detergenti, nella progettazione di nuove molecole più sostenibili e nella simulazione della stabilità dei prodotti. L’impatto è notevole: riduzione dei test sperimentali fino all’80%, screening molecolare più rapido, sviluppo formulativo più efficiente e maggiore affidabilità dei prodotti. Fondamentale, sottolinea Campisi, per lavorare in maniera efficace con l’AI è il prompt design. Il prompt non è una semplice domanda, ma una vera “specifica operativa”, che guida il comportamento dell’AI, riduce il rischio di output impropri e garantisce coerenza con i processi regolatori. A chiusura del webinar Chiara Baraglia e Francesca Giorgolo di Kode, hanno fornito le indicazioni in merito ad alcuni strumenti che aiutano nella gestione di dati e processi, fornendo esempi concreti dell’impatto sulla detergenza professionale. In particolare, hanno evidenziato il valore di tool, governati all’AI, che possono coadiuvare le aziende chimiche per attività tipiche del settore, facilitando la gestione e l’organizzazione del lavoro. Il webinar ha evidenziato ancora una volta che l’Intelligenza artificiale non è un semplice supporto tecnologico, bensì un elemento strutturale, capace di innovare prodotti, processi e analisi, con un approccio rigoroso, scientifico e orientato all’applicazione reale. Il webinar completo e il materiale messo a disposizione dai relatori sono disponibili per gli associati nella sezione   FORUM  del sito AFIDAMP.

  • Trasparenza salariale: cosa fare entro il 2026

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale, introducendo un cambio di paradigma destinato a incidere su tutte le organizzazioni, indipendentemente dalla dimensione, a partire dal 7 giugno 2026. La nuova disciplina non si limita a rafforzare il principio di parità retributiva, ma interviene sull’assetto complessivo dei sistemi di gestione del personale: dalla coerenza tra ruoli e retribuzioni alla tracciabilità dei criteri adottati, fino alle modalità di selezione e comunicazione delle politiche salariali. Il tema non riguarda soltanto le grandi imprese, ma coinvolge l’intera filiera, chiamata a strutturare modelli organizzativi più solidi, documentati e oggettivi. Per il settore del cleaning professionale, caratterizzato da una pluralità di profili, livelli contrattuali e modelli organizzativi, si apre una fase di adeguamento che richiede attenzione strategica, non solo formale. La trasparenza retributiva diventa infatti elemento di governance, reputazione e sostenibilità aziendale. Gli obblighi entreranno progressivamente in vigore nei prossimi anni, con impatti differenziati in materia di diritti dei lavoratori e reportistica. Comprendere per tempo il perimetro delle novità sarà determinante per evitare criticità e cogliere le opportunità di rafforzamento organizzativo. Tutti i dettagli operativi, le scadenze e le implicazioni per le imprese della filiera sono disponibili nella notizia integrale pubblicata nell’area riservata agli associati (Forum).

  • Iperammortamento 4.0/5.0: decreto attuativo atteso e quadro in via di definizione

    Il quadro dell’iperammortamento collegato a Industria 4.0 e Transizione 5.0 è in una fase di definizione cruciale, con implicazioni potenzialmente rilevanti per l’intero sistema produttivo. In attesa della pubblicazione del decreto attuativo, il confronto istituzionale in corso su alcuni aspetti chiave della misura sta temporaneamente sospendendo la sua piena operatività, generando comprensibili interrogativi tra le imprese. Secondo le indicazioni tecniche fornite da Marco Belardi, Consulente MIMIT e Direttore Tecnico della Business Unit Industria 4.0 e Transizione 5.0 , l’impianto della misura resta comunque coerente con il paradigma 4.0 già noto. I criteri di fondo per l’ammissibilità degli investimenti non risultano modificati, mentre le eventuali evoluzioni riguardano soprattutto il perimetro normativo e procedurale, con effetti trasversali che interessano tutti i comparti produttivi, inclusa la filiera del cleaning professionale. In questo contesto, AFIDAMP invita a mantenere un approccio informato e prudente, evitando interpretazioni premature e valorizzando una lettura coordinata degli sviluppi in corso. La notizia integrale, con il quadro aggiornato, le implicazioni operative e le indicazioni utili per le imprese, è disponibile nell’area riservata agli associati. Per approfondire tutti i contenuti e gli aggiornamenti, consulta la news completa nel Forum AFIDAMP.

  • Imballaggi compostabili: regole UE e obblighi per aziende

    La Commissione europea ha avviato un’iniziativa mirata a rendere operativi, tramite norme armonizzate, i requisiti di sostenibilità sugli imballaggi compostabili previsti dal nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).  Secondo la scheda dell’iniziativa, l’intervento punta ad aggiornare la norma europea oggi utilizzata per la compostabilità in impianti industriali (EN 13432) e a sviluppare una nuova norma specifica per la compostabilità domestica, con adozione indicata per il primo trimestre 2026. Per la filiera del cleaning professionale la notizia è rilevante perché incide sul “come si dimostra” tecnicamente la compostabilità di imballaggi e componenti (e quindi sulla solidità dei claim e delle istruzioni di fine vita), con potenziali ricadute su più comparti: produttori di chimica e consumabili che impiegano o valutano soluzioni compostabili; distributori e canali B2B che gestiscono schede tecniche, cataloghi e conformità di prodotto; imprese di servizi che operano in contesti dove la corretta gestione del rifiuto organico è centrale e dove un’etichettatura/qualifica non coerente può generare errori di conferimento e criticità contrattuali. Il punto chiave è che l’armonizzazione tende a ridurre ambiguità e interpretazioni nazionali, ma al tempo stesso alza l’asticella delle evidenze tecniche richieste per “dirsi compostabile”, soprattutto sul fronte domestico. Per l’analisi completa e operativa, con tutte le ricadute e le indicazioni per comparto, invitiamo a consultare la notizia integrale nell’area riservata agli associati (Forum).

  • Credito bancario UE: come l’ESG incide sulle imprese

    Dal 2026 il rapporto tra imprese e sistema bancario europeo entra in una nuova fase: i fattori ESG diventano parte integrante della valutazione del rischio di credito. Non si tratta di un adempimento formale per le aziende, ma di un cambiamento strutturale nel modo in cui le banche giudicano affidabilità, solidità e prospettive delle imprese. L’impatto riguarda l’intera filiera produttiva, dai produttori ai distributori, dalle imprese di servizi fino agli operatori del facility management. A parità di risultati economico-finanziari, la capacità di gestire e dimostrare attenzione agli aspetti ambientali, sociali e di governance potrà incidere sulle condizioni di accesso al credito e sul costo del capitale. Il nuovo quadro non colpisce tutti allo stesso modo, ma nessun comparto può considerarsi estraneo. Dimensione aziendale, intensità degli investimenti, posizione nella catena del valore e profilo di rischio complessivo diventano elementi chiave nel dialogo con le banche. Per comprendere chi è più esposto, chi lo è meno e come prepararsi in modo proporzionato, è disponibile la notizia integrale  con analisi, implicazioni operative e indicazioni di scenario nell’ area riservata agli associati (Forum).

  • Come si realizza la Trasparenza Salariale in azienda: dalla compliance alla cultura

    Nata per mettere la parola fine al Gender Pay Gap in Europa, la Direttiva (UE) 2023/970  sulla Trasparenza Salariale nasconde un’ambizione ben più ampia: rendere non discriminatorio qualsiasi processo di selezione, assunzione e retribuzione delle persone facendo leva sul principio di “stessa retribuzione per stesso lavoro o lavoro di pari valore”.  L’Italia dovrà adeguarsi alla direttiva entro il 7 giugno 2026  e, sebbene il decreto legislativo non sia ancora stato emesso, è bene che le imprese inizino a impostare un programma di selezione e gestione del personale e delle carriere che ne tenga conto. AFIDAMP ha organizzato un webinar, condotto da Fabio Milesi, di Michael Page Italia HR Advisory , che ha evidenziato come per trasparenza salariale si intenda la costruzione di un sistema che renda comprensibile come e perché si arriva a una certa retribuzione, basandosi su un semplice principio: a parità di lavoro o di lavoro di pari valore, la retribuzione deve essere la stessa, e questo può avvenire solo se i criteri retributivi diventano chiari, verificabili e accessibili. Un principio di equità che rispetta genere, etnia, background e ruolo. Un nuovo sistema che parte dai processi di selezione del personale, impattando sulla definizione dei criteri retributivi, sull’accesso alle informazioni e sulla reportistica. Le aziende devono quindi diventare più trasparenti, a partire dalla fase di annunci di lavoro, che devono indicare la fascia retributiva prevista. Sarà inoltre necessario definire e comunicare dei criteri retributivi chiari, oggettivi e neutrali. L’impatto sulle organizzazioni Questo implica, come ha spiegato Milesi, la costruzione di un sistema strutturato: job description, job families, griglie retributive, strumenti di performance e career management. Tenendo conto del diritto all’informazione dei dipendenti e della necessità di attivare un sistema di reportistica obbligatorio sul gender pay gap che, per le aziende che hanno un numero pari o superiore a 250 dipendenti, dovrà essere annuale, mentre per chi ha tra i 100 e i 249 dipendenti sarà triennale. Il report deve includere: retribuzione base e totale per genere, bonus e benefit per genere, divari retributivi per categorie. E se dovesse emergere un divario superiore al 5% non giustificato, l’azienda dovrà adottare un piano correttivo. La nuova direttiva crea evidentemente delle difficoltà alle PMI, generando un perimetro troppo stretto per quelle che sono le mansioni e i ruoli all’interno di queste aziende. Tuttavia, è importante valutare la trasparenza salariale non solo come un nuovo adempimento normativo, bensì come una leva di trasformazione culturale che spinge le aziende a ripensare il proprio modo di definire, comunicare e gestire la retribuzione. Un percorso che richiede metodo e governance, ma che restituisce maggiore coerenza interna e riduce il rischio di disparità non giustificate. Inoltre, migliora la fiducia, riduce conflitti e percezioni di ingiustizia e aiuta a trattenere i talenti. Per prepararsi, le aziende devono seguire un percorso chiaro: fotografare la situazione retributiva attuale, creare gruppi omogenei, definire livelli e criteri, verificare eventuali scostamenti e comunicarne l’evoluzione. Dimostreranno così di avere una cultura retributiva chiara, misurabile e condivisa. Il webinar completo è disponibile per gli associati nella sezione  FORUM > VIDEO/MATERIALI EVENTI AFIDAMP del sito AFIDAMP.

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