top of page

497 risultati trovati con una ricerca vuota

  • EUDR: proroghe e nuove regole per le imprese UE

    Con la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione del 23 dicembre, del Regolamento (UE) 2025/2650 , che modifica e semplifica il Regolamento (UE) 2023/1115 sulla deforestazione (EUDR) , l’Unione europea interviene in modo mirato per rendere più graduale e proporzionata l’entrata in applicazione di una normativa che avrà impatti significativi anche sulla filiera del cleaning professionale . Il nuovo regolamento non mette in discussione gli obiettivi ambientali dell’EUDR, contrastare la deforestazione e il degrado forestale legati alle catene di approvvigionamento globali, ma introduce proroghe, semplificazioni operative e regimi dedicati alle micro e piccole imprese , con ricadute concrete per produttori di macchine, attrezzature, materiali di consumo e prodotti chimici, nonché per distributori e imprese di servizi. Perché l’EUDR riguarda il cleaning professionale Anche se il settore del cleaning non è tradizionalmente percepito come “a rischio deforestazione”, molte materie prime, componenti e semilavorati  utilizzati nella filiera rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento, in particolare: Carta e cartone  (tissue, carta asciugamani, imballaggi); Legno e derivati  (manici, strutture, pallet, imballaggi); Gomma naturale  (guarnizioni, ruote, tergi, componentistica); Soia e olio di palma  (ingredienti o coadiuvanti nella chimica detergente, direttamente o indirettamente). Questo significa che, a seconda del ruolo nella catena di fornitura, operatori e commercianti del cleaning  potranno essere soggetti a obblighi di tracciabilità e due diligence. Le nuove scadenze: più tempo per adeguarsi La prima novità rilevante introdotta dal Reg. (UE) 2025/2650 riguarda il rinvio dell’entrata in applicazione  degli obblighi principali: 30 dicembre 2026 : data di applicazione generale per gli operatori; 30 giugno 2027 : data di applicazione per persone fisiche e micro o piccole imprese , purché già costituite come tali al 31 dicembre 2024 . Per la filiera del cleaning questo significa un anno in più  per rivedere i processi di approvvigionamento, mappare i fornitori, adeguare i sistemi informativi e formare le funzioni aziendali coinvolte (acquisti, qualità, compliance, sostenibilità). Due diligence: obbligo concentrato sull’operatore Il regolamento chiarisce e rafforza un principio chiave: la dichiarazione di due diligence è presentata dall’operatore che immette il prodotto sul mercato UE o lo esporta . Per il settore cleaning, questo implica che: il produttore UE  o l’ importatore extra-UE  resta il soggetto centrale dell’obbligo; distributori, rivenditori e altri attori a valle  non devono presentare una nuova dichiarazione di due diligence per prodotti già coperti. Tuttavia, la semplificazione non equivale a un’esenzione totale  per gli attori a valle. Cosa devono fare distributori e operatori a valle Gli attori a valle della filiera (inclusi molti operatori del cleaning professionale) devono comunque: raccogliere e conservare  le informazioni ricevute dal fornitore; gestire la tracciabilità  tramite i numeri di riferimento o identificativi  delle dichiarazioni di due diligence effettuate a monte; mettere tali informazioni a disposizione delle autorità competenti  su richiesta. Inoltre, per operatori e commercianti non PMI , in presenza di informazioni pertinenti o segnali di rischio di non conformità , restano obblighi specifici di segnalazione e cooperazione. Il messaggio per il settore è chiaro: meno burocrazia duplicata, ma maggiore attenzione documentale . Regime dedicato per micro e piccoli operatori primari Una novità di particolare rilievo riguarda i micro e piccoli operatori nella fase primaria della catena di approvvigionamento  (ad esempio produttori primari di materie prime rilevanti): è prevista una procedura semplificata “una tantum”  nel sistema informativo; l’operatore ottiene un identificativo  che può essere utilizzato per le successive immissioni sul mercato; il regime è applicabile solo a condizioni specifiche (dimensione dell’impresa, ruolo primario, paese classificato a basso rischio). Per la filiera del cleaning, questo aspetto è rilevante soprattutto a monte , nei rapporti con fornitori di materie prime o semilavorati. Una normativa “in evoluzione”: valutazione nel 2026 Il regolamento introduce anche una clausola di riesame : la Commissione europea dovrà effettuare una valutazione entro il 30 aprile 2026 , con la possibilità di presentare ulteriori proposte legislative  se emergessero criticità applicative. Per le imprese del cleaning questo significa che il quadro normativo non è statico  e richiederà un monitoraggio continuo, anche in coordinamento con altre iniziative UE (Ecodesign, ESPR, Green Claims, Data Act). Implicazioni strategiche per il settore cleaning In prospettiva, l’EUDR rafforza alcune tendenze già in atto nel settore: maggiore trasparenza delle catene di fornitura ; integrazione tra compliance ambientale e qualità del prodotto ; crescente importanza della documentazione digitale  e della tracciabilità; necessità di dialogo strutturato con i fornitori , soprattutto extra-UE. Per le aziende del cleaning professionale, il tempo guadagnato con la proroga va utilizzato non solo per “adeguarsi”, ma per ripensare i processi di acquisto e qualificazione dei fornitori  in chiave di resilienza e sostenibilità. Il nuovo Reg. (UE) 2025/2650 non ridimensiona l’EUDR, ma ne rende più realistico l’impatto operativo . Per la filiera del cleaning professionale si tratta di una finestra temporale preziosa per prepararsi, evitando approcci reattivi e trasformando un obbligo normativo in leva di competitività e affidabilità sul mercato .

  • Nuovo indirizzo regionale per sanificazione e rifiuti sanitari

    Regione Lombardia ha approvato nuove Linee di Indirizzo sulla sanificazione ambientale e sulla gestione dei rifiuti nelle strutture sanitarie e sociosanitarie , definendo un quadro di riferimento unitario che incide in modo trasversale su tutti i comparti produttivi coinvolti nella filiera del cleaning professionale . L’iniziativa rafforza il ruolo strategico della sanificazione come leva di sicurezza, qualità e sostenibilità, ponendo l’accento su organizzazione dei processi, responsabilità, innovazione tecnologica e coerenza normativa. Pur nascendo in ambito sanitario, il provvedimento introduce principi e indirizzi destinati a orientare il mercato, le scelte industriali e i modelli di servizio, con ricadute rilevanti per produttori, distributori e imprese di servizi. Si tratta di un segnale istituzionale forte, che conferma come il cleaning professionale sia parte integrante delle politiche di prevenzione, tutela della salute e gestione ambientale, e non più un ambito marginale o meramente operativo. Per comprendere appieno il significato dell’iniziativa e le sue implicazioni per la filiera, invitiamo a consultare la notizia integrale nell’area Forum riservata agli associati , dove sono disponibili tutti gli approfondimenti e i riferimenti utili.

  • Merci CBAM: obbligo di autorizzazione dal 1° gennaio 2026

    Dal 1° gennaio 2026 il meccanismo CBAM entra in una fase operativa più stringente: l’importazione nell’Unione delle merci rientranti nel perimetro CBAM sarà consentita esclusivamente a soggetti in possesso dello status di “dichiarante CBAM autorizzato”. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato istruzioni aggiornate per la presentazione della domanda e della relativa documentazione tramite il Registro CBAM, definendo il quadro applicativo che interesserà trasversalmente i comparti produttivi con catene di fornitura internazionali, incidendo su pianificazione degli approvvigionamenti, continuità delle importazioni e gestione dei tempi autorizzativi. Per la filiera del cleaning professionale la notizia è particolarmente rilevante perché richiama le imprese a verificare tempestivamente la propria esposizione lungo la supply chain, evitando che l’assenza dell’autorizzazione si traduca in criticità operative e commerciali all’avvio del 2026. Per approfondire requisiti, iter e implicazioni applicative, si invitano gli associati a consultare la notizia integrale nell’area riservata (Forum).

  • UE semplifica reporting e due diligence di sostenibilità

    Nel comunicato del 9 dicembre 2025, Consiglio e Parlamento annunciano un accordo provvisorio  per semplificare gli adempimenti e rafforzare la competitività UE, riducendo soprattutto gli effetti indiretti sulle imprese più piccole. In sintesi: per la CSRD  (direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità) il perimetro viene ristretto (soglia fissata a 1.000 dipendenti  e innalzamento della soglia sui ricavi netti , con esclusione delle PMI quotate  e alcune esenzioni); per la CSDDD  (direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità) l’applicazione viene limitata alle imprese “very large” (soglia a 5.000 dipendenti  e 1,5 miliardi di euro  di ricavi netti) e l’approccio alla due diligence viene reso più risk-based , evitando richieste indiscriminate di dati lungo l’intera catena e prevedendo che le informazioni richieste siano ragionevolmente disponibili . Vengono inoltre rimossi alcuni obblighi (tra cui l’adozione del piano di transizione climatica nella CSDDD), riviste responsabilità e sanzioni (massimo 3%  del fatturato netto mondiale) e aggiornate le tempistiche (recepimento 26 luglio 2028 , applicazione dal luglio 2029 ). Per la filiera del cleaning professionale  il messaggio operativo è duplice: da un lato, è atteso un alleggerimento della pressione documentale a cascata  su PMI fornitrici (prodotti chimici, macchine, attrezzature, servizi in subappalto) grazie a richieste più mirate e proporzionate; dall’altro, i grandi clienti soggetti agli obblighi continueranno a valorizzare fornitori capaci di fornire evidenze ESG solide e tracciabili, trasformando la conformità in vantaggio competitivo  nelle gare e nei contratti di facility. FONTE

  • L’Europa alza l’asticella: cosa cambia con il Regolamento UE 2023/1115 sulla deforestazione

    L’Unione Europea si prepara a una svolta epocale nella lotta alla deforestazione e nella tutela delle filiere produttive. Dal 30 dicembre 2026 si applicherà il Regolamento UE 2023/1115 (EUDR), che impone nuove regole a chi immette sul mercato europeo prodotti legati a materie prime considerate “a rischio deforestazione”: bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno. AFIDAMP, in collaborazione con il partner Iplus, ha organizzato un webinar per chiarire l’impatto della normativa sul settore del cleaning. Il regolamento non riguarda solo i settori agricoli o forestali. Molti prodotti della filiera italiana, dai macchinari con parti in gomma naturale, ai detergenti con tensioattivi derivati da palma e soia, fino agli articoli in carta e tissue, rientrano infatti nell’ambito di applicazione. Le materie prime interessate sono presenti in molti prodotti utilizzati dal settore del cleaning: soia, componenti presenti in numerosi prodotti del cleaning professionale: manici, panni e carta tissue, guanti in lattice, tergivetro, tergipavimenti, ruote e pneumatici, eventuali derivati oleochimici riconducibili a olio di palma o soia   (solo se ricompresi tra i ‘prodotti pertinenti’ dell’Allegato I del regolamento). Ne ha parlato con grande competenza e chiarezza Nicola Fabbri. L’obiettivo del regolamento è chiaro: ridurre l’impatto ambientale e sociale delle importazioni, proteggere la biodiversità e garantire maggiore trasparenza lungo tutta la catena di approvvigionamento. Ma la normativa è impegnativa e, anche se la scadenza prevista a dicembre 2025 è stata spostata al 30 dicembre 2026 e, per micro e piccole imprese, al 30 giugno 2027 (secondo il testo di accordo provvisorio, in attesa di adozione formale e pubblicazione in GUUE), è necessario prepararsi per tempo. Come spiega Fabbri, infatti, l’orientamento dei consumatori oggi è quello di tenere in considerazione un atteggiamento dei produttori attento ai temi della biodiversità. Inoltre, il regolamento in arrivo si colloca in un quadro strategico che coinvolge altri regolamenti (per esempio Ecodesign, Critical Raw Material, Act) e che intende agevolare l’economia circolare. È quindi indispensabile tenerne conto fin d’ora. I punti salienti del regolamento Il regolamento EUDR introduce obblighi in termini di tracciabilità, geolocalizzazione e due diligence. Vediamo i punti principali. Due diligence obbligatoria: gli operatori dovranno raccogliere informazioni, valutare i rischi e dichiarare la conformità dei prodotti. Divieto di immissione sul mercato per materie prime provenienti da terreni deforestati o soggetti a degrado forestale dopo il 31 dicembre 2020. Sanzioni dissuasive: gli Stati membri dovranno prevedere misure effettive e proporzionate, incluse sanzioni pecuniarie almeno pari al 4% del fatturato annuo nell’UE, oltre a possibili misure come confisca ed esclusione temporanea da procedure di appalto e dall’accesso a fondi pubblici. Le aziende dovranno procedere innanzitutto con la realizzazione di una mappatura dei prodotti e delle materie prime rilevanti; dovranno verificare i propri fornitori, i loro Paesi di origine e la presenza di certificazioni adeguate da parte degli stessi; dovranno integrare procedure di tracciabilità nei sistemi di gestione aziendale; formare il personale e aggiornare le schede di sicurezza. Fabbri ha ben chiarito come il nuovo regolamento, seppure complesso da integrare nelle aziende, possa rappresentare un vantaggio competitivo per le aziende che lo adottano, che potranno differenziarsi sul mercato grazie a prodotti certificati e tracciabili, oltre ad allinearsi ai trend ESG. In quest’ottica, l’EUDR rappresenta un banco di prova per l’industria europea e italiana, chiamata a dimostrare che competitività e sostenibilità possono andare di pari passo. Il webinar completo è disponibile per gli associati nella sezione   FORUM  del sito AFIDAMP.

  • Cleaning professionale: strategia UE nella sfida asiatica

    L’Unione europea sta assumendo un ruolo sempre più esplicito di “standard-setter” globale: il nuovo ciclo regolatorio su sostenibilità, trasparenza di filiera, clima ed ecosistemi non va letto come una somma di adempimenti, ma come un vero terreno di competizione industriale, soprattutto nel confronto con modelli asiatici che stanno integrando rapidamente rendicontazione e uso dei dati ESG a supporto dell’export. Per tutti i comparti produttivi, il messaggio è chiaro: la competitività si sposterà dalla sola leva prezzo alla capacità di misurare, dimostrare e rendere verificabili prestazioni e scelte di filiera . In questa prospettiva, diventano centrali i sistemi dati e di tracciabilità (DPP ed EUDR), la progettazione orientata al ciclo di vita e alla circolarità (ESPR, Circular Economy Act), la resilienza sugli approvvigionamenti (CRMA), oltre ai segnali economici della decarbonizzazione (Clean Industrial Deal ed ETS2) e alle nuove aspettative legate a natura e servizi in contesti urbani ed ecosistemici. Per approfondire implicazioni, tempistiche e leve strategiche per la filiera del cleaning professionale, consulta la notizia integrale nell’area riservata agli associati (Forum).

  • EUDR: dalla conformità normativa al vantaggio competitivo

    Clicca per rivedere il webinar o scarica le slide di seguito. Sotto, troverai anche il link per accedere allo Sportello Gratuito ESG e chiarire dubbi o avere risposte alle tue domande.

  • SPORTELLO ESG - SOSTENIBILITA'

    Lo Sportello ESG offre un servizio di primo orientamento gratuito,  dedicato alle tre dimensioni della sostenibilità del business: ambientale, sociale e di governance.  Professionisti esperti in questo ambito supporteranno gli associati AFIDAMP nella comprensione degli standard operativi da adottare per promuovere il proprio sviluppo sostenibile.

  • Prodotti sicuri: arriva il portale UE per le imprese

    Con l’entrata a regime del Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, l’Unione europea rafforza la gestione dei rischi post-vendita puntando su digitalizzazione e trasparenza. Il Safety Business Gateway diventa il canale unico per notificare prodotti pericolosi, incidenti e azioni correttive, chiedendo a tutta la catena di fornitura un controllo più rapido e documentato della sicurezza. Per la filiera del cleaning professionale l’impatto è generale e potenzialmente può riguardare tutti i comparti : aumentano responsabilità e prontezza di intervento lungo il mercato, crescono l’importanza di procedure interne solide per gestire non conformità, richiami o ritiri e si alzano gli standard competitivi, con benefici per reputazione e fiducia verso il settore. Per i dettagli operativi e le ricadute specifiche, vi invitiamo a consultare la notizia integrale nell’area riservata agli associati (Forum), dove trovate tutte le informazioni rilevanti.

  • Valore in dogana: nuova semplificazione per gli importatori

    L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha emanato la Circolare n. 30/2025 (24 novembre 2025) che aggiorna in modo significativo le regole con cui le imprese determinano e gestiscono il valore in dogana delle importazioni. L’obiettivo è rendere più semplice e prevedibile l’ingresso di merci extra-UE, permettendo agli operatori con i requisiti di stimare anticipatamente alcune componenti di costo variabile. Per la filiera del cleaning professionale ciò può tradursi in maggiore certezza dei costi di approvvigionamento, meno adempimenti legati alle rettifiche post-import e una programmazione commerciale più stabile. L’impatto potenziale è trasversale: coinvolge costruttori di macchine e tecnologie avanzate, produttori di chimica e consumabili, importatori e distributori con contratti e prezzi a consuntivo. Anche logistica specializzata e partner doganali saranno interessati da processi più strutturati a monte, con benefici di efficienza lungo la catena. A valle, questo può favorire una maggiore stabilità di listini e tempi di fornitura per il mercato professionale. Per comprendere appieno opportunità, condizioni di accesso e riflessi operativi per le diverse tipologie di associati, ti invito a consultare la notizia integrale nell’area Forum riservata agli associati AFIDAMP, dove sono riportati tutti i dettagli e le indicazioni utili.

bottom of page