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- Cleaning e greenwashing: obblighi più chiari
La sostenibilità entra in una fase più matura, nella quale non sarà più sufficiente dichiarare un impegno ambientale: occorrerà dimostrarlo. Con il D. Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, che dà attuazione alla Direttiva UE 2024/825, il quadro normativo italiano rafforza le tutele contro le pratiche commerciali scorrette e introduce nuove regole per contrastare il greenwashing, con un impatto diretto anche sulla comunicazione ambientale delle imprese della filiera del cleaning professionale. Macchine, prodotti chimici, attrezzature, sistemi di dosaggio, soluzioni digitali e servizi di pulizia sono oggi sempre più spesso associati a messaggi legati a sostenibilità, riduzione degli impatti, efficienza energetica, risparmio idrico, durabilità, riciclabilità o minore impronta ambientale. Il nuovo decreto impone però un cambio di approccio: le asserzioni ambientali dovranno essere chiare, verificabili e supportate da elementi oggettivi, superando formule generiche o non dimostrabili che rischiano di generare confusione nel mercato. Il tema è stato al centro del convegno “Greenwashing e fiducia del consumatore: il ruolo delle certificazioni”, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e svoltosi a Firenze il 19 maggio. L’iniziativa ha richiamato il ruolo delle certificazioni ambientali come strumenti di trasparenza, tutela del mercato e corretta concorrenza, evidenziando come la fiducia dei consumatori e degli operatori economici dipenda sempre più dalla possibilità di distinguere comunicazioni ambientali credibili da affermazioni meramente promozionali. La certificazione Made Green in Italy si inserisce nel nuovo quadro normativo come uno strumento capace di offrire alle imprese una forma di “scudo legale” contro il rischio di greenwashing. Il suo valore non risiede in una semplice etichetta promozionale, ma in un sistema fondato su metodologie PEF – Product Environmental Footprint, verifiche di parte terza e garanzia istituzionale del MASE. Per le aziende del cleaning professionale, questo significa poter comunicare le prestazioni ambientali dei prodotti con maggiore solidità, riducendo il rischio di affermazioni generiche o non adeguatamente documentate. I dati presentati al convegno confermano la crescita dello schema: i prodotti aderenti a Made Green in Italy sono passati da 5 nel 2021 a 119 nel 2026, con un’accelerazione significativa negli ultimi anni. Il dato evidenzia un interesse crescente verso strumenti certificativi capaci di rendere le prestazioni ambientali più misurabili, confrontabili e credibili agli occhi del mercato. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il rapporto tra Made Green in Italy e i Criteri Ambientali Minimi. La presenza di criteri premianti negli appalti pubblici può favorire l’adozione di schemi ambientali riconosciuti e trasformare la certificazione in un fattore competitivo concreto. In questa prospettiva, la Regola di Categoria di Prodotto per le macchine lavapavimenti, realizzata da AFIDAMP nell’ambito dello schema Made Green in Italy, costituisce un riferimento operativo importante per una delle categorie di macchine più diffuse nel cleaning professionale: le lavasciugapavimenti. La RCP per le macchine lavasciugapavimenti non è oggi espressamente richiamata dagli attuali CAM, ma rappresenta un presidio tecnico già disponibile per le imprese e potenzialmente valorizzabile, anche in chiave premiale, all’interno dei futuri aggiornamenti dei Criteri Ambientali Minimi. La sua presenza consente al settore di non partire da zero: esiste infatti una base metodologica riconosciuta, costruita secondo lo schema nazionale, sulla quale le aziende potranno sviluppare valutazioni ambientali più robuste e comunicazioni più coerenti con l’evoluzione normativa. Per la filiera del cleaning professionale, questo passaggio è strategico. Il settore opera in un mercato nel quale le prestazioni ambientali incidono sempre più su reputazione, gare, capitolati, relazioni B2B e posizionamento commerciale. La sostenibilità dichiarata dovrà diventare sostenibilità misurata, documentata e verificabile, capace di resistere a controlli, confronti tecnici e valutazioni da parte di clienti pubblici e privati. Il nuovo D. Lgs. 30/2026 richiama dunque l’intera filiera a una maggiore responsabilità. Cataloghi, schede prodotto, siti web, etichette, materiali commerciali e comunicazioni istituzionali dovranno essere coerenti con evidenze tecniche verificabili. Per le imprese del cleaning professionale, investire in strumenti come Made Green in Italy significa anticipare l’evoluzione del mercato e valorizzare in modo corretto gli sforzi compiuti in innovazione, efficienza, progettazione e riduzione degli impatti. La direzione è chiara: la comunicazione ambientale del futuro dovrà essere meno generica e più fondata, meno promozionale e più misurabile. AFIDAMP continuerà a sostenere questo percorso, promuovendo strumenti tecnici e iniziative capaci di accompagnare le imprese verso una sostenibilità concreta, credibile e riconosciuta.
- In ricordo di Elio Zibra
AFIDAMP comunica con profondo dolore la scomparsa di Elio Zibra, avvenuta oggi, 20 maggio 2026. La notizia della sua perdita colpisce profondamente tutta l’Associazione, che desidera ricordarlo con sincera gratitudine per il contributo umano, professionale e associativo che ha saputo offrire nel corso di tanti anni, rappresentando con coerenza, trasparenza e senso di responsabilità anche momenti particolarmente delicati della vita associativa. Figura di riferimento per la storia dell’Associazione e per l’intero comparto della pulizia professionale, Elio Zibra è stato imprenditore, uomo di grande competenza tecnica e associativa, protagonista di un percorso che ha accompagnato per decenni la crescita del settore, contribuendo con continuità alla diffusione di una cultura professionale della pulizia fondata su conoscenza, formazione, qualità e responsabilità. Già negli anni Settanta fu tra i protagonisti di una stagione pionieristica per il cleaning professionale italiano: insieme ad Alfredo Pellizzari, Enrico Facchini e Luciano Tasin fondò il Cippmes, Centro Italiano Programmi Pulizia Manutenzione e Sanificazione, anticipando l’esigenza di dare struttura, metodo e contenuti tecnici a un settore allora in piena evoluzione. Presidente di AFIDAMP Servizi Srl e Presidente Onorario di AFIDAMP, Elio Zibra ha vissuto l’Associazione con presenza costante, attenzione e spirito di servizio. Partecipava attivamente alla vita associativa, dalle assemblee ai tavoli di lavoro, offrendo il proprio contributo con disponibilità, esperienza e forte senso di appartenenza. La formazione è stata una delle sue priorità più costanti. Credeva nella necessità di far crescere le competenze degli operatori e delle imprese, nella convinzione che il valore del settore passasse anche dalla capacità di trasferire conoscenze tecniche, buone pratiche e consapevolezza professionale. In questo spirito contribuì alla redazione dei primi manuali AFIDAMP, mettendo a disposizione le proprie competenze in ambito chimico e la propria conoscenza diretta del mercato. Presidente di Dianos Srl, storica azienda del cleaning professionale associata AFIDAMP dal 1985, Elio Zibra ha rappresentato per molti anni un punto di riferimento del settore, contribuendo alla crescita di una realtà insignita del premio Senior Member per oltre 35 anni di appartenenza all’Associazione. Un riconoscimento che testimonia un legame duraturo con la comunità associativa e con quei valori di continuità, qualità e partecipazione che ha sempre interpretato con convinzione. Con la scomparsa di Elio Zibra, AFIDAMP perde una presenza autorevole, discreta e partecipe; un testimone della nascita e dell’evoluzione del nostro settore; una persona che ha contribuito a costruire, con visione e concretezza, molte delle basi su cui ancora oggi poggia la nostra comunità professionale. La Segreteria AFIDAMP, il Consiglio Direttivo e tutta l’Associazione si stringono con affetto alla famiglia e ai dipendenti di Dianos, e ne custodiscono il ricordo con profonda riconoscenza.
- Sicurezza prodotti: nuove regole operative in Italia
La pubblicazione del Decreto legislativo 8 aprile 2026, n. 78 segna un nuovo passaggio nell’applicazione nazionale del Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, rafforzando il quadro di responsabilità per tutti gli operatori che immettono, distribuiscono o rendono disponibili prodotti sul mercato. Per la filiera del cleaning professionale, il provvedimento assume un rilievo trasversale. Produttori di chimici, macchine, attrezzature, tissue, carta e articoli per la pulizia, così come distributori, imprese di servizi, facility e pubbliche amministrazioni, sono chiamati a prestare crescente attenzione alla sicurezza, alla tracciabilità e alla corretta informazione lungo l’intera catena di fornitura. Il nuovo quadro conferma che la conformità non riguarda solo la fase di immissione sul mercato, ma anche la gestione successiva del prodotto: canali di vendita online, informazioni di contatto, segnalazioni di rischio, misure correttive e sistemi europei di allerta diventano elementi centrali nella governance aziendale. Per le imprese del settore si tratta di un aggiornamento da presidiare con attenzione, perché incide sull’organizzazione interna, sui rapporti con fornitori e clienti e sulla capacità di dimostrare la sicurezza dei prodotti in un mercato sempre più controllato e digitalizzato. La notizia integrale, con tutti gli elementi rilevanti per la filiera del cleaning professionale, è disponibile nell’area riservata agli associati AFIDAMP – Forum.
- POLVERI PERICOLOSE NEI LUOGHI DI LAVORO: pubblicata la nuova Guida tecnica realizzata da INAIL e CONFIMI Industria con il contributo di AFIDAMP/FINCO
Uno strumento operativo per supportare imprese, tecnici e operatori nella prevenzione del rischio da esposizione a polveri pericolose nei luoghi di lavoro. Milano 6 maggio 2026 - Nel contesto di una crescente attenzione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la gestione delle polveri pericolose rappresenta oggi una delle principali sfide per numerosi comparti produttivi. Le attività di lavorazione, movimentazione e trasformazione dei materiali possono infatti generare contaminanti aerodispersi che, se non adeguatamente controllati, comportano rischi rilevanti per lavoratori, ambienti e processi produttivi. Per contribuire a una maggiore diffusione della cultura della prevenzione e supportare imprese e operatori nell’individuazione delle corrette misure di contenimento e protezione, è stata realizzata da INAIL la nuova “Guida tecnica Polveri Pericolose – Strategie e misure tecniche per il contenimento e la rimozione delle polveri pericolose nei luoghi di lavoro”. Il documento affronta il tema con un approccio tecnico e operativo, offrendo un quadro aggiornato sulle principali tipologie di polveri pericolose, sulle misure di prevenzione e protezione, sulle tecnologie per la filtrazione dell’aria e sui sistemi di aspirazione e contenimento oggi disponibili. La guida approfondisce inoltre aspetti legati alla valutazione dell’esposizione, alle tecniche di campionamento, alla manutenzione dei sistemi di aspirazione, alla formazione dei lavoratori e all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. La pubblicazione è il risultato del lavoro congiunto sviluppato nell’ambito della collaborazione tra INAIL e CONFIMI INDUSTRIA, con il contributo di esperti provenienti da differenti ambiti tecnico-scientifici e industriali. Hanno partecipato alla redazione della guida professionisti e ricercatori di INAIL, rappresentanti di CONFIMI INDUSTRIA e AFIDAMP/FINCO, con l’obiettivo di mettere a disposizione del sistema produttivo uno strumento concreto di supporto alla prevenzione. AFIDAMP, in particolare, ha messo a disposizione competenze ed esperienza maturate nel settore delle tecnologie per la pulizia professionale, l’aspirazione industriale e la filtrazione dell’aria. La guida si propone come uno strumento utile per aziende, RSPP, tecnici della prevenzione, consulenti e operatori chiamati quotidianamente a gestire il rischio derivante dalla presenza di polveri nei processi produttivi, con particolare attenzione ai comparti maggiormente esposti. La pubblicazione è già disponibile online al seguente link: https://www.afidamp.it/product-page/guida-tecnica-polveri-pericolose La guida sarà presentata ufficialmente durante il seminario “Strategie e misure tecniche per il contenimento e la rimozione delle polveri pericolose nei luoghi di lavoro”, in programma il 28 maggio 2026 nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026, presso lo Spazio INAIL della manifestazione fieristica di Bologna. PROGRAMMA Introduce e moderaDiego De Merich, INAIL Ore 11:40 – Introduzione ai lavoriRelatori: Rappresentante INAIL – Fabio Ramaioli, Direttore CONFIMI INDUSTRIA Ore 11:55 – Inquadramento dell’iniziativa e obiettivi del ProgettoRelatrice: Stefania Verrienti –AFIDAMP/FINCO Ore 12:10 – Quadro sanitario: malattie respiratorie professionali da esposizione a polveri pericoloseRelatrice: Maria Rosaria Marchetti, INAIL Ore 12:30 – Statistiche INAIL 2019–2023 e settori maggiormente espostiRelatore: Giuseppe Bucci, INAIL Ore 12:40 – Inquinanti aerodispersi nei contesti industriali: valutazione dell’esposizione a polveri. Tecniche di campionamentoRelatrice: Sara Veneziani, CONFIMI INDUSTRIA Ore 12:55 – Prevenzione e riduzione dell’esposizione: tecnologie per la filtrazione dell’ariaRelatore: Alessandro Panico, AFIDAMP/FINCO Ore 13:20 – Dispositivi di Protezione IndividualeRelatrice: Patrizia Anzidei, INAIL Ore 13:30 – Informazione, formazione, addestramentoRelatore: Ivo Vogna, CONFIMI INDUSTRIA Ore 13:40 – Domande e Risposte – Chiusura lavoriRelatori: tutti/e – De Merich INAIL Ore 13:55 – Somministrazione test di verifica Ore 14:05 – Termine evento
- Roberto Galli riconfermato Presidente del Comitato Esecutivo Distributori di AFIDAMP
Eletti anche i membri del Comitato Esecutivo per il triennio 2026-2029 Sarà ancora Roberto Galli della Erremme di Omegna a guidare per il triennio 2026–2029 il Comitato Esecutivo dei Soci Distributori di AFIDAMP. Al suo fianco, nel ruolo di Vicepresidente, è stata riconfermata Virna Re della DIERRE srl . La nomina è avvenuta nel corso dell’assemblea del 28 aprile, durante la quale è stato eletto il nuovo Comitato Esecutivo dei Distributori per il triennio 2026-2029. Una rielezione nel segno della continuità per l’ottimo lavoro svolto, per la capacità di dialogare e creare un’associazione coesa con la componente dei fabbricanti. Galli e Re entrano di diritto a far parte anche del nuovo Consiglio Direttivo AFIDAMP, la cui componente fabbricanti sarà eletta nella prossima assemblea di giugno. “È con grande orgoglio e motivazione che rimango alla guida dei Soci Distributori di AFIDAMP – dichiara Roberto Galli – con l’obiettivo di continuare a vedere l’associazione crescere. In questi anni è stato fatto un percorso molto importante, grazie anche all’equilibrio raggiunto con i fabbricanti e alla possibilità di sedere nel Consiglio Direttivo AFIDAMP. L’associazione riveste un ruolo tecnico di riferimento sul mercato e nei confronti delle istituzioni, e l’obiettivo del prossimo triennio è quello di vederla crescere con ancora maggior forza. Ringrazio tutto il Comitato Esecutivo per la rielezione e ringrazio inoltre Virna Re, nuovamente mia compagna di viaggio in questa importante avventura professionale”. Oltre al Presidente e al Vicepresidente, fanno parte del Comitato Esecutivo 2026–2029: Francesco BERTINI – Temaco Barbara BOTTONI – SOCAF S.p.A. Marco COSTAGGIU – Comark Italia Giuseppe SALERNO – NASTA & C. S.P.A. Gianni TARTARI – SIL Advanced S.r.l Un Comitato che registra importanti conferme e anche due nuovi ingressi di rilevo con personalità che rappresentano importanti gruppi della distribuzione, come Giuseppe Salerno di Nasta, Presidente di We Italia a e Marco Costaggiu di Comark, membro del Consiglio Direttivo del Consorzio Soligena . Durante l’assemblea, ospitata presso la sede milanese dell’associazione, sono state ripercorse le attività svolte da AFIDAMP nel corso del 2025, con un focus sui progetti avviati per l’anno in corso e con la valorizzazione delle molte attività portate avanti grazie al lavoro dello staff, ai Gruppi di Lavoro e ai Focus Team.
- Il comparto del cleaning ha celebrato il Made in Italy Day
L’area lounge AFIDAMP–ICE scelta per la celebrazione del Made in Italy Day alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi, Augusto Massari. L’area lounge AFIDAMP–ICE realizzata a Interclean ha ospitato il 15 aprile scorso la celebrazione del Made in Italy Day alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi, Augusto Massari. Un momento di grande visibilità che ha permesso di accendere i riflettori su un comparto, quello del cleaning professionale, piccolo rispetto ad altri settori industriali, ma capace di competere a livello internazionale e di portare nel mondo qualità, esperienza e affidabilità italiane. L’ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi, Augusto Massari, ha reso onore alle imprese italiane e, insieme a Francesco Pasquini, presidente di AFIDAMP, e a Stefania Verrienti, Direttore di AFIDAMP, ha visitato gli stand delle aziende presenti in fiera, incontrando gli imprenditori e sottolineando il ruolo dell’Italia tra i principali attori manifatturieri ed esportatori a livello globale. Un’occasione per riconoscere il valore di un settore che contribuisce in modo significativo all’immagine e alla reputazione del Made in Italy nel mondo. “Il settore del cleaning professionale -ha sottolineato il Presidente di AFIDAMP, Francesco Pasquini- rappresenta un’eccellenza industriale italiana, spesso poco conosciuta ma di grande rilevanza internazionale. Con un forte orientamento all’export e una presenza globale consolidata, le nostre aziende dimostrano ogni giorno capacità di competere sui mercati mondiali grazie a flessibilità, innovazione, qualità e attenzione alla sostenibilità. È questa la vera essenza del Made in Italy che oggi celebriamo ad Amsterdam, orgogliosamente rappresentata dall’industria italiana della pulizia professionale.” L’area lounge, gremita di produttori, distributori, buyer e utilizzatori finali, ha fatto da cornice alla presentazione ufficiale del marchio Italian Alliance for Cleaning Excellence, il nuovo strumento di certificazione, promosso e voluto da AFIDAMP, che valorizza le aziende italiane del cleaning professionale e ne attesta solidità, qualità produttiva e radicamento territoriale. A seguire si è svolto un panel, sul tema “Technology & Sustainability: The Engines of the Made in Italy”, moderato dal Direttore Stefania Verrienti, che ha dato voce a testimonianze concrete di operatori internazionali. Un confronto che ha permesso di raccontare il valore del Made in Italy, non attraverso l’autonarrazione, ma tramite la voce di chi lavora ogni giorno con le aziende italiane nei mercati internazionali. Al panel hanno preso pare Robert Stelling, Director of Interclean; Tamara van Ark, President of Schoonmakend Nederland ed ex Ministro per l’Assistenza Sanitaria e lo Sport; Philippe Scemama, CEO di DHYS International Group e Antonio Kouwenberg, Founder di Klien IT. L’obiettivo è stato quello di comprendere perché il modello industriale italiano sia così riconosciuto e apprezzato all’estero, quali elementi lo rendano competitivo e quali punti di forza emergano nella collaborazione quotidiana con partner, distributori, associazioni e innovatori. Allo stesso tempo, l’incontro ha voluto approfondire due temi centrali per il futuro del settore – tecnologia e sostenibilità – che stanno ridefinendo processi, prodotti e strategie aziendali. Attraverso testimonianze dirette, il panel ha evidenziato come le imprese italiane stiano interpretando queste trasformazioni e quali opportunità si aprano per rafforzare le collaborazioni internazionali, in particolare tra Italia e Paesi Bassi, nei campi dell’innovazione, della digitalizzazione e della crescita sostenibile. A testimonianza del valore del cleaning all’Ambasciatore Massari è stato consegnato un prestigioso omaggio, il volume “Della pulizia industriale” di Giulio Guizzi, Ambassador di AFIDAMP e tra i principali esperti al mondo della storia del pulito. Un testo di riferimento, quello di Guizzi, che racconta la storia del settore del cleaning e la sua evoluzione, sottolineando l’importanza a livello globale. La celebrazione del Made in Italy Day all’interno di Interclean ha rappresentato un importante riconoscimento per l’intero settore, confermando il ruolo strategico delle aziende italiane del cleaning professionale nel panorama globale.
- A Interclean 2026 la collaborazione strategica tra AFIDAMP e Agenzia ICE valorizza la presenza delle imprese italian
Conclusa con successo l’edizione 2026 di Interclean ad Amsterdam, che ha visto il mercato italiano del cleaning primeggiare per qualità, competenza e coesione Milano, 28 aprile 2026 – La partecipazione italiana a Interclean 2026, svoltasi ad Amsterdam dal 14 al 17 aprile, ha registrato numeri eccezionali, confermando il ruolo dell’Italia come uno dei protagonisti assoluti del settore del cleaning professionale. Con oltre 140 aziende presenti e più di 9.000 m² di superficie occupata, l’Italia si è posizionata come la delegazione più numerosa in termini di superficie, superata solo dalla Cina per numero di espositori. Un risultato che assume ancora più valore in un contesto internazionale complesso, segnato dalla concorrenza di altri Paesi, da tensioni geopolitiche e dalla conseguente assenza di visitatori di alcuni Paesi dell’area mediterranea. Nonostante ciò, la fiera ha registrato un’elevata partecipazione e un forte interesse verso l’offerta italiana, riconosciuta per qualità, innovazione e capacità di export. Italian Golden Suppliers, un progetto di visibilità e valore Anche per l’edizione 2026, AFIDAMP ha rinnovato il proprio impegno attraverso il progetto Italian Golden Suppliers, realizzato con il finanziamento e la collaborazione dell’Agenzia ICE. Il progetto, introdotto nel 2024 e confermato con successo nel 2026, ha garantito una visibilità capillare degli espositori italiani in tutta la fiera, grazie a un’immagine coordinata presente su banner, schermi e materiali informativi. Il logo Italian Golden Suppliers ha intercettato i visitatori fin dall’esterno dell’area fieristica, grazie a due maxi-banner posizionati in modo da essere chiaramente visibili sia lungo i percorsi dal centro città sia dalla metropolitana. La presenza è stata poi ulteriormente rafforzata all’interno dei padiglioni attraverso un sistema diffuso di strumenti promozionali — tra cui banner, scale di accesso, schermi pubblicitari e schermate di accesso al Wi-Fi — oltre agli sticker identificativi applicati sugli stand italiani. La distribuzione di oltre 5.000 volantini con l’elenco degli espositori e la localizzazione degli stand ha infine agevolato l’incontro tra aziende e buyer internazionali. Il cuore operativo della presenza italiana è stato, anche quest’anno, la Lounge ICE–AFIDAMP, situata in posizione strategica nell’Area Balcony tra Hall 1 e Hall 5. Lo spazio lounge, che nel 2024 occupava 50 m², è stato ampliato fino a occupare 218 m², diventando un vero hub di networking e di business matching. All’interno erano infatti disponibili un’area per incontri su prenotazione, un’area bar, un’area ristorante e uno spazio eventi. L’obiettivo è stato quello di creare un punto di incontro, aperto a tutte le imprese italiane presenti alla manifestazione, espositori e visitatori. “La collaborazione con ICE – commenta Stefania Verrienti, Direttore di AFIDAMP- si è confermata di grande valore, non solo per Interclean, ma anche come modello replicabile in altre fiere internazionali. Il supporto è stato rivolto a tutti gli imprenditori italiani, espositori e visitatori¸ rafforzando l’obiettivo di promuovere l’intera filiera del cleaning professionale. Possiamo quindi affermare che questo progetto abbia rappresentato un successo collettivo, frutto di un lavoro di squadra che ha unito istituzioni e imprese”. Un modello efficace di promozione internazionale capace di valorizzare il Made in Italy e rafforzare la competitività delle aziende italiane sui mercati globali.
- A Interclean le prime aziende certificate Italian Alliance for Cleaning Excellence
A Interclean 2026 sono state presentate le prime aziende certificate con il nuovo marchio voluto e creato da AFIDAMP, che valorizza l’eccellenza italiana nel professional cleaning. Dopo l’annuncio a marzo, AFIDAMP, in occasione della manifestazione Interclean ad Amsterdam, ha presentato ufficialmente Italian Alliance for Cleaning Excellence, il nuovo marchio di qualità certificata che riconosce e valorizza le aziende italiane del cleaning professionale. Una certificazione rivolta alle imprese che dimostrano solidità industriale, innovazione, qualità produttiva e un forte radicamento nel territorio. Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere, pensata per offrire al mercato uno strumento chiaro e immediato per identificare l’eccellenza italiana in un settore sempre più competitivo e globalizzato. Proprio in occasione di Interclean, sono state presentate le prime quattro aziende certificate: COMAC, FALPI, EUREKA e LINDHAUS, realtà che hanno completato con successo il percorso di valutazione previsto dal disciplinare tecnico, basato su 20 criteri di valutazione: industriali, organizzativi, innovativi e di sostenibilità. Le aziende certificate hanno avuto l’opportunità di presentarsi lo scorso 15 aprile, durante il Made in Italy Day, un’importante occasione di visibilità istituzionale alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi, Augusto Massaro. Un momento che ha permesso di raccontare il valore del progetto e di mostrare, davanti alle istituzioni e agli stakeholder, la forza del sistema produttivo italiano del cleaning professionale. Accanto alle prime realtà certificate, numerose aziende hanno già avviato il percorso di valutazione, confermando la crescente attenzione del settore verso criteri di qualità, trasparenza e valorizzazione della filiera italiana. Tra queste: Delfin, Italchimica, Medial, STI, VDM, Nettuno, Elsea, Ecochem e Riello Cleaning Machines. La loro adesione testimonia la fiducia nel progetto e la volontà di contribuire alla costruzione di uno standard condiviso di eccellenza. Italian Alliance for Cleaning Excellence rappresenta un passo strategico per rafforzare la competitività delle imprese italiane del cleaning professionale, riconosciute nel mondo per capacità ingegneristica, qualità dei materiali, innovazione tecnologica e affidabilità. La certificazione si propone, infatti, come strumento di competitività, trasparenza e riconoscibilità, capace di valorizzare chi investe realmente nella qualità italiana e di offrire al mercato un riferimento autorevole e verificabile. Le adesioni sono aperte e le aziende interessate possono richiedere, sul sito AFIDAMP https://www.afidamp.it/progetto-iace tutte le informazioni necessarie.
- Quando il prezzo non basta più
Nel mercato europeo stanno pesando di più sicurezza dei prodotti, tracciabilità, disponibilità dei dati, continuità del servizio e qualità nel tempo. Per il cleaning professionale questo cambia il terreno della concorrenza e rende più leggibile il valore di chi lavora con standard alti e responsabilità chiare . La concorrenza che arriva dai mercati asiatici , che comprendono operatori molto diversi tra loro per livello qualitativo e posizionamento, è una componente stabile del quadro in cui operano anche le imprese del cleaning professionale. Nel 2024 l’Unione europea ha importato dalla Cina beni per 517,8 miliardi di euro , pari al 21,3% di tutte le importazioni extra-UE . Nello stesso anno i beni manifatturieri hanno rappresentato il 96,7% delle importazioni UE dalla Cina e, all’interno di questo flusso, macchinari e veicoli hanno inciso per il 55% . Dentro questo scenario, il prezzo iniziale conta ancora, ma non basta più a spiegare il valore reale di un prodotto. Il quadro europeo sta alzando la soglia su sicurezza, conformità, tracciabilità e responsabilità degli operatori economici . Il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti si applica dal 13 dicembre 2024 e richiede che sul mercato siano immessi solo prodotti sicuri, tenendo conto anche di istruzioni , uso prevedibile , interconnessione e, quando rilevante, aspetti di sicurezza informatica . Il Regolamento (UE) 2019/1020 rafforza invece la vigilanza del mercato e i controlli sui prodotti importati nell’Unione. I numeri mostrano che non si tratta di un tema formale. Nel 2024 il sistema europeo Safety Gate ha registrato 4.137 allerte e 4.279 azioni successive di controllo e intervento su prodotti non alimentari pericolosi. Quando aumentano controlli e segnalazioni, aumenta anche il valore di chi può offrire documentazione tecnica , continuità organizzativa , supporto post-vendita e tempi certi di intervento . Nel cleaning professionale questo si vede in modo molto concreto, ad esempio quando un fermo macchina rallenta il servizio o quando i ricambi non arrivano nei tempi necessari. Per il cleaning professionale questo passaggio pesa soprattutto nelle macchine , nelle attrezzature con componenti elettroniche , nelle batterie e nei sistemi connessi . Il regolamento europeo sui dati (Data Act) è entrato in applicazione il 12 settembre 2025 e attribuisce agli utenti, compresi quelli che usano macchinari industriali connessi , un maggiore controllo sui dati generati dai dispositivi. Questo sposta una parte del valore competitivo anche su gestione del dato , accesso , assistenza e qualità del servizio nel tempo . Anche sul piano nazionale il quadro si sta facendo più denso. La Legge 13 giugno 2025, n. 91 , legge di delegazione europea 2024, consente il recepimento di 20 direttive e l’adeguamento dell’ordinamento italiano a 21 regolamenti UE . Tra questi compaiono, tra gli altri, il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti, il regolamento sulle batterie e il regolamento UE sulla deforestazione. Per chi produce, distribuisce o mette sul mercato, questo significa una richiesta crescente di presidio su materiali , sicurezza , dati , tracciabilità e responsabilità di filiera . Si sta muovendo anche il capitolo degli acquisti pubblici . Nell’ ottobre 2025 la Commissione europea ha pubblicato la valutazione delle direttive del 2014, rilevando che i loro obiettivi sono stati raggiunti solo in parte. Il lavoro preparatorio per la riforma europea degli appalti pubblici , attesa nel secondo trimestre del 2026 , indica tre direzioni: semplificare le procedure , rafforzare sicurezza economica, sovranità e resilienza , e allineare gli appalti agli obiettivi strategici europei , anche attraverso criteri “Made in Europe” compatibili con gli impegni giuridici internazionali dell’Unione. Nello stesso dibattito, il Parlamento europeo ha chiesto di spostare il baricentro dei bandi dal criterio del prezzo più basso a quello del miglior rapporto qualità/prezzo , attribuendo maggiore peso anche ai criteri non economici, compresi quelli sociali e ambientali . Ha anche indicato che dovrebbe essere possibile favorire imprese europee senza ricorrere a forme di protezionismo esplicito. Per il cleaning professionale il messaggio è chiaro: il confronto si gioca sempre di più su durata , affidabilità , qualità del servizio , continuità di fornitura e capacità di risposta . In un mercato così, servono strumenti capaci di rendere visibile una differenza che spesso il prezzo iniziale non racconta. In questa logica si inserisce anche la certificazione AFIDAMP Italian Alliance for Cleaning Excellence : non come un segno celebrativo, ma come un riferimento utile per riconoscere solidità industriale , qualità produttiva , presidio tecnico , conformità e continuità . Questa è la direzione in cui si sta muovendo il mercato europeo: meno attenzione al prezzo isolato, più attenzione alla capacità di offrire valore riconoscibile e verificabile nel tempo. La qualità italiana non si afferma con formule generiche. Si riconosce quando un prodotto regge nel tempo, quando il servizio c’è, quando la documentazione è completa, quando i ricambi arrivano, quando il supporto risponde. È su questo terreno che la concorrenza diventa più chiara. Ed è su questo terreno che vale la pena farsi riconoscere.
- Regolamento imballaggi, arriva la guida UE
La Commissione europea ha pubblicato una guida interpretativa sul Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) , offrendo chiarimenti attesi su aspetti chiave che impattano direttamente tutta la filiera del cleaning professionale. Pur non introducendo nuove norme, il documento definisce con maggiore precisione come applicare il regolamento già in vigore , intervenendo su temi centrali come la responsabilità degli operatori, la definizione di imballaggio, i criteri di riciclabilità, la riduzione degli imballi e l’armonizzazione delle etichette a livello europeo. Si tratta di indicazioni che incidono in modo trasversale su produttori, distributori, imprese di servizi e committenza pubblica, orientando le scelte tecniche, organizzative e contrattuali già nella fase di preparazione all’entrata in applicazione del regolamento nell'agosto 2026. Per comprendere nel dettaglio gli impatti operativi per ciascun comparto e le azioni da avviare fin da subito, è possibile consultare la notizia completa nell’area riservata agli associati (Forum).
- Plastiche sotto pressione: rischi per il cleaning
La tensione sulla filiera delle materie plastiche inizia a riflettersi anche sul cleaning professionale. L’aumento dei costi industriali e le difficoltà di approvvigionamento stanno creando un contesto più instabile, con effetti che si propagano rapidamente lungo tutta la catena del valore. Per il settore, il tema non riguarda solo i prezzi. La plastica è presente in packaging, attrezzature, componenti di macchine e consumabili , e qualsiasi squilibrio a monte può incidere su disponibilità, tempi di consegna e continuità operativa. Il rischio è una pressione diffusa che coinvolge produttori, distributori e imprese di servizi, con impatti diretti anche sulla gestione dei contratti e dei margini. Il quadro che emerge è quello di una filiera più esposta e meno prevedibile, in cui diventa necessario rafforzare pianificazione, relazioni di fornitura e capacità di adattamento. Per comprendere nel dettaglio scenari, impatti e possibili azioni, è disponibile la news completa nell’area riservata agli associati (Forum).
- Costo lavoro pulizie 2025-2029: le nuove tabelle
Il Ministero del Lavoro ha aggiornato le tabelle del costo medio del lavoro per il settore pulizie e multiservizi, definendo un nuovo quadro di riferimento valido per il periodo 2025-2029 . Il provvedimento, atteso a seguito del rinnovo del CCNL, introduce valori ufficiali articolati per livelli, qualifiche e territori, destinati a incidere in modo diretto sull’equilibrio economico dell’intera filiera. L’aggiornamento rappresenta un passaggio rilevante non solo per le imprese di servizi , ma anche per tutti gli attori del comparto: dai committenti pubblici e privati , chiamati a riconsiderare basi d’asta e corrispettivi, ai fornitori e distributori , che operano in un contesto in cui il costo del lavoro resta la principale voce di struttura. Le nuove tabelle offrono infatti un riferimento istituzionale destinato a orientare offerte, rinnovi contrattuali e valutazioni di sostenibilità economica . In un contesto di mercato già caratterizzato da forti pressioni sui margini, il decreto contribuisce a ridefinire i parametri di confronto tra domanda e offerta, con possibili implicazioni su tutta la catena del valore del cleaning professionale. Per una lettura completa dei dati, delle decorrenze e degli impatti operativi per le imprese, è possibile consultare la notizia integrale nell’area riservata agli associati (Forum).











